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Trento
13 marzo | 18:27

Al convegno sulla zootecnia trentina c'è solamente il latte prodotto in Alto Adige e confezionato in Austria. Demagri: "Uno smacco morale nei confronti degli allevatori"

La consigliera provinciale di CasaAutonomia interroga la Giunta: "Ci chiediamo come avrebbe reagito il mondo del vino se ad un convegno del Trentodoc si fosse verificata la mescita di un buon prosecchino! O se ad un congresso di Melinda si fosse proposta una degustazione con delle pur buonissime mele della val Venosta!"

Al convegno sulla zootecnia trentina c'è solamente il latte prodotto in Alto Adige e confezionato in Austria

TRENTO. Gaffe? Disattenzione? O, forse, qualcuno ha pensato non fosse importante?

 

Al convegno promosso dalla Fem dal titolo "Zootecnia di montagna e sostenibilità dei sistemi produttivi trentini" qualcosa non è andato per il verso giusto. Non tanto per l'impossibilità d'interagire con i relatori e per il numero chiuso in sala, che ha costretto diversi allenatori ad assistere da remoto alla convention, ma per quello che potrebbe essere considerato un vero e proprio "smacco morale nei confronti degli allevatori".

 

La denuncia arriva dalla consigliera provinciale di CasaAutonomia, Paola Demagri, che racconta come al convegno sia stato utilizzato latte non trentino.

 

"La questione sa di “lana caprina”. Comprendiamo - scrive Paola Demagri nell'interrogazione presentata alla Giunta -. Ma appare doverosa un’attenta analisi riguardo un nuovo smacco morale che hanno dovuto subire gli allevatori trentini al convegno in parola. Al di là del fatto che sono stati preclusi gli interventi del pubblico e al di là del numero chiuso ammesso in sala con alcune persone, arrivate da lontano, costrette ad accettare una sistemazione che permetteva di assistere solamente in remoto al dibattito, la questione che poniamo riguarda il fatto che all'esterno del convegno pare sia stato utilizzato del latte non trentino. Un buonissimo latte, non abbiamo dubbi, ma a detta di alcuni allevatori, attenti testimoni, prodotto in Alto Adige e confezionato in Austria. Ed è chiara così l’ulteriore beffa di una tavola rotonda riguardante la Sostenibilità locale che vede invece distribuito un prodotto non autoctono che per arrivare ha percorso 300 km. A gasolio. Ci chiediamo come avrebbe reagito il mondo del vino se ad un convegno del Trentodoc si fosse verificata la mescita di un buon prosecchino! O se ad un congresso di Melinda si fosse proposta una degustazione con delle pur buonissime mele della val Venosta!".

 

Da qui la decisione di Demagri di presentare un'interrogazione chiedendo se "l'assessorato era al corrente dell'increscioso incidente diplomatico che tanto smacco ha prodotto nel mondo allevatoriale e quali intendimenti intende adottare la Giunta provinciale per evitare l'episodio possa ripetersi ancora in futuro".

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