"Se il tema che preoccupa di più i trentini è la sanità come possono votare Fugatti?'', il sondaggio con il governatore "in netto vantaggio" non convince i partiti
Un sondaggio mette "Fugatti in netto vantaggio", ma i dati non convincono i partiti. Le reazioni di Sergio Divina (Alternativa popolare), Michele Dallapiccola (Casa Autonomia) e Alex Marini (Movimento 5 stelle)

TRENTO. Tempi e modi sbagliati. E dati considerati inaffidabili. Questi i primi commenti al sondaggio pubblicato da l'Adige. Una proiezione che indica Maurizio Fugatti in "netto vantaggio" per una riconferma alla guida della Provincia di Trento.
Quale tra questi candidati alla carica di presidente della Provincia voterebbe? Il 29% Maurizio Fugatti, il 12% Francesco Valduga e il 5% Filippo Degasperi, poi il 2% per Sergio Divina e l'1% per Elena Dardo, Marco Rizzo e Alex Marini. Un dato che considera il totale delle risposte e non scorpora il 49% di colore che non hanno risposto (3%), hanno scelto "nessuno di loro" (16%) oppure "non saprei" (30%).
Il sondaggio è sulle intenzioni di voto alle prossime elezioni provinciali è stato commissionato da l'Adige e realizzato dalla società tedesca Insta Consulere intono al 20 settembre scorso, prima del deposito ufficiale delle liste e delle candidature quando però il quadro dei candidati presidente i campo, viene spiegato, era già noto da tempo. Il campione è di mille intervistati.
"Quest’indagine lascia chiaramente il tempo che trova - il commento di Sergio Divina, candidato presidente per Alternativa Popolare - perché condotta prima della presentazione delle liste e dunque prima che gli elettori sapessero con quali e quanti candidati saremo scesi in campo. Si potrebbe insomma, proprio in ragione di questo, essere già soddisfatti di aver raggiunto la quarta preferenza, dopo aver messo a terra in tempi record una squadra di candidati e volontari ben lontana dalle militanze strutturate di altri partiti".
Tra le priorità degli elettori ci sono sanità, lavoro, welfare e casa, poi i grandi carnivori. "L’inaffidabilità del sondaggio si palesa in tutta la sua gravità anche e soprattutto nell’incongruenza fra le preferenze e le risposte degli elettori. Se infatti la prima preoccupazione dei trentini, come emerge, sembra essere la gestione della sanità, tema in merito al quale i cittadini bocciano su tutta la linea la giunta uscente, non è possibile che nella scelta del futuro governatore gli stessi cittadini decidano di premiare chi è reo di aver ridotto male il comparto", prosegue Divina. "Con questo non intendo dire che i trentini siano incongruenti, quanto piuttosto che lo sia chi decide di fare sondaggi del genere con i tempi e nei modi sbagliati, ma avendo la responsabilità di poter orientare l’opinione pubblica. Da parte nostra, ci fidiamo degli elettori: saranno loro a fornirci i numeri reali alle urne".
A intervenire anche Casa Autonomia. "Che la stampa influenzi l'opinione pubblica è un dato di fatto", dice Michele Dallapiccola. "E che ci sia qualche editore che ne approfitta, pure. Non è un mistero che il Quotidiano in parola sia di proprietà del gruppo Athesia facente riferimento a un certo Ebner, noto simpatizzante della destra altoatesina. Oggi capita che un'agenzia tedesca abbia fatto un migliaio di telefonate a chiedere agli intervistati se voterebbero (ancora) Fugatti oppure no. Così come presentati, i risultati sembrano per l'Alleanza Dem-Autonomista come un colpo basso".
La partita elettorale in casa centrosinistra è considerata aperta. "Ma - aggiunge Dallapiccola - nella sostanza, a pensarci bene, però cambia poco. Infatti, qualche giorno fa, tanto per citare i miracoli della statistica, ne era uscito uno di un'agenzia nazionale che dava invece per vincente la nostra, di coalizione. Ma quanto valgano questi risultati in positivo o negativo ce lo ricorda la storia. A marzo 2018 venne pubblicato un sondaggio che dava vincente l'allora centro-sinistra per 6 a 0. Ebbene ricorderete tutti che in realtà finì 0 a 6. Nei giorni che mancano all'appuntamento elettorale ci concentreremo tutti sul 30% di popolazione che il test ha individuato come ancora indecisi. Certo con la popolarità che ha Fugatti (nel bene e nel male) se sono così tanti gli appartenenti a quella categoria, mi sa che difficilmente, i populisti, sapranno scaldare i loro cuori".
Numeri e dati che non tornano anche per il Movimento 5 stelle. "Si fa fatica a commentare perché si parla di un sondaggio del quale non si conoscono campione, metodologia e domande", dice Alex Marini. "Mi sembra che diverga sensibilmente da tutti gli altri sondaggi diffusi a oggi e che per stare sicuri, chi ha sviluppato questa ricerca, si è tenuto un ampio margine di incertezza, il 30% di indecisi, tramite il quale giustificare eventuali topiche".
Tutte le forze politiche proseguono la campagna elettorale in vista di domenica 22 ottobre. "Da parte mia posso dire che sto andando a tutti i confronti e mi pare di avere buoni riscontri, riscontri che stiamo avendo anche nel confronto con i cittadini. Questo a differenza del presidente Fugatti, che invece sfugge a ogni confronto democratico e si nasconde, come del resto ha fatto negli ultimi 2 anni di legislatura. Evidenzio come spesso e volentieri i sondaggi vengano utilizzati per orientare il voto, cercando di realizzare profezie che si auto-adempiono. In pratica si cerca di porre gli elettori di fronte a una scelta binaria, laddove le opzioni sono più di 2 ma quelle 'spinte' da chi commissiona i sondaggi sono perfettamente identiche nelle loro conseguenze reali, entrambe sono già addomesticate e favorevoli agli interessi di determinati potentati economici. E' esattamente il caso del Trentino, dove sia Fugatti che Valduga rispondono ai medesimi grandi 'portatori di interesse' o meglio 'azionisti', visto che ne finanziano la campagna elettorale. Per quanto mi riguarda ho sempre diffidato di queste operazioni che sembrano fatte ad arte per sottovalutare tutte le forze che, come il M5S, propongono un’alternativa reale al sistema del pensiero unico che domina in Trentino da fin troppo tempo", conclude Marini.


















