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Trento
24 gennaio | 17:42

Multa da 25mila euro al Comune per i progetti "Marvel" e "Protector": Il Garante: "Errore di diritto. Le tecniche per rendere anonimi i dati sono inefficaci"

Il Garante ha rilevato che il comune di Trento ha raccolto dati personali in luoghi pubblici per finalità di ricerca scientifica in assenza di una norma che autorizzi tale attività: telecamere e microfoni avrebbero infatti raccolto dati personali in quanto le tecniche di anonimizzazione impiegate non sarebbero efficaci nel rendere non identificabili i soggetti. Inoltre anche le informative relative al trattamento dei dati sarebbero insufficienti: i cartelli installati nelle piazze non riportavano, per esempio, le corrette indicazioni sulle finalità di ricerca scientifica e sui termini di conservazione delle registrazioni

Multa da 25mila euro al Comune per i progetti Marvel e Protector: Il Garante: Errore di diritto

TRENTO. Venticinquemila euro di multa, da pagare entro 30 giorni, per aver raccolto dati personali ma le tecniche per renderli anonimi impiegate non sarebbero efficaci nel rendere non identificabili i soggetti e le informative relative al trattamenti dei dati sarebbero insufficienti.

 

L'Autorità garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato il comune di Trento riguardo ai progetto "Marvel" e "Protector", pur riconoscendo che palazzo Thun "ha agito in buona fede, essendo incorso in un errore di diritto, , nella convinzione che i trattamenti in questione potessero essere sussunti nel quadro giuridico in materia di sicurezza urbana e che misure volte all’anonimizzazione dei dati fossero sufficienti a evitare la possibilità di identificare gli interessati, avendo, peraltro, l’Ente fatto affidamento sulle valutazioni del proprio Responsabile della protezione dei dati (il Consorzio dei Comuni) e sulla consulenza specialistica ricevuta dalla Fondazione Bruno Kessler, soggetto dotato di un’elevata competenza nell’ambito della ricerca scientifica”.

 

Così, però, non è stato, perché il Garante ha invece rilevato che il comune di Trento ha raccolto dati personali in luoghi pubblici per finalità di ricerca scientifica in assenza di una norma che autorizzi tale attività: telecamere e microfoni avrebbero infatti raccolto dati personali in quanto le tecniche di anonimizzazione impiegate non sarebbero efficaci nel rendere non identificabili i soggetti. Inoltre anche le informative relative al trattamento dei dati sarebbero insufficienti: i cartelli installati nelle piazze non riportavano, per esempio, le corrette indicazioni sulle finalità di ricerca scientifica e sui termini di conservazione delle registrazioni.

 

Tra le attenuanti concesse dal Garante il "numero limitato di ore di registrazione (309 per il progetto "Marvel", 18 ore per il progetto "Protector", di cui solo 4 ore sono attualmente conservate) e la promozione di "forme di divulgazione pubblica dei progetti".

 

"Le osservazioni del Garante - scrive il comune di Trento in una nota ufficiale - mettono in evidenza come la normativa attuale sia del tutto insufficiente a disciplinare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per analizzare grandi quantità di dati e migliorare la sicurezza delle città. Per questo l’Amministrazione comunale auspica che il legislatore possa definire meglio la materia adeguando le doverose esigenze di tutela della sicurezza pubblica (costituzionalmente garantita) alle continue innovazioni scientifiche e tecnologiche. Viste le incertezze sul piano normativo, il Comune di Trento proseguirà l’interlocuzione con il Garante per la protezione dei dati personali in modo da avere tutti gli elementi per affrontare con le giuste precauzioni gli eventuali progetti futuri.​".

 

La scorsa settimana la vicenda era stata oggetto di un'interrogazione in consiglio comunale da parte di Fratelli d'Italia, a cui aveva risposto, non avendo ancora contezza della sanzione (notificata il 20 gennaio) a cui aveva risposto Giulia Casonato, assessora alla transizione verde, innovazione digitale e partecipazione.

 

Nei prossimi giorni l’amministrazione comunale valuterà se presentare ricorso contro il provvedimento del Garante.

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