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Trento
10 febbraio | 21:55

"Assunto in Trentino Trasporti anche il figlio del dirigente senza laurea?", Degasperi (Onda): "La Provincia come interviene?"

In Trentino Trasporti c'è un dirigente senza laurea e recentemente sarebbe stato assunto anche il figlio. Il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi: "Sono stati effettuati i controlli dagli organi di vigilanza?"

TRENTO. "Le società a capitale pubblico come Trentino Trasporti, attraverso l’adozione di regole trasparenti e controlli interni, dovrebbero prevenire il rischio che l’interesse privato prevalga su quello generale". Questo l'intervento di Filippo Degasperi, consigliere provinciale di Onda. "Tra le aree a maggiore rischio c'è quella del reclutamento del personale e della progressione di carriera in quanto possono potenzialmente emergere favoritismi, nepotismi o conflitti di interesse, criticità ben nota anche al legislatore che ha dettato norme ad hoc per prevenire e contrastare tali fenomeni".

 

Come può Trentino Trasporti avere un dirigente senza laurea? Sono stati rispettati i requisiti previsti dalla legge provinciale 7 del 1997? Sono domande che anche il Dolomiti ha posto in merito alla posizione di un dirigente impegnato nell'azienda di trasportati trentina (QUI L'ARTICOLO). "Garantire trasparenza e regolarità in queste aree ad alto rischio deve essere un obiettivo prioritario per gli amministratori così da tutelare legalità e fiducia pubblica". E recentemente è stato assunto anche il figlio?

 

Il consigliere provinciale di Onda riporta l'argomento, con un'interrogazione dal titolo molto forte ("Misure organizzative adottate dalla società Trentino trasporti a mitigazione del rischio di corruzione nel reclutamento del personale. Il dirigente senza laurea e la recente assunzione del figlio"), in Consiglio provinciale. Un documento che si riallaccia alle iniziative di Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia (Qui articolo). 

 

"Nel caso di Trentino Trasporti è emerso, anche a seguito dell’atto ispettivo di Demagri, che è stato individuato un dirigente non in possesso di laurea, nonostante nella legge provinciale 7/1997, Revisione dell'ordinamento del personale della Provincia di Trento, sia previsto il titolo universitario per l’accesso a ruoli dirigenziali".

 

Il presidente della società Diego Salvatore ha spiegato che "le società a controllo pubblico non sono soggette al decreto 165/2001 ma applicano il D.Lgs. 175/2016, che consente di definire criteri propri per il reclutamento nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità, e che per le selezioni è previsto un regolamento interno che non richiede espressamente la laurea".

 

Approfondendo il tema, ci siamo trovati trova davanti la legge provinciale 7 del 1997 dove si parla di personale e sistema organizzativo provinciale. All'articolo 21 comma 3 si specifica che “I requisiti minimi generali per la partecipazione alle selezioni pubbliche per l'accesso alla dirigenza di ruolo sono costituiti dal possesso del diploma di laurea magistrale e dall'eventuale possesso di diplomi post universitari o dell'abilitazione professionale”.

 

Seppur vero che la norma nazionale da applicare è quella citata dal presidente della società, è "altrettanto vero che la Provincia di Trento adotta disposizioni che devono essere tenute in considerazione e rispettate; infatti proprio la l.p. 7/1997 che estende espressamente la sua applicazione anche alle società partecipate della Provincia per quanto compatibile", ribadisce Degasperi. "La Provincia, proprio in materia di personale, adotta con delibera della Giunta, specifiche direttive per gli enti partecipati che ricordano anche l’obbligo di applicazione della l.p. 7/1997 per quanto compatibile. Si desume che il concetto di compatibilità non vada confuso con arbitrarietà di scelta rispetto a quali disposizioni applicare, ma vada inteso come vincolo di applicazione di tutto quanto non sia in conflitto con la matrice di tipo privatistico del rapporto di lavoro delle società partecipate rispetto al pubblico della Provincia stessa. Non si vede come i requisiti di inquadramento delle posizioni lavorative possano essere un elemento inapplicabile in quanto non compatibile. Oltre al quadro normativo, anche il quadro regolatorio interno della società presenta criticità in argomento, posto che il citato “regolamento interno”, disponibile sul sito internet della società, non elenca per le diverse posizioni i titoli di studio richiesti ma, come un abito sartoriale, gli stessi sono determinati per ogni singolo bando, lasciando alla società pieno arbitrio".

