La sindaca di Riva del Garda Cristina Santi e il consigliere Prati paragonati a Schettino. Il brutto scivolone del Pd rivano. E Fugatti invita ad abbassare i toni
"Come Schettino nostrani, dopo aver sostenuto operazioni quantomai dubbie, ora la sindaca Cristina Santi e il suo consigliere delegato Lorenzo Prati cercano di 'abbandonare la nave', addossando la responsabilità a 'quelli di prima'. Peccato che quelli di prima siano sempre loro" riporta una nota di alcuni consiglieri del Pd di Riva del Garda. Il Governatore: "Che non si perda il senso della misura. Paragoni che, a parte essere fuori luogo, offendono la memoria di tante persone che hanno perso la vita nella tragedia dell’Isola del Giglio"

RIVA DEL GARDA. Una frase decisamente inopportuna, un paragone di cattivissimo gusto, non degno certamente di un contesto politico (dove le parole sono doppiamente importanti) e, proprio per questo da ritenersi ancora più grave.
Senza considerare che, proprio ieri - 13 gennaio -, ricorreva il triste anniversario di una delle più grande tragedie verificatesi nei mari italiani, quindi con una tempistica "perfetta" per essere doppiamente nell'occhio del ciclone.
La vicenda da politica è diventata morale. L'aspetto politico riguarda la gestione della società Ags - Alto Garda Servizi: alcuni consiglieri comunali del Partito Democratico hanno contestato l'operato della sindaca Cristina Santi e del consigliere delegato Lorenzo Prati con un intervento nel quale hanno paragonato la prima cittadina rivana e Prati a Francesco Schettino, arcinoto alle cronache per essere stato il comandante della nave Costa Concordia, che nel 2012 naufragò al largo dell'isola del Giglio, provocando la morte di 32 persone e 157 feriti.
Schettino è stato condannato nel 2017 in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 16 anni di reclusione per naufragio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, abbandono della nave e di persone incapaci.
Ebbene e qui la questione diventa morale (rappresentando tra l'altro un clamoroso boomerang, perché così facendo si perde di vista il dibattito politico nel merito): gli esponenti del Pd rivano hanno scritto in una nota che "come Schettino nostrani, dopo aver sostenuto operazioni quantomai dubbie, ora la sindaca Cristina Santi e il suo consigliere delegato Lorenzo Prati cercano di 'abbandonare la nave', addossando la responsabilità a 'quelli di prima'. Peccato che quelli di prima siano sempre loro".
E poi, la nota si conclude così: "Invitiamo quindi la sindaca Santi a 'risalire a bordo' riprendendo in mano i danni che lei stessa oggi ammette implicitamente di aver prodotto, unitamente al suo delegato Prati".
A stretto giro di posta la Lega Riva del Garda si è rivolta al presidente della provincia Maurizio Fugatti, al presidente del consiglio provinciale Claudio Soini, al presidente del consorzio dei comuni Paride Gianmoena e all'ex candidato del centrosinistra, oggi consigliere provinciale e capogruppo di Campobase, Francesco Valduga, chiedendo loro di prendere una posizione pubblica e di condannare le parole nei confronti della prima cittadina e del consigliere delegato "per riportare il confronto sui binari della ragionevolezza e del corretto scontro politico, che deve essere fatto nel rispetto delle parti, senza mai scendere sul personale con battute da "osteria" che calpestano i sentimenti di chi è stato vittima di quella tragedia".
L'unico, sino a questo momento, che è intervenuto sulla vicenda è stato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che ha condannato l'episodio e richiamato al rispetto del "senso della misura".
“Il dibattito politico, si sa, spesso assume toni aspri e pungenti - queste le parole del Governatore trentino -. Ma non possiamo accettare che nella foga della critica si perda il senso della misura ricorrendo a paragoni che, a parte essere fuori luogo, offendono la memoria di tante persone che hanno perso la vita nella tragedia dell’Isola del Giglio. Esprimo queste parole con la richiesta che vengano intese come presa di posizione di un rappresentante delle istituzioni, poiché se è vero che chiunque fa politica agisce all’interno di orientamenti e logiche partitiche, è altrettanto vero che ciascuno debba anzitutto aver cura che le espressioni delle proprie idee avvengano dentro il perimetro del rispetto di chi non la pensa come lui. Il senso della democrazia sta tutto qui”.













