Ddl ''Zerosei'', pioggia di ordini del giorno ostruzionistici: ''Rivoluzione calata dall'alto, un cambiamento non condiviso e non voluto da chi vive e lavora nel settore''
A ostacolare il ddl Masè c'è una pioggia di ordini del giorno. Demagri e Dallapiccola (Casa Autonomia): "Il sistema è in rivolta si sente schiacciato tra le spire di interessi politici poco chiari che non hanno certo come interesse primario il benessere dei primi fruitori del servizio: i bambini". Coppola (Europa Verde): "C'è assenza assoluta di valori pedagogici"

TRENTO. "E' un argomento controverso, una 'rivoluzione' del sistema educativo calato dall'alto dalla Provincia". Queste le parole Paola Demagri e Michele Dallapiccola (Casa Autonomia). "Un cambiamento non voluto e non condiviso da parte di chi vive e lavora nelle strutture dell'infanzia".
Già approvato in Quinta commissione, l'esame in Aula del ddl Masè è previsto nella tornata del 7-9 marzo. A ostacolare il provvedimento c'è una pioggia di ordini del giorno ostruzionistici. Più di 700 i documenti depositati, per la maggior parte recano la firma di Lucia Coppola (Europa Verde), Paolo Zanella (Futura), Demagri e Dallapiccola (Casa Autonomia), Ugo Rossi (Misto), Filippo Degasperi (Onda), Lucia Maestri, Alessio Manica e Luca Zeni (Partito democratico).
"Un metodo inaccettabile calato sulla testa delle e degli insegnanti. C'è assenza assoluta di valori pedagogici", spiega Coppola. "Si va a toccare una dimensione organizzativa consolidata e due modelli di scuola sostenuti da differenti leggi. E parliamo di personale con differente collocazione contrattuale. Non si accenna ai differenti bisogni che possono avere bambini di 8 mesi e 6 anni con tutto quello che ci sta in mezzo che è molto differenziato: cibo, sonno, uscite, gioco, attività e laboratori, l' uso dei materiali. Bene usare gli stessi edifici, cosa che già accade, bene diffondere gli asili nido. Non si è poi tenuto conto dell'esistenza delle Tagesmutter e delle cooperative. E viene svuotata la funzione dei Comuni. Naturalmente in futuro si potrà riparlare dello zerosei, ma sostenuto e legiferato adeguatamente. Per questo faremo ostruzionismo".
Perplessità da parte dei sindacati e dal personale, ma è forte la preoccupazione da parte del mondo della cooperazione sociale trentina per disegno di legge che prevede l'accorpamento di scuole materne e asili nido: "Si rischia di chiudere i servizi per l'infanzia da zero a tre anni", il messaggio della Federcoop e di 5 cooperative sociali che hanno inviato un documento alla consigliera per chiedere una "pausa di riflessione" (Qui articolo). Il pericolo, sottolinea la Federazione, è la compressione dei servizi di asili nido (0-3 anni) a vantaggio delle scuole materne (3-6 anni).
Nelle scorse ore la consigliera provinciale in quota La Civica è nuovamente intervenuta per difendere il disegno di legge. ''Massima disponibilità al dialogo - le parole di Vanessa Masè - ma si va avanti. Fermarsi sarebbe un'occasione persa: c'è esigenza di un sistema nuovo e funzionale'' (Qui articolo).
Le opposizioni, però, promettono ostruzionismo. "Il sistema è in rivolta - prosegue Demagri - si sente schiacciato tra le spire di interessi politici poco chiari che non hanno certo come interesse primario il benessere dei primi fruitori del servizio: i bambini. Poco importa alla Giunta del percorso conciliativo, educativo, formativo, pedagogico e di sviluppo dei più piccoli. Interessa solo portare avanti la propria idea politica, senza nemmeno confrontarsi con i professionisti e gli esperti del settore. Al contrario come Casa Autonomia.eu abbiamo incontrato e ascoltato, in solitaria e con i consiglieri della coalizione, le idee di insegnanti, sindacati, coordinatori, rappresentanti del sistema e famiglie. Il tutto per portare in Aula gli interessi della popolazione, compito letterale di un rappresentante".
Questo dialogo costante con il sistema socioeducativo e con tutto il territorio ha portato Casa Autonomia a stabilire una posizione ma anche a concordare e partecipare all’ostruzionismo in Aula. Una posizione che si basa su alcuni principi: Sì a una revisione del sistema 0-6, ma non con una cerniera da 135 centimetri; Sì a un metodo estensivo e non verticistico, dove solo la politica sia coinvolta nelle decisioni; Sì all’ascolto dei pareri autorevoli di pedagogisti, formatori e educatori; Sì al miglior utilizzo delle strutture presenti sul territorio; Sì al proseguimento di un servizio 0-6 pensato e progettato dal basso nei vari territori, senza necessità di nuove norme, come quello già avviato a Ruffrè o Pellizzano, e che sia funzionale al sistema e non ad altro; Sì a chiedere alla proponente di ritirare il ddl, al fine di far sedimentare l’ostilità e la contrapposizione che sono scaturite in questi mesi, per poi ripartire con il metodo dell’analisi del bisogno, la proposta e l’ascolto.
"Nel delineare questi principi Casa Autonomia si è mossa insieme alla coalizione di centrosinistra in quanto questi non sono argomenti che possono essere affrontati dai singoli partiti o movimenti. Bisogna avere una visione trasversale, soprattutto all’interno della coalizione, che ha tutte le intenzioni di predisporre un programma propedeutico a presentarsi a ottobre con una posizione chiara anche sulla questione del sistema educativo", conclude Demagri.














