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Il risarcimento a Pinè pagato con le opere (che non si faranno) a Riva? Il Pd: “Cantieri da oltre 50 milioni di euro fermi e vogliono cancellare teatro e palasport”

Il sospetto che trapela dal Partito Democratico è che il “risarcimento” di Pinè (per la mancata assegnazione delle gare olimpiche) venga pagato con le opere che non si faranno a Riva del Garda: “Vogliono barattare teatro e palasport, due opere necessarie per la comunità”. Nel frattempo le forze di maggioranza fanno quadrato attorno alla sindaca Santi

Di Tiziano Grottolo - 30 gennaio 2023 - 18:33

RIVA DEL GARDA. Lo scorso 20 gennaio il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, annunciava ufficialmente che a Beselga di Pinè non si sarebbe più costruito l’Ice Rink e che pertanto le gare olimpiche sarebbero state trasferite altrove. In compenso però, la Provincia e il Comune avevano stretto un accordo con l’impegno da parte di Piazza Dante di “risarcire” la comunità con opere pubbliche e investimenti dal valore di 50,5 milioni di euro. Fondi provinciali (almeno per il momento), aveva chiarito Fugatti a una precisa domanda de Il Dolomiti.

 

Eppure, come si usa dire “la coperta è corta” soprattutto quando si parla di soldi le risorse non sono mai abbastanza. Così succede che con una mossa completamente a sorpresa dal Comune di Riva presieduto dalla sindaca leghista Cristina Santi spunta l’idea di sottoscrivere un nuovo protocollo d’intesa con la Provincia andando a cancellare alcune opere milionarie che erano già state finanziate e avrebbero dovuto essere costruite nell’Alto Garda. Il sospetto che trapela dal Partito Democratico locale è che il “risarcimento” di Pinè venga pagato con le opere che non si faranno a Riva del Garda.

 

In sostanza il protocollo d’intesa che presto verrà discusso in Consiglio comunale prevede da parte di Riva del Garda la rinuncia alla realizzazione del teatro, riconvertito in una “sala con funzioni multimediali”, e del palazzetto dello sport per “valutare in futuro un nuovo intervento per diverse strutture sportive”. Da parte sua la Provincia concederebbe il “possesso” del compendio della Miralago. Per quanto riguarda il Polo fieristico e il nuovo centro congressuale l’amministrazione sembrerebbe confermare gli impegni economici anche se i progetti dovranno per forza essere rivisti e pertanto il loro completamento dovrà essere posticipato.

 

Ovviamente questa manovra non è piaciuta al Pd che ha organizzato una conferenza stampa promettendo di dare battaglia in Consiglio. L’ex sindaco Adalberto Mosaner (oggi consigliere d’opposizione) conosce nel dettaglio i precedenti protocolli d’intesa e avendo governato la città per due mandati ha seguito in prima persona l’iter per l’approvazione dei progetti. “I lavori per la costruzione del palazzetto dello sport e gli ampliamenti del polo fieristico e di quello congressuale muovevano risorse per almeno 55 milioni di euro, fondi che erano già stati messi a disposizione perché tra il 2018 e il 2019 i progetti erano già andati a bando. Mentre i cantieri rimangono colpevolmente fermi – osserva l’ex sindaco – Riva rischia di perdere teatro e palasport, due opere necessarie per la comunità e attese da tempo”.

 

Mosaner sottolinea anche le ambiguità della Giunta Santi che in un recente provvedimento (la Variante 15 al Piano regolatore generale) prevedeva comunque la realizzazione del teatro nel nuovo centro congressi. “Cosa è cambiato nel frattempo? È evidente che una sala multimediale non serve perché già c’è, piuttosto sembra che la Provincia abbia deciso di fare cassa su Riva e la sindaca sia d’accordo. Inoltre con tutte queste modifiche i progetti dovranno essere rivisti accumulando nuove spese e ulteriori ritardi, senza contare che la Miralago, di cui si vorrebbe entrare in possesso, è già nelle disponibilità del Comune e lo sarà fino al 2050”.

 

Secondo il consigliere Dem Alessio Zanoni “con la complicità della Giunta Santi” Riva del Garda è stata trattata come una cenerentola. “Eppure – riprende il consigliere – la comunità si era espressa a favore di queste opere difendendo il teatro dai tentativi della maggioranza di cancellarlo. Ora, con i cantieri tenuti fermi e i costi che continuano ad aumentare non mi sorprenderei se la corte dei Conti si interessasse a queste manovre per un possibile danno erariale”.

 

Dal canto suo il consigliere provinciale del Pd, Alessio Manica, aveva fatto notare come l’assessore regionale allo sviluppo economico, Achille Spinelli, interrogato su questa vicenda avesse negato che fra la Provincia e il Comune fossero in corso trattative per modificare i protocolli d’intesa. “Questa è l’ultima di tante bugie da parte della Giunta provinciale”, l’amaro commento di Manica.

 

Nel frattempo le forze di maggioranza di Lega, Patt e Polo civico fanno quadrato attorno alla sindaca Santi. “Le indicazioni riportate nel documento – spiegano gli autonomisti riferendosi al protocollo d’intesa – trovano il nostro totale consenso, visto che l’attenzione è posta su una delle zone più pregiate di Riva del Garda, il Compendio Miralago che diventerà proprietà della nostra città, evitando che in futuro essa possa essere oggetto di vendita o di progetto di investitori privati come si è rischiato in passato”.

 

La Lega invece ringrazia la sindaca per “l’importante impegno amministrativo e per il lavoro, la concretezza, la disponibilità e la presenza costante sul territorio. Non possiamo però non condannare come la solita parte del Pd sia sempre pronta a gridare alla catastrofe politica, dove si accusa di svendere i beni della città o di essere troppo remissivi verso la Provincia. Grida e calunnie che fanno contrasto alla realtà di un amministrazione che fa della concretezza il proprio focus”.

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