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Tra misteriose ''Umst'' e il nuovo dg dell'Avvocatura che non è cassazionista, c'è la capo gabinetto di Fugatti (fresca di maxi aumento) che va in maternità: che succede in Pat?

Sono settimane di riorganizzazione in Provincia e sono tanti i punti interrogativi rispetto a quanto sta accadendo. Sul nuovo dirigente generale dell'Avvocatura provinciale il consigliere del Pd de Bertolini interroga l'Aula mentre l'interrogazione di Casa Autonomia sul perché sia stato dato un mega aumento da Fugatti alla sua capo di gabinetto solo tre mesi fa resta senza risposta. Intanto la stessa capo di gabinetto è andata in maternità (auguri) con 2.300 euro in più al mese

Di Luca Pianesi - 22 febbraio 2024 - 05:01

TRENTO. Riorganizzazione in atto in Provincia e così tra gente che va e gente che viene, nel valzer dei dirigenti, succedono cose, varie e singolari, degne di nota e alcune abbastanza urticanti altre. Spuntano nuove misteriose Unità di missione strategica (Umst) con dirigenti da pescare all'esterno del già articolato mondo della Provincia (e già nei corridoi c'è chi vocifera che potrebbe saltare fuori il nome di qualche 'vecchio' politico di legislature passate), c'è la capo di gabinetto del Presidente Fugatti è andata in maternità (tanti auguri) tre mesi dopo aver ottenuto un aumento di 2.300 euro al mese dallo stesso presidente Fugatti e poi c'è il consigliere provinciale del Pd Andrea de Bertolini che interroga l'aula sul fatto che il nuovo dirigente dell'Avvocatura provinciale, Enrico Menapace non è avvocato cassazionista ''quando - spiega de Bertolini - tra i requisiti del bando del 18.02.2021 (..) era previsto espressamente (pena esclusione) il titolo di Avvocato cassazionista. Requisito, questo, di manifesta rilevanza sostanziale posto che, da un lato, attesta un'esperienza professionale forense qualificata, da altro lato assurge a condicio sine qua non per poter patrocinare l'Ente avanti alle Giurisdizioni superiori''. 

 

Tornando alla capo di gabinetto del presidente Fugatti la vicenda ve l'avevamo raccontata, non senza stupore per l'incredibile aumento deciso dallo stesso ''capo della capo di gabinetto'', ai primi di dicembre. La capo di gabinetto del presidente Fugatti, Serena Gatti, aveva già ricoperto lo stesso ruolo nei cinque anni della legislatura precedente, sempre con Fugatti presidente, ed era stata pagata 5.500 euro al mese (lordi) per tredici mesi. Oltre 70mila euro l'anno, insomma, una bella cifra senza dubbio. A dicembre, però, con il rinnovo della Giunta, per fare la stessa cosa che Gatti aveva fatto nei 5 anni precedenti, il presidente Fugatti ha deciso che avrebbe preso 7.800 lordi al mese per tredici mensilità. Insomma qualcosa più di 100mila euro all'anno. Uno stipendio da super dirigente, di quelli che quando firmano trema la mano per le responsabilità e le ripercussioni.

 

Sulle ragioni di un tale aumento ad oggi non si conosce motivazione. E' stata depositata anche un'interrogazione in Aula da Casa Autonomia perché davvero non appariva chiaro un tale salto in avanti nella retribuzione (tra l'altro, ovviamente, con i soldi dei cittadini visto che si parla di risorse pubbliche). Passati solo 3 mesi la capo di gabinetto è andata in maternità. Un momento bellissimo e di cui non si può non gioire ma certo sarebbe ancor più bello se quanto accaduto alla capo di gabinetto di Fugatti potesse capitare a tutte le cittadine, che lavorano nel pubblico o nel privato a prescindere. Un aumento sostanzioso prima di dedicarsi all'impegno familiare per dimenticarsi le preoccupazioni economiche e godersi questa straordinaria e complicata fase della vita. Avercelo un capo come Fugatti, allora, verrebbe quasi da dire. Però siccome lui governa la Provincia magari potrebbe fare un intervento in questo senso in chiave generale, per combattere il calo demografico sarebbe di sicuro incentivo.  

 

E poi ci sono le Umst. Con una delibera della Giunta sono arrivate le ''prime determinazioni in merito all'atto organizzativo della Provincia: denominazioni e competenze delle strutture organizzative complesse e delle Unità di missione strategica, preposizione degli incaricati e altre disposizioni organizzative''. La giunta nel rimescolare le competenze degli assessori ha deciso di dover creare anche delle nuove Unità di missione strategiche. Quattro sono quelle che cambiano nome e assumono anche nuove competenze mentre 2 sono proprio di nuova istituzione. Una si chiama ''Unità di missione strategica agricoltura'' ed è incardinata nel Dipartimento enti locali, agricoltura, ambiente e cooperazione. L'altra, la più curiosa, si chiama ''Unità missione strategica resilienza abitativa, sostenibilità e assegno unico'' incardinata sotto il Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro, quindi dell'Assessore Spinelli

 

I compiti di questa Umst si leggono nella stessa delibera: ''Competenze nelle seguenti materie: i) edilizia residenziale pubblica e agevolata; ii) diritto allo studio universitario, iii) coordinamento delle politiche in materia di assegno unico provinciale''. Tutto abbastanza vago anche se per quanto riguarda le politiche della casa e del patrimonio l'assessore di riferimento sarebbe Marchiori. Quel che salta all'occhio, però, è che ''per la copertura delle UMST di nuova istituzione il Direttore generale della Provincia, con propria nota dell’8 febbraio 2024 chiede - si legge nel testo - al fine della preposizione alle predette strutture di un dirigente titolare, l’attivazione della procedura di avviso pubblici ai sensi dell’articolo 28 della legge sul personale della Provincia''. E cosa dice l'articolo 28? Parla di come vengono attribuiti ''gli incarichi di dirigente di struttura complessa, di struttura semplice e di unità di missione (...)'' ma il 28 bis aggiunge che ''gli incarichi previsti dal comma 1 sono conferiti a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale non rinvenibile nell'amministrazione''.

 

Insomma la Provincia non pescherà nella rosa dei suoi dipendenti, che già paga ed è ricchissima di nomi e competenze, ma potrà andare a recuperare i dirigenti di queste Unità di missione strategiche, tra figure esterne. Tra i corridoi si vocifera di vincitori già certi, di politici di ritorno e amici di vecchia data. Malelingue, senza dubbio. Che saranno smentite dai fatti. Ma intanto le domande restano e le risposte mancano. 

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