 

Il consigliere di Onda ha svolto degli ulteriori approfondimenti sulla situazione. "Nella visura camerale presente sul sito di Trentino trasporti, ultima disponibile di data 29 dicembre 2025, sono elencate le procure speciali assegnate a dirigenti e funzionari affinché possano esercitare i poteri di spesi necessari ad assicurare il regolare svolgimento degli incarichi assegnati. Si rileva che nessuna procura è stata assegnata a Ugo Rossi, dirigente dell’area 'Personale e Organizzazione', secondo l’organigramma in chiaro del 1 settembre 2025. Nel sito internet non è presente alcuna pianta organica o altro analogo documento che definisca i ruoli disponibili e i requisiti necessari per ricoprirli (scolarità, esperienza e così via), il numero di persone assegnate a ogni ufficio e con quali mansioni. Uno strumento di questo tipo, oltre a costituire uno strumento programmatico e organizzativo i cui contenuti dovrebbero essere oggetto di analisi e approvazione da parte non solo del consiglio di amministrazione ma anche degli organi preposti ad esercitare il controllo analogo, potrebbe limitare il rischio di assunzioni arbitrarie e limitare la discrezionalità prevenendo favoritismi. Non sarebbe possibile infatti creare nuove posizioni o modificare i ruoli per favorire qualcuno".

 

Con una pianta organica visibile e aggiornata, organismi interni ed esterni "possono verificare che le assunzioni e le progressioni di carriera, benché non oggetto di procedimenti di selezione interna a partecipazione plurima, rispettino i posti disponibili e i requisiti dichiarati. Questo ridurrebbe i rischi di favoritismi o di conflitto di interesse. Abbinando la pianta organica ai bandi di selezione ad evidenza pubblica per i ruoli disponibili, le selezioni si baserebbero su criteri oggettivi (titolo di studio, esperienza, capacità), eliminando il pericolo che a prevalere siano le conoscenze anziché la conoscenza. Le norme in tema di trasparenza e anticorruzione, applicabili non solo alle pubbliche amministrazioni, ma anche alle società partecipate, come Trentino Trasporti, contengono specifiche disposizioni in tema di incompatibilità e inconferibilità in ambito di incarichi di rapporti di lavoro subordinato. La legge 190/2012 (anticorruzione) e il già citato D.lgs.165/2001 - in quest’ambito applicabile in parte anche alle società partecipate - vietano che tra parenti stretti (genitori, figli, coniugi, fratelli/sorelle) si instaurino rapporti di subordinazione. Nei regolamenti interni della maggior parte degli enti pubblici esistono infatti procedure apposite per regolare le situazioni di incompatibilità: se un dipendente si trova in una posizione dove un parente diretto è il proprio superiore, uno dei due deve essere spostato o ricollocato in modo da eliminare il potenziale conflitto di interesse".

 

Questo vale "per ruoli dirigenziali e per quelli operativi, se si profilano possibili favoritismi sulla carriera, sulla retribuzione, sulle valutazioni o sugli incarichi. Sulla base delle segnalazioni pervenute pare che Trentino Trasporti, oltre al dirigente senza laurea abbia assunto anche il figlio. Quest’ultimo avrebbe partecipato alla selezione per addetto al controllo di gestione entrando nella graduatoria di merito. Esauriti i posti disponibili nel servizio di cui alla selezione sarebbe in realtà stato assunto nell’area alle dipendenze del padre. Nel sistema delle società partecipate il 'controllo analogo' disciplinato dall’art. 2, comma 1, lett. c) del D.Lgs. n. 175/2016, dalla l.p. 23/2016 e dalle direttive provinciali, richiede che la Provincia o gli enti soci esercitino sulla società un’influenza determinante sia sugli obiettivi strategici sia sulle decisioni significative, in modo analogo a quello esercitato sui propri servizi interni", conclude Degasperi.

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