Naja o mini naja, non succede ma se succede l'Alto Adige dice no preventivamente: il consiglio vota contro ''qualsiasi forma di leva obbligatoria in Italia''
L'ha rilanciata più volte il ministro Salvini e recentemente anche il presidente del Senato La Russa. E' stata anche depositato un disegno di legge che mira a istituire una ''mini leva''. I Sud-Tiroler Freiheit hanno proposto la mozione per dire ''no'' preventivamente legandola anche a questioni etniche e di senso di non appartenenza allo Stato Italiano. Tolti i nostlagismi di stampo sudtirolese il consiglio ha comunque deciso di approvare la mozione contro il ritorno della naja

BOLZANO. ''Il Consiglio provinciale si dichiara contrario al ripristino in qualsiasi forma della leva obbligatoria in Italia''. Non succede, ma se succede, la Provincia di Bolzano si è già espressa in senso totalmente negativo rispetto all'ipotizzato ripristino di un qualche tipo di servizio militare. L'ipotesi anacronistica e buona più a posizionare bandierine politiche che a portare qualcosa di concreto è stata lanciata a più riprese dal ministro Salvini e più recentemente anche dal presidente del senato Ignazio La Russa. Un disegno di legge è stato anche depositato per istituire una “mini leva”. La Russa l'ha giustificata spiegando che così i giovani potrebbero “imparare cos’è l’amore per l’Italia”, e per chi parteciperà a questo addestramento intensivo “tricolore” siano previsti incentivi quali punti per la maturità, crediti formativi in più per la laurea e vantaggi nei concorsi pubblici.
Tolto il fatto che l'aver tolto la leva obbligatoria resti uno dei provvedimenti di civiltà più apprezzati degli ultimi decenni nel nostro Paese, il richiamo ultra nazionalistico di La Russa e ''patrioti'' ha spaventato e non poco movimenti come quello della Sud-Tiroler Freiheit hanno deciso di mettere le mani avanti per evitare che tutto ciò coinvolga anche l'Alto Adige. A presentare la mozione il consigliere Sven Knoll che ha ricordato come il promotore della legge, Ignazio La Russa, ''è un personaggio dal passato discutibile. All’inizio della pandemia di Covid, fu lui che suggerì di fare il saluto romano al posto della stretta di mano. La casa di La Russa, un uomo che dice di non essere antifascista, è piena di cimeli del ventennio”.
Per Knol l’iniziativa mirerebbe quindi chiaramente all’introduzione di una “guardia nazionale” obbligatoria e alla riattivazione dell’obbligo di leva, ''alla quale - ha aggiunto - si dice favorevole anche la Lega di Salvini''. Knoll ha, quindi, ricordato che a suo tempo, nel 2005, la sospensione del servizio di leva in Italia e l’introduzione di un esercito di professionisti fu una buona notizia anche per la provincia di Bolzano, perché fino ad allora generazioni di giovani altoatesini ''avevano dovuto giurare fedeltà a uno Stato che non era il loro e perché il servizio militare per lo Stato italiano era spesso percepito come un’imposizione e una perdita di tempo, tanto più che i ragazzi sudtirolesi subivano di continuo angherie e soprusi, e veniva costantemente negato loro il diritto all’uso della propria madrelingua''. Poi il lato pratico: con l’abolizione della leva obbligatoria, ha aggiunto Knoll, in provincia si erano liberati anche numerosi alloggi in uso a militari che nel frattempo sono stati reimpiegati in altro, più utile, modo e che la leva obbligatoria causa ingenti danni all’economia, in quanto giovani lavoratori per quasi un anno vengono sottratti al loro impiego e quindi alle aziende e al mercato del lavoro.
La discussione in consiglio ha visto intervenire anche il consigliere di Fratelli d'Italia Marco Galateo che ha chiarito che La Russa non aveva fatto alcuna proposta formale in tal senso, aveva solo ricordato una sua proposta passata relativa alla mini naja di 3 settimane, e questo riguardava sì un senso di appartenenza, ''che però - ha detto - era certamente diverso in Lombardia rispetto a una terra dove c’erano minoranze; esisteva anche la proposta di un gruppo di senatori per una naja volontaria di 40 giorni, da intendere quasi come un servizio civile al territorio, con incentivazione di senso civico: di fatto, un modello molto simile a quello degli Schützen, cui Knoll non era certamente contrario. Nel momento in cui c’era una guerra alle porte dell’Europa, tuttavia, non si poteva parlare nei termini fatti con la mozione, creando un allarmismo ingiustificato nella popolazione di lingua tedesca''.
Massimo Bessone della Lega Salvini che era in disaccordo con la proposta ha ricordato che ''durante il militare aveva imparato molte cose, come molti altri ragazzi, tra cui il presidente Kompatscher gli aveva detto di aver migliorato le sue competenze linguistiche''. E lo stesso Kompatscher ha ricordato di aver dovuto prestare servizio di leva, ed effettivamente di aver imparato in quell’occasione l’italiano, ma, ha aggiunto, questo non era certo l’obiettivo dello Stato. Abrogare il servizio di leva obbligatorio, ha aggiunto, era stata una decisione giusta, presa dall’Italia come da altri Stati europei: essa costava tantissimo e portava pochi benefici anche ai fini della difesa, ora c’era un esercito di professionisti che può intervenire in caso di necessità. La mozione col titolo No alla leva obbligatoria (in qualsiasi forma) è stata messa in votazione per parti separate e approvato il punto detto con 26 sì, 4 no, 2 astensioni.








.jpeg?itok=wLpMVqCY)





