Semina il caos in strada e dopo l'arresto torna fuori e viene riarrestato, il sindaco: ''C'è preoccupazione nella comunità. Servono risposte dalla politica''
Un soggetto, già noto alle forze dell'ordine, è stato arrestato due volte nel giro di pochi giorni tra aggressioni e danni. Il sindaco di Borgo Valsugana, Enrico Galvan: "Il vuoto normativo esiste, ci sono apprensione e paura e servono risposte immediate a livello nazionale e provinciale"

BORGO VALSUGANA. "Servono risposte immediate da parte della politica, sia a livello nazionale che provinciale". Così Enrico Galvan, sindaco di Borgo Valsugana, esprime la sua preoccupazione e quella dell'intera comunità in merito a quanto accaduto nei giorni scorsi nel centro valsuganotto. "Situazioni di questo tipo stanno diventando sempre più frequenti e, soprattutto, rientrano un’area d’ombra a livello normativo che impedisce a tutti i soggetti coinvolti di poter operare nell’interesse della comunità ma anche delle persone coinvolte".
La vicenda è quella di un uomo di nazionalità senegalese, noto alle forze dell’ordine, che è stato tratto in arresto e condotto nel carcere di Spini di Gardolo dopo aver tentato di aggredire un operatore socio - sanitario nel pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Valsugana (Qui articolo).
Il soggetto in questione, che aveva ricevuto il foglio di via da Trento per episodi d’intemperanza, era stato già arrestato una prima volta pochi giorni or sono dopo aver dato in escandescenza nel parcheggio del centro commerciale “Le Valli”, aggredendo anche un carabiniere intervenuto per fermarlo e costretto, successivamente, a ricorrere alle cure dei sanitari con una prognosi di 5 giorni per una ferita all’occhio e una distorsione alla caviglia (Qui articolo).
Negli ultimi 15 giorni sono stati svariati gli interventi delle pattuglie dei carabinieri di Borgo Valsugana effettuati nei confronti del giovane dopo le segnalazioni dei cittadini, spaventati dal comportamento del soggetto, protagonista di comportamenti aggressivi e pericolosi. Ebbene, in seguito al primo arresto era stato emesso a carico dell’indiziato un provvedimento che, dopo essere stato scarcercato, aveva l’obbligo di firma due volte al giorno alla stazione dei carabinieri di Borgo Valsugana.
“Il vuoto normativo esiste: le forze dell’ordine, a cui va il nostro ringraziamento e un’enorme ammirazione per il lavoro che svolgono quotidianamente, fanno quello che possono ma, altresì, servirebbero norme precise per intervenire in situazioni di questo tipo, che sono di competenza a metà tra l’assistenza sociale e il comparto psichiatrico. Nessun, insomma, se ne prende carico, anche per l’assenza di strutture adeguate. Il risultato è che questo soggetto, come ve ne sono tanti altri, non è stato seguito nel modo adeguato. Non per cattiva volontà o assenza da parte di qualcuno, ma per l’impossibilità di farlo. L’apprensione e la paura, inutile girarci attorno, ci sono e, dunque, servono risposte immediate”, conclude Galvan.












