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Trento
24 novembre | 11:44

Crisi di Giunta, Fratelli d'Italia non arretra: "C'è un problema di rispetto degli accordi". Urzì duro su Binelli: "L'unico interlocutore è Fugatti, lui è un ventriloquo inutile"

Il commissario di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì: "Ci deve essere un equilibrio nelle scelte, quell'equilibrio che hanno motivato il partito a entrare nella coalizione con a capo Fugatti: la partecipazione con la vice presidenza e un numero di assessori corrispondente al risultato, uguale alla Lega"

Crisi di Giunta, Fratelli d'Italia non arretra: "C'è un problema di rispetto degli accordi"

TRENTO. "La seduta è stata necessaria per definire il quadro generale: c'è un problema e c'è una rigidità nel rispetto dei patti". Non arretra Alessandro Urzì. Il commissario di Fratelli d'Italia conferma la situazione di stallo in cui si trova la maggioranza provinciale. "Ci deve essere un equilibrio nelle scelte, quell'equilibrio che hanno motivato il partito a entrare nella coalizione con a capo Fugatti: la partecipazione con la vice presidenza e un numero di assessori corrispondente al risultato, uguale alla Lega".

 

Non si è raggiunto l'accordo sull'elezione del presidente del Consiglio provinciale, la seduta è saltata perché la frattura tra Lega e Fratelli d'Italia non si è ricomposta. Una crisi rimasta latente nell'accordo per le elezioni provinciali e scoppiata nel mancato rispetto dell'accordo.

 

"Noi siamo leali - prosegue Urzì - ci aspettiamo dagli altri interlocutori altrettanta attenzione. Questo si aspettano i trentini: chiarezza di posizione e lealtà degli impegni presi. Abbiamo sottoscritto un patto e un programma, spero che tutti siano convinti. Per concretizzare questo impegno è opportuno che Fratelli d'Italia abbia funzioni, ruoli e competenze all'interno della Giunta perché vogliamo lasciare un segno profondo nelle politiche dei prossimi cinque anni".

 

I meloniani sono stati messi nell'angolo in piazza Dante, marginalizzati e umiliati dal tradimento di quel patto raggiunto nell'estate tra Lega, Fdi e Forza Italia con il placet dei dirigenti nazionali. Non viene presa in considerazione l'equazione vice presidente o due assessorati. Non era questo l'accordo del 28 luglio, una posizione ancora una volta ribadita da Urzì.

 

"Gli accordi parlano chiaro", ribadisce Urzì. "C'è l'incondizionata volontà di partecipare alla maggioranza. L'affermazione è stata netta ma senza Fratelli d'Italia la coalizione non avrebbe raggiunto il premio di maggioranza. Rivendichiamo un ruolo di perno della coalizione, la vice presidenza e il numero di assessori rispetto al consenso elettorale. Forse ci si è dimenticati e adesso si fa il gioco delle tre carte".

 

Duro affondo nel replicare a Binelli, quest'ultimo ha dichiarato che il commissario meloniano non può essere un interlocutore. "Non non mi fiderei di lui, si rischia di essere invitati a cena e poi ci si trova a pagare il conto", spiega con una battuta per poi aggiungere: "Nessun passo indietro, gli accordi sono chiari e rivendichiamo con coerenza il patto. Dove ha toccato ha sfasciato: viene utilizzato dalla Lega per fare sparate, l'unico interlocutore è Fugatti, lui è un ventriloquo inutile".

 

Poi il duro affondo. "Il percorso deve essere di fiducia reciproca. Bisogna temere se non c'è il rispetto dei patti e la riduzione delle richiese eventualmente si tratta prima di firmare gli accordi. Abbiamo 5 consiglieri compatti, fondamentali per la maggioranza, altrimenti si torna alle urne. L'unico scenario che, però, vediamo è di cinque anni di governo forte con Fratelli d'Italia come principale componente della coalizione. Ci aspettiamo fiducia reciproca, un comportamento di un certo tipo e rispetto. Partiamo dal numero dei ruoli, equa distribuzione delle competenze e funzioni", Urzì.

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