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Trento
19 gennaio | 13:41

Dirigenti senza laurea nelle società pubbliche, merito a geometria variabile? Il caso Trentino Trasporti approda in Consiglio provinciale: "La Pat faccia chiarezza"

E' il caso del "Dirigente Servizi Automobilistici e Funiviari", una figura di alto livello responsabile della gestione e organizzazione dei servizi su gomma (autobus) e su fune (impianti funiviari, come funivie, cabinovie). Un ruolo che dal 2024 è ricoperto da Carlo Plotegher. Come mai Trentino Trasporti, società partecipata della Pat, ha un dirigente senza una laurea? A chiederselo la consigliera provinciale Paola Demagri

TRENTO. Come può Trentino Trasporti ad avere un dirigente senza laurea? Sono stati rispettati i requisiti previsti dalla legge provinciale 7 del 1997? Sono domande che anche il Dolomiti si è fatto nelle scorse settimane in merito alla posizione di un dirigente impegnato nell'azienda di trasportati trentina. (QUI L'ARTICOLO)

 

Ora, però, la richiesta di chiarimento è arrivata in Consiglio provinciale attraverso una interrogazione presentata dalla consigliera di Casa Autonomia, Paola Demagri.

 

E' il caso del "Dirigente Servizi Automobilistici e Funiviari", una figura di alto livello responsabile della gestione e organizzazione dei servizi su gomma (autobus) e su fune (impianti funiviari, come funivie, cabinovie). Un ruolo che dal 2024 è ricoperto da Carlo Plotegher. Come mai Trentino Trasporti, società partecipata della Pat, ha un dirigente senza una laurea?

 

“Le società con partecipazione pubblica – aveva spiegato il presidente della società Diego Salvatore a il Dolomiti – non applicano il decreto 165 del 2001 ma bensì il decreto legislativo 175 del 2016. Questo decreto stabilisce che le società a controllo pubblico definiscono, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità”. Aggiungendo poi che “per le selezioni ad evidenza pubblica esiste un regolamento di reclutamento del personale con all'interno i principi che devono essere rispettati, che sono quelli già citati, di trasparenza, pubblicità e imparzialità”. Nessun accenno, quindi, all'obbligo di una laurea.

 

Approfondendo il tema, ci siamo trovati trova davanti la legge provinciale 7 del 1997 dove si parla di personale e sistema organizzativo provinciale. All'articolo 21 comma 3 si specifica che “I requisiti minimi generali per la partecipazione alle selezioni pubbliche per l'accesso alla dirigenza di ruolo sono costituiti dal possesso del diploma di laurea magistrale e dall'eventuale possesso di diplomi post universitari o dell'abilitazione professionale”.

 

Sulla vicenda non è arrivata nessun chiarimento da parte della Provincia. Ora, però, sarà l'assessore competente a dover rispondere all'interrogazione.

 

“Mi spiace dover chiamare in causa l’Assessore Gottardi – che considero, lo dico sinceramente, uno degli assessori più disponibili e con cui negli anni ho avuto ben poco da ridire – ma aver toccato il tema di Trentino Trasporti sembra aver scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora” ha spiegato la consigliera provinciale Paola Demagri che ha deciso di tornare sulla partecipata provinciale dopo aver ricevuto, nelle ultime settimane, numerose segnalazioni da parte di cittadini, lavoratori e utenti del servizio.

 

Tra queste, una in particolare riguarda l’assetto dirigenziale della società e la consigliera ricorda come per i dirigenti non generali il titolo di laurea è requisito che nelle società a partecipazione pubblica rappresenta da anni uno standard consolidato per l’accesso a posizioni apicali. La legge provinciale 7/1997 sul personale prevede che per l’accesso alla qualifica dirigenziale sia indispensabile il possesso della laurea ( vecchio ordinamento o magistrale) . E la norma va applicata anche per le società partecipate.

 

“A livello nazionale – ricorda Demagri – è in discussione una proposta di legge che introduce l’obbligo di laurea persino per gli amministratori di condominio, figure che operano nel settore privato. È quindi difficile comprendere come una società pubblica come Trentino Trasporti possa conferire incarichi dirigenziali apicali a persone prive di titolo universitario, quando lo stesso legislatore considera la laurea un requisito essenziale anche per funzioni gestionali non pubbliche”.

 

Secondo la consigliera, le segnalazioni ricevute evidenziano un clima di crescente preoccupazione: “Più di una persona mi ha manifestato dubbi sulla coerenza dei criteri di selezione e sulla tutela della meritocrazia. Sono temi che non possono essere liquidati con rassicurazioni generiche”.

 

Demagri richiama quindi il ruolo della Provincia autonoma di Trento: “In qualità di socio pubblico, la Provincia ha il dovere di vigilare affinché le società partecipate adottino procedure improntate a pubblicità, imparzialità, trasparenza e valorizzazione delle competenze. È una questione di etica istituzionale, anche laddove il legislatore non sia ancora intervenuto o, nel peggiore dei casi, abbia lasciato spazi interpretativi”.

 

Nell'interrogazione la consigliera chiede quali siano i requisiti formali richiesti da Trentino Trasporti per l’accesso alle posizioni dirigenziali, con particolare riferimento al titolo di studio, e se la Giunta sia a conoscenza del fatto che almeno un dirigente non generale risulterebbe privo di laurea. Per quale motivo non sia stato pubblicato un bando pubblico per la selezione della posizione dirigenziale in oggetto conforme alla LP 7/1997. Come la Giunta valuti la coerenza tra l’orientamento legislativo nazionale, che sta proponendo l’obbligo di laurea persino per gli amministratori di condominio, e la possibilità che nelle società partecipate provinciali vengano conferiti incarichi dirigenziali a persone prive di titolo universitario.

 

“Non si tratta di una battaglia personale – conclude Demagri – ma di una questione di credibilità delle istituzioni. Le società pubbliche devono essere un esempio, non un’eccezione”.

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