Spinelli dopo Fratelli d'Italia fa arrabbiare anche l'ordine dei chimici: ''Noi "piccoli chimici", talmente piccoli da non essere mai considerati dalla politica provinciale''
In uno dei suoi attacchi a un esponente di Fratelli d'Italia Spinelli ha fatto l'elogio dell'incompetenza dichiarando: ''Basta con gli esperti. I trentini non faranno più le cavie degli esperimenti dei 'piccoli chimici'''. ''Tanta polvere è stata spazzata sotto il tappeto nell’isola felice dell’autonomia - il commento dell'ordine dei chimici -. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità, ma noi siamo convinti che i trentini siano e siano state le cavie di chi ha pensato di poter fare a meno dei chimici''

TRENTO. La scelta di gettarsi nell'agone politico di Achille Spinelli, assessore tecnico uscente della Giunta Fugatti e oggi politico lanciato da capolista nella lista ''Fugatti Presidente'', non si può dire si stia rivelando un successo. Litiga un giorno sì e l'altro pure con i colleghi di coalizione, in particolare con gli esponenti di Fratelli d'Italia che hanno sempre rispedito al mittente gli attacchi ricordandogli come i suoi 5 anni da assessore lascino sul campo una "eredità debolissima - spiega il parlamentare del partito di Giorgia Meloni, Urzì - in tanti ci chiedono novità. I suoi toni volgari sono da maestrino ma è un raccomandato e non eletto con scarsa cultura di coalizione che scopre la campagna elettorale". Come dire: la politica non la sai fare e si vede.
In uno dei suoi attacchi a un esponente di Fratelli d'Italia Spinelli ha fatto l'elogio dell'incompetenza dicendo al presidente del parco Adamello Brenta, Walter Ferrazza, che sul tema orsi invitava ad appoggiarsi ad esperti e scienza, che la sua posizione era contraria a quella della coalizione: ''Basta con gli esperti - ha chiarito Spinelli -. I trentini non faranno più le cavie degli esperimenti dei 'piccoli chimici'''. E così ecco intervenire l'ordine del Trentino Alto Adige dei Chimici. ''Noi "piccoli chimici", talmente piccoli da non essere mai considerati. Abbiamo colto il significato della frase - spiegano - meno il contesto. Ci sono chimici analitici che si occupano di analisi ambientali, chimici industriali di processo e impiantisti, chimici che si occupano della conformità della gestione delle sostanze chimiche, chimici clinici, chimici che si occupano di sicurezza e molti altri, ma chimici che si occupano di orsi ancora no''.
''Dalle righe successive si evince che l’assessore prende di mira un certa “tipologia di 'esperti' che hanno contribuito a creare questo disastro”. In questo contesto - prosegue l'Ordine - pur nella certezza che l’assessore non intendesse offendere i chimici, di questo ne siamo più che sicuri, con la sua dichiarazione avventata e forse inopportuna, tocca un nervo scoperto, ma fornisce quasi un assist. È il caso di rammentare all’assessore Spinelli, ma anche ai politici che lo affiancano e a tutti coloro che lo hanno preceduto al governo provinciale, senza alcuna distinzione di parte, che affidarsi ai chimici avrebbe invece evitato parecchi danni arrecati al Trentino''.
Quindi l'affondo con tanto di spiegazione: ''È bene da subito chiarire che se ci sono “esperti” a cui la politica trentina degli ultimi decenni ha attentamente evitato di chiedere consiglio, questi sono proprio i chimici. La “specificità trentina”, tanto cara a un precedente presidente della Giunta provinciale, era parte di un disegno dove i chimici erano sistematicamente esclusi dai consessi decisionali, erroneamente e per grave ignoranza, sono identificati solo come tecnici di laboratorio. I chimici sono invece professionisti che fornirebbero fondamentali elementi valutativi all’amministrazione ma non sono mai interpellati''.
Quindi gli esempi per i quali i chimici sarebbero stati ben utili alla collettività ma che, spiegano loro, ''per responsabilità solo politiche non hanno potuto esserlo''. Vi è ''la vicenda di Monte Zaccon; l’acciaieria di Borgo Valsugana; il costoso fiasco dell’ossigenatore del lago di Serraia a Piné; le criticità della wet oxidation dei fanghi biologici del depuratore di Rovereto. Ma non solo, vi sono anche gli atri casi più recenti in cui è stata la magistratura ad intervenire in situazioni mal gestite anche dal punto di vista amministrativo e delle autorizzazioni ambientali, vedasi l’impianto di trattamento rifiuti Aquaspace e l’inquinamento provocato dalla ditta Sandoz (poi Suanfarma). Per non parlare poi dei recenti Pfas, dove sono stati interpellati tutti: avvocati, ingegneri, architetti, operatori del turismo, ma di un chimico neanche l’ombra. Forse il problema noi l’abbiamo colto, tramite le parole di un altro politico locale: “Voialtri chimici, quei che svegia i morti che dorme”. Tanta polvere è stata spazzata sotto il tappeto nell’isola felice dell’autonomia. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità, ma noi siamo convinti che i trentini siano e siano state le cavie di chi ha pensato di poter fare a meno dei chimici''.













