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| 06 mar 2023 | 17:48

Ddl ''Zerosei'', pioggia di ordini del giorno ostruzionistici: ''Rivoluzione calata dall'alto, un cambiamento non condiviso e non voluto da chi vive e lavora nel settore''

A ostacolare il ddl Masè c'è una pioggia di ordini del giorno. Demagri e Dallapiccola (Casa Autonomia): "Il sistema è in rivolta si sente schiacciato tra le spire di interessi politici poco chiari che non hanno certo come interesse primario il benessere dei primi fruitori del servizio: i bambini". Coppola (Europa Verde): "C'è assenza assoluta di valori pedagogici"

Ddl Zerosei'', pioggia di ordini del giorno ostruzionistici

TRENTO. "E' un argomento controverso, una 'rivoluzione' del sistema educativo calato dall'alto dalla Provincia". Queste le parole Paola Demagri e Michele Dallapiccola (Casa Autonomia). "Un cambiamento non voluto e non condiviso da parte di chi vive e lavora nelle strutture dell'infanzia".

 

Già approvato in Quinta commissione, l'esame in Aula del ddl Masè è previsto nella tornata del 7-9 marzo. A ostacolare il provvedimento c'è una pioggia di ordini del giorno ostruzionistici. Più di 700 i documenti depositati, per la maggior parte recano la firma di Lucia Coppola (Europa Verde), Paolo Zanella (Futura), Demagri e Dallapiccola (Casa Autonomia), Ugo Rossi (Misto), Filippo Degasperi (Onda), Lucia Maestri, Alessio ManicaLuca Zeni (Partito democratico).

 

"Un metodo inaccettabile calato sulla testa delle e degli insegnanti. C'è assenza assoluta di valori pedagogici", spiega Coppola. "Si va a toccare una dimensione organizzativa consolidata e due modelli di scuola sostenuti da differenti leggi. E parliamo di personale con differente collocazione contrattuale. Non si accenna ai differenti bisogni che possono avere bambini di 8 mesi e 6 anni con tutto quello che ci sta in mezzo che è molto differenziato: cibo, sonno, uscite, gioco, attività e laboratori, l' uso dei materiali. Bene usare gli stessi edifici, cosa che già accade, bene diffondere gli asili nido. Non si è poi tenuto conto dell'esistenza delle Tagesmutter e delle cooperative. E viene svuotata la funzione dei Comuni. Naturalmente in futuro si potrà riparlare dello zerosei, ma sostenuto e legiferato adeguatamente. Per questo faremo ostruzionismo".

 

Perplessità da parte dei sindacati e dal personale, ma è forte la preoccupazione da parte del mondo della cooperazione sociale trentina per disegno di legge che prevede l'accorpamento di scuole materne e asili nido: "Si rischia di chiudere i servizi per l'infanzia da zero a tre anni", il messaggio della Federcoop e di 5 cooperative sociali che hanno inviato un documento alla consigliera per chiedere una "pausa di riflessione" (Qui articolo). Il pericolo, sottolinea la Federazione, è la compressione dei servizi di asili nido (0-3 annia vantaggio delle scuole materne (3-6 anni). 

 

Nelle scorse ore la consigliera provinciale in quota La Civica è nuovamente intervenuta per difendere il disegno di legge. ''Massima disponibilità al dialogo - le parole di Vanessa Masè - ma si va avanti. Fermarsi sarebbe un'occasione persa: c'è esigenza di un sistema nuovo e funzionale'' (Qui articolo). 

 

Le opposizioni, però, promettono ostruzionismo. "Il sistema è in rivolta - prosegue Demagri - si sente schiacciato tra le spire di interessi politici poco chiari che non hanno certo come interesse primario il benessere dei primi fruitori del servizio: i bambini. Poco importa alla Giunta del percorso conciliativo, educativo, formativo, pedagogico e di sviluppo dei più piccoli. Interessa solo portare avanti la propria idea politica, senza nemmeno confrontarsi con i professionisti e gli esperti del settore. Al contrario come Casa Autonomia.eu abbiamo incontrato e ascoltato, in solitaria e con i consiglieri della coalizione, le idee di insegnanti, sindacati, coordinatori, rappresentanti del sistema e famiglie. Il tutto per portare in Aula gli interessi della popolazione, compito letterale di un rappresentante".

 

Questo dialogo costante con il sistema socioeducativo e con tutto il territorio ha portato Casa Autonomia a stabilire una posizione ma anche a concordare e partecipare all’ostruzionismo in Aula. Una posizione che si basa su alcuni principi: Sì a una revisione del sistema 0-6, ma non con una cerniera da 135 centimetri; Sì a un metodo estensivo e non verticistico, dove solo la politica sia coinvolta nelle decisioni; Sì all’ascolto dei pareri autorevoli di pedagogisti, formatori e educatori; Sì al miglior utilizzo delle strutture presenti sul territorio; Sì al proseguimento di un servizio 0-6 pensato e progettato dal basso nei vari territori, senza necessità di nuove norme, come quello già avviato a Ruffrè o Pellizzano, e che sia funzionale al sistema e non ad altro; Sì a chiedere alla proponente di ritirare il ddl, al fine di far sedimentare l’ostilità e la contrapposizione che sono scaturite in questi mesi, per poi ripartire con il metodo dell’analisi del bisogno, la proposta e l’ascolto.

 

"Nel delineare questi principi Casa Autonomia si è mossa insieme alla coalizione di centrosinistra in quanto questi non sono argomenti che possono essere affrontati dai singoli partiti o movimenti. Bisogna avere una visione trasversale, soprattutto all’interno della coalizione, che ha tutte le intenzioni di predisporre un programma propedeutico a presentarsi a ottobre con una posizione chiara anche sulla questione del sistema educativo", conclude Demagri.

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