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Trento
29 gennaio | 05:01

Orso insegue due giovani in val di Sole: "La tolleranza sociale è saltata". Dal lupo in val di Fassa agli incontri con i plantigradi, i territori attendono risposte dalla Provincia

Il sindaco di Rabbi e presidente della Comunità della val di Sole: "La questione ormai è più politica che tecnica: c'è grandissima preoccupazione". Il sindaco di Mezzana: "Hanno fatto rumore e sono indietreggiati ma lui li ha seguiti finché non sono arrivati degli amici con le moto. Si deve trovare una soluzione strutturale"

TRENTO. "La questione ormai è più politica che tecnica". A dirlo a il Dolomiti è Lorenzo Cicolini, sindaco di Rabbi e presidente della Comunità della val di Sole. "La tolleranza ambientale sulla presenza degli orsi è un discorso ma quella sociale è ormai saltata: sono troppi e la situazione è sempre più complessa perché le persone hanno paura a frequentare i propri luoghi e il territorio".

 

Fortunatamente non ci sono state conseguenze e nessuno è rimasto ferito ma sono stati momenti di tensione in val di Sole. Una coppia stava svolgendo un'escursione sulla strada forestale nella zona di Ortisè sul territorio di Mezzana quando all'improvviso, durante il tragitto, è comparso un plantigrado (Qui articolo).

 

"I ragazzi hanno iniziato a indietreggiare lentamente e hanno fatto anche rumore ma il plantigrado li ha seguiti per centinaia di metri", le parole a il Dolomiti di Giacomo Redolfi. Il sindaco di Mezzana ha fornito una primissima ricostruzione di quanto avvenuto domenica 28 gennaio nel bosco che circonda Ortisè. "L'esemplare si è allontanato e dileguato nel bosco quando sono arrivate altre persone a bordo delle moto in soccorso dei giovani". Contestualmente si sono portati i vigili del fuoco e il personale del corpo forestale.

 

"Questa volta è andata bene ma i ragazzi sono molto spaventati", commenta Redolfi. "Per fortuna non è successo nulla ma servono gli strumenti d'intervento perché la situazione diventerà sempre più complessa con incontri destinati a diventare sempre più numerosi" (Qui articolo). Nelle scorse settimane c'è stato qualche avvistamento, sempre in val di Sole, e solo pochi giorni fa le tracce del passaggio di un plantigrado sono state trovate nella neve zona di Malè con anche dei bidoni rovesciati a terra. Ora un incontro più ravvicinato che alza nuovamente la tensione sulla convivenza tra uomo e grandi carnivori. 

 

Il primo cittadino di Mezzana è in contatto con la forestale e con le autorità provinciali ma per il momento non ci sono ulteriori decisioni. "Non penso di emettere ordinanze o di interdire determinate aree perché non voglio limitare la libertà di vivere la montagna e la valle ai residenti. Però servono azioni e strumenti per aumentare l'attenzione sulle persone della valle". 

 

E' ancora forte il dolore per la scomparsa di Andrea Papi nella primavera dell'anno scorso, ucciso nei boschi di Caldes dall'orsa di Jj4. E questi sono giorni particolarmente delicati: giovedì 25 settembre il ragazzo avrebbe compiuto 27 anni. Un incontro, seppur senza conseguenze, che naturalmente non allenta la preoccupazione sul territorio. 

 

L'associazione apicoltori del Trentino che invitava gli operatori a mantenere attivi i recinti elettrificati a protezione delle strutture. "E' stato subito, e in via preventiva, lanciato un appello in questo senso", spiegava il presidente Marco Facchinelli. "La speranza è che non si registrino danni alle arnie".

 

E la ricerca di un equilibrio, sempre più difficile, tra attività economiche, fruizione degli spazi e tranquillità dei residenti con la presenza dei grandi carnivori rischia un'ulteriore esasperazione. "L'accettazione sociale è azzerata. La preoccupazione è sempre maggiore perché la percezione è che ci siano troppi orsi. Anche negli scorsi giorni abbiamo avuto un incontro ma servono soluzioni, altrimenti diventa sempre più difficile. Vogliamo poter vivere la montagna in tranquillità, non possiamo aspettare che succeda ancora una volta qualcosa di grave", conclude Cicolini.

 

Incontrare un plantigrado nel periodo invernale è più raro ma non impossibile. L'orso, infatti, non "scompare" completamente nella stagione fredda. L’orso cade in una sorta d’ibernazione o semi-letargo ma occasionalmente può lasciare la sua caverna anche durante questo periodo, rimanendo nelle immediate vicinanze''. Ci sono poi le temperature particolarmente temperate, complice la crisi climatica, che non ''aiutano'' la prosecuzione del letargo.

 

Restano ora da capire le decisioni, soprattutto sul fronte piazza Dante. A fine della scorsa legislatura il presidente della ProvinciaMaurizio Fugatti, ha annunciato una serie di modifiche alla legge varata nel 2018 da Ugo Rossi e da Michele Dallapiccola per mettere nero su bianco le linee d'intervento sui grandi carnivori. E recentemente il disegno di legge è arrivato sul tavolo. Un ddl che recepisce quanto contenuto nello studio di Ispra e che dispone, in via sperimentale, la possibilità di rimuovere 8 orsi all'anno nel prossimo triennio. Un'applicazione tutta da verificare e la base di partenza rimane comunque il piano Pacobace.

 

Una Provincia che negli ultimi 5 anni sembra aver rinunciato ai percorsi di formazione e informazione alla popolazione sui grandi carnivori. Perché se l'orso riduce comunque l'attività nel periodo invernale, risulta essere più presente il lupo.

 

E negli scorsi giorni un esemplare, in val di Fassa, ha seguito una madre con il passeggino (Qui articolo). Se è ancora in stand-by l'abbattimento (sperimentale e l'alpeggio ormai è terminato da mesi) dei due lupi della Lessinia, la Provincia non si è espressa sul caso specifico mentre il Comun General chiede azioni (Qui articolo). Non mancano da piazza Dante gli annunci, sembra però che siano le risposte a tardare.

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