Scontro in Comune sul bypass di Trento, Fernandez a Maschio: ''La politica che urla, offende e diffama non aiuterà a risolvere i problemi dei terreni inquinati''
Il presidente della Commissione ambiente del Comune di Trento, Fernandez: "Il Consiglio comunale e l’Amministrazione devono pretendere massima attenzione da chi è tenuto ai sondaggi e ai controlli sui terreni inquinati di Trento Nord". L'esponente di Europa Verde presenterà un ordine de giorno elaborato con la Sinistra Italiana del Trentino

TRENTO. "Più che rispondere al consigliere Maschio e a una politica che urla, offende e diffama, voglio restare sui fatti". Queste le parole di Andreas Fernandez, consigliere comunale e presidente della commissione Ambiente del Comune di Trento, che ritorna sulla polemica sulla mozione dal rappresentante di Onda (Qui articolo). "La logica da perseguire è quella di voler portare all'attenzione il bisogno di massima tutela che il Consiglio comunale e l’Amministrazione devono pretendere da chi è tenuto ai sondaggi e ai controlli sui terreni inquinati di Trento Nord".
In Commissione c'è uno scontro sulla questione che riguarda la circonvallazione di Trento e i terreni inquinati a nord del capoluogo. Tutto è iniziato lunedì scorso a seguito della conferenza stampa a palazzo Geremia in cui la Giunta comunale ha parlato del monitoraggio soil gas per le aree ex Sloi e Carbochimica. Nelle ore successive, durante la riunione dei Capigruppo, il consigliere di Onda Civica Trentino (vice presidente della Commissione Ambiente) ha proposto di convocare un consiglio straordinario sulla questione, sollecitando a tal proposito anche la necessità di una condivisione ampia.
Una richiesta che anche il consigliere Andreas Fernandez (presidente della Commissione Ambiente) aveva definito positiva dopo aver partecipato alla conferenza dei comitati cittadini dalla quale era uscito con l'intenzione di approfondire i temi. E' nato però uno scontro e l'esponente di Europa Verde ritorna sul punto.
"Non dovrebbe essere una questione di bandierine e di chi presenta per primo una mozione, ma di condividere i rischi e le azioni cautelative", dice Fernandez ."Lunedì scorso ho partecipato alla conferenza stampa organizzata dai comitati cittadini sulle aree inquinate. Nelle ore successive, durante la riunione dei Capigruppo, il consigliere Maschio ha proposto di convocare un consiglio straordinario sulla questione, sollecitando la necessità di una condivisione ampia tra le forze politiche. Ho subito appoggiato questa idea, risulta vero che sarei stato volentieri secondo firmatario (gli ho anche scritto in privato) perché ritengo cruciale la convocazione di un consiglio straordinario su questi temi. Ma avevo espresso da subito dubbi sul testo presentato da Maschio per la convocazione. Proprio perché sollecitata in Capigruppo la richiesta doveva essere condivisa; quindi, la richiesta di un Consiglio straordinario andava fatta sulla base di un documento condiviso, mi sembra logico. Non ho messo né ritirato nessuna firma, questa è una menzogna, ho semplicemente aspettato che ci fosse condivisione e per giorni ho mediato".
Nel frattempo Maschio ha comunicato la volontà di dimettersi dalla vice presidenza della Commissione. "Ma ha dimostrato che il suo fine ultimo era di avere il suo spazio personale", prosegue Fernandez. "Non ho presentato una mia richiesta e in maggioranza ho espresso da subito la necessità di convocare il Consiglio straordinario come sollecitato dallo stesso consigliere di Onda. Se questo è il modo di ottenere la condivisione, politicamente parlando, allora le dimissioni da vice presidente della commissione ambiente sono più che accolte. E' la seconda volta che le rassegna, ma non andrò a mediare come ho fatto in precedenza. Anche perché a differenza sua, ho sempre rispettato il suo operato".
A ogni modo, "proprio perché sono i fatti che contano presenterò un Ordine del giorno che ho preparato insieme a Sinistra Italiana del Trentino per richiedere a Rfi e Appa i dati delle analisi fin qui condotte su quei terreni; ricevere informazioni precise da Rfi e Appa sulle metodologie che saranno utilizzate per i prelievi, sul numero e sulla frequenza di sondaggi prevista e sulla loro profondità; avere garanzie da Rfi e Appa su una informazione dettagliata e trasparente dei dati raccolti; anteporre la bonifica a ogni altro intervento urbanistico nell’area interessata dall’inquinamento", conclude Fernandez.














