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Comunali, Biancofiore: “Estromettere Fratelli d'Italia? Atto sleale e autolesionistico. Brutto segnale a chi ci ha dato fiducia”

Le parole della senatrice sulle comunali del 26 maggio dove a Rovereto (ma anche ad Ala) il centrodestra correrà (almeno al primo turno nella Città della quercia) diviso: “Mettere a rischio una storica vittoria a Rovereto per arroganza e interessi di parte, getta discredito su tutta la coalizione e ci fa perdere di credibilità”

Di Filippo Schwachtje - 24 aprile 2024 - 12:21

ROVERETO. Patt e Lega sempre più unite con Fratelli d'Italia che si trova invece, per così dire, messo alla porta: è questa la dinamica che in Vallagarina, in vista delle comunali del 26 maggio a Rovereto e Ala, si osserva all'interno del centrodestra che correrà (almeno al primo turno nella Città della quercia) diviso (Qui Articolo). Come riportato infatti, il partito di Giorgia Meloni si presenterà con una sua lista ed un suo candidato (Paolo Piccinni) a Rovereto (Qui Articolo), mentre ad Ala Fratelli d'Italia non parteciperà alla contesa elettorale: fino all'ultimo FdI ha infatti provato a costruire una lista autonoma, ma non si è trovato l'accordo per il candidato sindaco.

 

Sulla questione, in riferimento alla spaccatura vissuta dal centrodestra roveretano, è intervenuta ora anche Michaela Biancofiore, eletta proprio nella Città della quercia e oggi presidente del gruppo parlamentare del Senato Civici d'ItaliaNoi Moderati (Coraggio Italia, Udc) – Maie: “La storia del centrodestra lo ha insegnato in più occasioni – scrive – uniti si vince. È questo che ci chiedono i nostri elettori e per questo ci premiano. È sbagliato dividere una coalizione di governo nazionale e provinciale, specialmente se ha il fine palese e senza senso di isolare il primo partito italiano, espressione della nostra presidente Meloni, che conta il massimo consenso dell'elettorato, anche in Trentino”.

 

Fratelli d'Italia, continua Biancofiore: “E' un partito che ha trainato la vittoria in ogni collegio alle scorse politiche, ha permesso la rielezione del presidente Fugatti e alle provinciali di ottobre vantava il consenso del 12% dei roveretani, una percentuale evidentemente indispensabile per conquistare anche palazzo Pretorio. Ergo estromettere Fdi è un atto non solo sleale ma anche autolesionistico. Mettere a rischio una storica vittoria nella Città della quercia, per arroganza e interessi di parte, getta discredito su tutta la coalizione e ci fa perdere credibilità”.

 

“La soluzione c'era – conclude – una terza via civica e di specifica competenza che avrebbe potuto mettere d'accordo tutti. Si poteva anche confluire tutti sul dottor Lui il quale, a mio avviso, avrebbe dovuto pretenderlo. Non aver percorso questa strada è un atto doloso che lascia sgomenti e non permette di prevedere le conseguenze a livello provinciale.

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