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| 03 mar 2023 | 16:48

Più di 8.000 firme contro il ddl Masè per l’accorpamento di nidi e scuole dell’infanzia: “Questo servizio non può diventare un ‘parcheggio’ per i bambini”

Sono più di 8.000 le persone che hanno sottoscritto la petizione popolare dal titolo “Ripensare alle scelte fatte riguardo alla scuola dell’infanzia considerando il parere di insegnanti ed esperti”: un invito rivolto alla consigliera Masè e alla maggioranza che governa la Provincia

Più di 8.000 firme contro il ddl Masè per l’accorpamento di nidi e scuole dell’infanzia
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Grande partecipazione all’incontro organizzato ad Arco dalle insegnanti della scuola dell’infanzia per confrontarsi sulle prossime azioni dopo la presentazione della petizione popolare dal titolo “Ripensare alle scelte fatte riguardo alla scuola dell’infanzia considerando il parere di insegnanti ed esperti”. All’incontro erano presenti anche il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi, e Maurizio Freschi, vicepresidente del Consiglio del sistema educativo provinciale. Tutto trae origine dal disegno di legge promosso tempo addietro dalla consigliera di maggioranza, Vanessa Masè, che, fra le altre cose, prevede l’accorpamento di nidi e scuole dell’infanzia. La proposta infatti ha incontrato l’opposizione da parte del personale scolastico e delle minoranze in Consiglio.

 

Nel frattempo un gruppo di insegnanti ha creato una petizione (sottoscritta con più di 8.000 firme) che prossimamente sarà consegnata al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder. A tal proposito Michela Lupi (alias Mimì Wolf) di Onda, portavoce delle insegnanti, si è rammaricata del fatto che la consigliera Masè abbia reso nota parte della petizione, senza aspettare che fosse depositata ufficialmente: “È stata una scorrettezza, senza contare che la nostra petizione era stata scritta sulla prima versione del suo ddl e non sulla successiva modifica che lo ha in parte stravolto”. Le insegnanti non avevano voluto pubblicare la petizione per “rispetto istituzionale” preferendo attendere che fosse depositata ufficialmente.

 

Ad ogni modo le insegnanti sostengono che il ddl rappresenti “una cambiale in bianco sulla scuola d’infanzia che rischia di trasformarla in un servizio conciliativo”. Il ddl per l’appunto prevede anche che l’estensione del calendario delle scuole d’infanzia fino a 11 mesi. “Non si è voluto tenere in considerazione tutti gli aspetti psicologici che interessano i bambini – sottolinea Lupi – anche loro hanno bisogno di riposare, inoltre diverse sezioni saranno accorpate aumentando persino il numero di bambini presenti in ogni aula”.

 

Secondo i sottoscrittori della petizione il ddl Masè è molto confusionario e troppo generico aprendo la strada a diverse interpretazioni. Inoltre il provvedimento non risolverebbe il problema legato ai concorsi degli insegnanti: “C’è il rischio che maestre poco qualificate vengano assegnate al tempo pieno o che si trovino a dover seguire bambini con bisogni educativi speciali senza averne le competenze”. Come se non bastasse l’eccessiva rotazione per coprire i turni più lunghi non darebbe ai bambini delle figure di riferimento chiare e riconoscibili, abbassando la qualità del servizio.

 

Per tutte queste ragioni le insegnanti chiedono alla maggioranza provinciale di fare un passo indietro e correggere il ddl ascoltando il parere degli esperti, senza prendere decisioni unilaterali: “Il servizio sarà praticamente gratuito ma essere genitori significa avere delle responsabilità che non possono essere scaricate sulle insegnanti, la scuola d’infanzia non può diventare un ‘parcheggio’ per bambini”.

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