“Latte di sinistra, Trentodoc di destra?”. Dallapiccola punta il dito: “La Giunta ha lesinato sulla promozione del settore lattiero-caseario”
Per il Consigliere di Casa Autonomia: “Durante tutta la legislatura, la Giunta ha pensato bene di promuovere le bollicine trentine sempre più a scapito del povero latte. Dopo aver annullato il suo Festival fin da inizio mandato, ha poi lesinato anche su tutta la promozione del settore lattiero caseario”

TRENTO. “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” cantava Gianni Morandi esattamente 60 anni fa. Il latte in questione per l'eterno ragazzo era una scusa per chiedere alla fidanzatina di uscire di casa. Ma il latte, simbolo della tradizione contadina, immancabile come il pane sulle tavole degli italiani, oggi è tra gli alimenti che ha subito rincari a doppia cifra e diventa anche “caso politico”.
A sollevare la questione è il consigliere provinciale di Casa Autonomia Michele Dallapiccola, che punta il dito contro la giunta provinciale trentina, colpevole – secondo le sue parole – di “bollare come di sinistra il latte (da dimenticare) e di destra il Trentodoc (tutto da promuovere)” scrive Dallapiccola, citando il post pubblicato (e diventato presto virale) negli scorsi mesi dalla parlamentare di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi (Qui Articolo), che aveva parlato di 'tipi di destra' ("amanti delle tradizioni, del buon cibo, di un calice di vino italiano, di decoro, ordine e sicurezza") di 'tipi di sinistra' ("adoratori di farine di insetti, imbrattatori di monumenti, fans di droghe libere e occupazioni abusive").
“Durante tutta la legislatura, la Giunta ha pensato bene di promuovere le bollicine trentine sempre più a scapito del povero latte. Dopo aver annullato il suo Festival fin da inizio mandato, ha poi lesinato anche su tutta la promozione del settore lattiero caseario. Pare che a questa giunta sembrasse che in passato si fosse fatto fin troppo. Così ha pensato di concentrarsi sul Trentodoc, un festival che è una bellissima pensata ma che – secondo il consigliere provinciale dell'opposizione - presenta un paio di difetti. Innanzitutto quello di aver cannibalizzato un altro fondamentale settore agricolo trentino come è quello del latte. Inoltre di utilizzare il Festival del Trentodoc a scopo elettorale e per fini promozional-politici”.
Lo dimostra la collocazione della kermesse dedicata alle bollicine trentine, in programma dal 22 al 24 settembre, “nel pieno della vendemmia - accusa Dallapiccola - in un momento topico per i produttori. In altre parole, sarebbe come organizzare un convegno per bagnini a Ferragosto, oppure un fine settimana dedicato al mondo dello sci durante le vacanze di carnevale a Madonna di Campiglio”. Ma questa decisione – a detta di Dallapiccola – non è piaciuta ai produttori, tra i quali “si avverte un fortissimo stato di disagio”, dovuto anche alla “gravità della situazione sul fronte delle fitopatie, in primis la flavescenza dorata”. Ma forse il fine settimana “frizzante” in compagnia delle bollicine “può aiutare i produttori a trascorrere dei momenti lieti e a lenire il loro disagio” conclude ironicamente Dallapiccola. E come canta Zucchero in Bacco Perbacco: “Baby don't cry, make it funky, pane e vino io ti porterò”.


















