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Trento
14 novembre | 20:23

Ipotesi Marchiori assessore tecnico? Anche la base in subbuglio (LETTERE ALL'INTERNO). Intanto conto alla rovescia per la formazione della nuova Giunta Fugatti

Dalla troppa rappresentanza dell'area Giudicarie-Rendena a un risultato prossimo allo zero, anche l'elettorato di centrodestra non sembra gradire l'ipotesi di Marchiori indicato come assessore tecnico

Ipotesi Marchiori assessore tecnico?

TRENTO. L'ipotesi di Simone Marchiori assessore tecnico? Anche la base del centrodestra sembra in subbuglio sull'eventuale ingresso del segretario politico del Patt, non eletto alle urne, nella Giunta provinciale.

 

A intervenire nelle scorse ore le opposizioni con il Partito Democratico e Casa Autonomia che hanno definito questa possibilità come "indicente ripagare aspettative personale di un non eletto". Per le Stelle Alpine in Consiglio provinciale ci sono, infatti, Mario Tonina, Walter Kaswalder e Maria Bosin.  

 

Tra la troppa rappresentanza dell'area Giudicarie-Rendena a un risultato prossimo allo zero, anche l'elettorato di centrodestra, sotto alcune lettere in forma integrale, non sembra gradire l'ipotesi di Marchiori indicato come assessore tecnico. 

 

Nel frattempo è arrivata la presa di posizione del Patt sul "toto-Giunta", "Le Stelle Alpine ribadiscono per l’ennesima volta che, essendo la nomina degli assessori una prerogativa del presidente Fugatti, ogni valutazione, proposta e richiesta per rappresentare adeguatamente il Patt nell'esecutivo provinciale verrà avanzata in sede di confronto ufficiale, una volta che lo stesso presidente avrà elaborato un suo preciso quadro della situazione politica e convocherà le Stelle Alpine. In alcun modo, comunque, sono in atto tentativi per estromettere o ridimensionare esponenti del partito stesso ma, in modo compatto, si lavora per il futuro del Trentino e per il suo governo. Ogni ricostruzione, fino ad allora, non avrà alcun fondamento".

 

A ore, infatti, Fugatti dovrebbe sciogliere le riserve sulla formazione dell'esecutivo con un posto solo a Fratelli d'Italia, la vice presidenza della Provincia affidata a Francesca Gerosa. 

 

LETTERA 1

Sono un elettore deluso che si è fortemente impegnato in questi ultimi anni per garantire una rappresentanza politica in consiglio provinciale del territorio Alta Val di Cembra - Altopiano di Piné da decenni senza riferimenti politici locali.

 

Mi faccio portavoce di un malcontento che da lunedì 23 ottobre sta dilagando sul nostro territorio che comprende tutta la Val di Cembra compreso Lavis , passando per l’Altopiano di Piné con Fornace e Civezzano fino alla Valle dei Mocheni, la cittadina di Pergine Valsugana e gli Altopiani Cimbri rimasti senza un rappresentante che possa portare la voce di questo importante territorio in seno alle istituzioni provinciali pur avendo espresso con forza il nome di un rappresentante che ha raccolto su questo bacino più di 1.500 preferenze e rimasto a casa solo per un mero gioco dei numeri.

 

Mi fa ancora più specie leggere notizie sull’impasto della nuova giunta provinciale con proposte da parte del presidente Fugatti, che tra l’altro stimo ed ammiro moltissimo da sempre, di nomi come quello del segretario del Patt Simone Marchiori che andrebbe a rinforzare la presenza di un assessore di un territorio già ben rappresentato se pensiamo che sarebbe il quarto assessore in giunta dopo Failoni, Tonina e Gottardi dell’ambito Giudicarie - Rendena.

 

Auspico un ripensamento da parte del presidente per dare al nostro territorio già in difficoltà con le amministrazioni comunali ( vedi Lona-Lases da oltre 4 anni senza un amministrazione locale ) una rappresentanza politica che possa risollevare un territorio come il nostro povero ma laborioso e voglioso di riscattarsi.

 

Tullio Tessadri-Sover

 

LETTERA 2

Le elezioni appena tenutesi in Trentino, così come nel vicino Alto Adige Südtirol, aprono non pochi spunti di riflessione. In particolare per i partiti storici così detti di raccolta. 

 

In Alto Adige la Südtiroler Volkspartei (Svp) ha raggiunto il suo risultato minimo storico; pur restando il primo partito, la formazione del governatore Arno Kompatscher è al 34,5% ma perde oltre il 7% rispetto a cinque anni fa, consentendo una rappresentanza in Consiglio oggi di soli 13 seggi (anziché 15 come nella scorsa legislatura). La Svp dal 1948 non era mai scesa sotto il 40% (41,89% alle elezioni di cinque anni fa).

 

Uno scenario diverso, ma del tutto analogo si è presentato nel vicino Trentino con riferimento al Partito Autonomista Trentino Tirolese (Patt).

 

Da una attenta analisi di voto, ciò che è sempre stato considerato -  da solo - un contenitore di valore percentuale oscillante tra il 3 ed il 5 per cento, ha di fatto avuto in questa esperienza elettorale il suo punto di caduta massima, approssimandosi allo zero. Infatti i tre consiglieri neoeletti sono espressione di un sostegno territoriale personale, la cui consistenza numerica in termini di preferenze è addirittura scesa con questa compagine partitica. Molte riflessioni dovrebbero essere fatte.

 

La vicina Svp ha intelligentemente istituito una commissione chiamata a valutare il risultato elettorale, attraverso una analisi approfondita, non escludendo al suo esito un profondo e radicale cambiamento nella guida del partito. 

 

Analogo ragionamento dovrebbe essere fatto dagli autonomisti trentini, considerando anche il non troppo lusinghiero risultato ottenuto dal segretario politico del partito. 

 

La presenza di un partito territoriale autonomista nel contesto politico provinciale e regionale odierno è di fondamentale importanza oggi più di ieri, presenza che può essere garantita solo con una riflessione propositiva e costruttiva al fine di ricomporre il quadro complessivo. Per farlo è imprescindibile ripartire dalla base territoriale, coinvolgendo attivamente tutti i tesserati e simpatizzanti che abbiano a cuore la nostra autonomia. Si deve arrivare ad un congresso aperto a tutti i tesserati, finalizzato alla ripartenza di un progetto politico sotto il simbolo storico del Partito Popolare Trentino Tirolese: le due Stelle Alpine. 

 

Davide Radoani 

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