Orsi, si moltiplicano gli avvistamenti e le fake news come quella della morte di due esemplari. L'appello dei sindaci: ''Momento delicato ma evitiamo la psicosi''
I primi cittadini della val del Chiese sono intervenuti per invitare la popolazione a non alimentare la psicosi e di fare attenzione alle notizie che condividono sugli orsi: "Gli esemplari oggetto di avvistamenti di questi ultimi giorni hanno comportamenti al momento schivi e discreti e ignorano spesso la presenza dell’uomo, ma bisogna ricordare che sono pur sempre animali selvatici e non vanno cercati"

VALDAONE. "Il momento è delicato ma è importante non alimentare la psicosi". Queste le parole a Il Dolomiti di Ketty Pellizzari, sindaca di Valdaone. "Nella nostra valle i plantigradi stanziano da parecchi anni, gli incontri tra l'uomo e l'orso ci sono stati, alcuni ravvicinati, ma mai fortunatamente degenerati in aggressioni".
La convivenza tra uomini e grandi carnivori è messa alla prova dopo la tragedia di Caldes con la morte di Andrea Papi. Una tensione alimentata, poi, dalle uscite della Provincia che intende abbattere Jj4, Mj5 e M62 per affrontare l'emergenza stretta e poi ipotizza la rimozione di altri 70 esemplari. E' così sul territorio si moltiplicano avvistamenti ma circolano anche molte informazioni non veritiere.
Un avvistamento in località Pastan sul territorio di Valdaone: un plantigrado avrebbe attraversato la strada senza accorgersi della signora in passeggiata e così si è allontanato. Un altro episodio sul Gaver in Lombardia: un signore è scappato (e non è stato inseguito) perché avrebbe incontrato un'esemplare femmina accompagnato da due cuccioli.
Invece a Bagolino la segnalazione di un capriolo sbranato dagli orsi. Sempre in zona ecco poi due plantigradi trovati morti, ma quest'ultima è una fake news. Da qui la decisione dei Comuni del val del Chiese di intervenire per chiedere di mantenere la calma.
"Gli esemplari oggetto di avvistamenti di questi ultimi giorni - spiegano le amministrazioni - hanno comportamenti al momento schivi e discreti e ignorano spesso la presenza dell’uomo, ma bisogna ricordare che sono pur sempre animali selvatici e non vanno cercati. In questo momento è legittimo provare ansia e sentirsi impauriti per quanto accaduto a Caldes venti giorni fa, stiamo tutti cercando di uscire dall’emotività e trovare il modo per razionalizzare il problema che è concreto e urgente".
L'appello dei Comuni è quello di "non alimentare la psicosi che si sta facendo strada in questi giorni, ponendo davvero molta attenzione alle notizie che si condividono e cercando di distinguere tra notizie false e fonti credibili". E le amministrazioni consigliano di consultare le sezioni Grandi carnivori della Provincia (Qui info) e di Trentino Marketing (Qui info) per le raccomandazione e le risposte a domande frequenti.
I Comuni intanto proseguono nell'adesione alla battaglia legale. Oltre 70 le amministrazioni tra val di Sole e val di Non, val Rendena, val Giudicarie e val del Chiese che sono costituite in giudizio. "Un modo per supportare Cles e Caldes ma anche per dimostrare l'unità del territorio", conclude Pellizzari.







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