Patt, Pt e Ap: di tre movimenti resta solo una lista. Gli alleati di Fugatti si restringono e se Fratelli d'Italia decidesse davvero di mollarli?
Quando si riuniva la ''coalizione'' a sostegno di Fugatti al tavolo sembravano esserci movimenti vari e articolati. Da ieri si sa con certezza che il grosso di quella tavolata finirà per fare una sola lista (gli altri, tolta la Civica di Gottardi non si sa bene nemmeno se riusciranno a farla la lista). Critici Campobase e Casa Autonomia: ''L'accordo tra Patt, Pt, Ap? Degasperi ai popolari e ai democristiani trentini e italiani aveva fissato il “confine” invalicabile a destra. Pruner lo aveva insegnato agli autonomisti''
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TRENTO. A questo punto il bluff è scoperto: intorno a Fugatti non c'è certo l'affollamento di liste che si voleva far credere a quei tavoli dove veniva esclusa Fratelli d'Italia. Vi sedevano rappresentanti di Progetto Trentino, Autonomisti popolari, Patt, Forza Italia, Civica con Gottardi e forse qualcun altro (ci vogliamo mettere l'Udc e Guglielmi?). Ieri è stato palesato a tutti che di tre dei ''più forti'' ne verrà fuori solo uno. Progetto trentino, Autonomisti Popolari e Patt, infatti, faranno un'unica lista e quindi l'altro ''scudiero'' al momento fidato del presidente uscente resta solo Gottardi (Forza Italia non la si può certo definire una corazzata, per non parlare degli altri).
A questo punto gli scenari che si aprono diventano ancor più interessanti per Fratelli d'Italia e il blocco autonomista nascente intorno alla figura di Divina (e per qualcuno anche di Geremia Gios nome che un evergreen della politica provinciale prima del voto). Il Patt è schiacciato dagli autonomisti sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Progetto trentino e Autonomisti popolari evidentemente in questi anni di governo non sono riusciti a costruire un granché se alla fine del percorso sono costretti a confluire in un unico simbolo. Dunque la cerchia del presidente del Trentino è davvero ridotta ai minimi termini.
E se a Fratelli d'Italia, appoggiata dalle fantomatiche tre liste di Divina venisse il ghiribizzo di mollare quei problematici alleati (comunque governare insieme per gli stracci che sono volati in questi mesi sarebbe davvero un'impresa ardua specie se è vero quel che si sente in giro che Fugatti avrebbe messo il veto in giunta a Francesca Gerosa: come dire dateci i vostri voti per far restare tutto così com'è e fatevi da parte) e di provare a conquistare la provincia con uno schema diverso? A quel punto i ''governisti'' di Gottardi, con i suoi sindaci rimarrebbero tutti al loro posto con la Lega-Patt o magari sarebbero pronti a uscire dalla Civica verso lidi più luminosi? Tutto sembra ancora possibile se si aggiunge il fatto che tra Fratelli d'Italia e Fugatti al momento è zero assoluto: tolta quella famigerata telefonata a Urzì di qualche settimana fa non si può dire che i rapporti si siano troppo ''scongelati''.
Intanto sul tavolo ci sono i fatti: l'indebolimento del blocco autonomista che affianca la Lega costretto a fare di tre partiti una sola lista. ''Dunque, come già ampiamente noto, Progetto Trentino di Grisenti entra nel Patt e Autonomisti Popolari di Kaswalder ci rientrano - commentano gli esponenti di Campobase e Casa Autonomia -. Padronissimi, ovviamente. Non mettiamo becco nelle questioni altrui. Del resto, già da tempo lavorano assieme per prorogare di altri cinque anni il Governo Provinciale di Destra in carica. Su questo nessuna nuova. Un’unica osservazione: definire questo accordo come un “incontro” tra la tradizione autonomistica e quella del popolarismo Trentino è smaccatamente arbitrario. Sono, queste, due nobili tradizioni politiche trentine che hanno avuto storie e percorsi distinti - talvolta conflittuali, talvolta convergenti - ma sempre accomunati da un punto: l’essere comunque alternativi alla Destra in tutte le sue conformazioni del tempo''.
''Degasperi lo aveva insegnato ai veri popolari e ai democristiani trentini e italiani fin dall’inizio - proseguono gli esponenti dei due movimenti di centrosinistra - con il suo monito sul “confine” invalicabile a Destra. Pruner lo aveva insegnato agli Autonomisti, ben consapevole che le teorie “padane” e “nazionaliste” mal si conciliavano con l’aspirazione all’Autonomia Integrale del Trentino. E questi insegnamenti per molto tempo hanno avuto più peso della tentazione delle tattiche di potere. “Campobase” nel campo popolare e Casa Autonomia” in quello autonomistico, sono nate proprio per proseguire su questa retta via. Che sarà, oggi, anche tutta in salita, ma che pare l’unica capace di dare attualità e prospettiva a queste due tradizioni culturali e politiche. A sostegno di un candidato presidente che rappresenta egregiamente questo fecondo incontro di culture politiche''.













