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Emergenza abitativa per i nuclei familiari di migranti con bambini. Coppola (Avs): "Perché non utilizzare le strutture pubbliche dismesse e gli appartamenti sfitti?"

"Una situazione che non può essere tollerata. "Il Trentino vanta un patrimonio edilizio pubblico e privato non utilizzato, che consiste in strutture pubbliche dismesse, appartamenti sfitti da anni, interi edifici abbandonati. Un patrimonio edilizio in mano alla Curia, al Comune e alla Provincia. Mi chiedo se c'è davvero il desiderio e la volontà di risolvere questo problema e assumersi le responsabilità che competono"

Di D.L. - 22 maggio 2024 - 23:14

TRENTO. Le strutture pubbliche dismesse, gli appartamenti sfitti e gli edifici abbandonati di proprietà di Curia, Comune e Provincia come soluzione all'emergenza abitativa dei nuclei familiari con minori di richiedenti protezione internazionale.

 

Qualche giorno fa l'assessore al welfare di comunità del comune di Trento Alberto Pedrotti aveva raccontato, in anteprima a Il Dolomiti, come questi nuclei negli ultimi anni siano stati gestiti esclusivamente dal comune di Trento (anche sotto l'aspetto economico), quando la competenza è invece provinciale (QUI ARTICOLO). E, allora, in via Belenzani hanno detto "basta", con tanto di diffida inviata in piazza Dante.

 

Di qui l'interrogazione presentata dalla consigliera provinciale dell'Alleanza Verdi Sinistra, Lucia Coppola, che porta la questione in aula, per evitare che, a breve, dei bambini si ritrovino a dormire in strada.

 

"Sono sempre più numerose - scrive in una nota ufficiale - le famiglie con minori senza casa. Si tratta di richiedenti protezione internazionale, che arrivano via terra dopo lunghi viaggi della speranza, ma anche di famiglie residenti in Trentino che hanno perso la casa per i più svariati motivi. Attualmente sono 15 i nuclei familiari con minori, senza casa, che hanno trovato ospitalità, a spese del Comune di Trento, in ostelli e alberghi. Ora il Comune di Trento non riesce più a sostenere i costi e chiede alla Provincia interventi urgenti, altrimenti dei bambini (e le loro famiglie) finiranno su una strada. Una situazione che non può essere tollerata".

 

Poi, ecco, la proposta di Lucia Coppola, con critiche alla Provincia per il "taglio" ai percorsi d'accoglienza.

 

"Il Trentino vanta un patrimonio edilizio pubblico e privato non utilizzato - prosegue la consigliera provinciale -, che consiste in strutture pubbliche dismesse, appartamenti sfitti da anni, interi edifici abbandonati. Un patrimonio edilizio in mano alla Curia, al Comune e alla Provincia. Mi chiedo se c'è davvero il desiderio e la volontà di risolvere questo problema e assumersi le responsabilità che competono. La Provincia che numeri attuali di accoglienza sono adeguati, non investe in percorsi di accoglienza anzi li taglia, insiste nel no all'accoglienza diffusa".

 

Infine ecco la richiesta di spiegazioni al presidente Fugatti, non solamente per quanto concerne l'attualità, ma anche pro futuro.

 

"Interrogo il Presidente della Provincia - conclude Coppola - per sapere come intende affrontare il problema innanzitutto di queste 15 famiglie che rischiano, con dei bambini, di finire su una strada e anche di quelle famiglie che inevitabilmente, considerate le politiche di non accoglienza portate avanti sino ad oggi, nel prossimo futuro si troveranno in situazioni di simile emergenza".

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