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Troppi turisti, tra le mete a rischio Bolzano e Trento. In Alto Adige si pensa a 'risarcire' i residenti (trasporti gratuiti?). ''In Trentino quasi tutta la tassa di soggiorno va all'Apt''

Il turismo è centrale per l'economia di tantissime aree ma quello di massa comporta più di qualche riflessione per gli effetti diretti e indiretti del sovraffollamento di una destinazione

Di Luca Andreazza - 16 maggio 2024 - 06:01

TRENTO. L'overtourism? Le più colpite sono Venezia e Milano, Firenze e Roma. Non può mancare Rimini per l'estate. Ma tra le mete ci sono anche Bolzano e Trento, inserite tra le destinazioni provinciali più a rischio.

 

Questo quanto emerge dall'Indice complessivo di sovraffollamento turistico (Icst), ideato in chiave ancora sperimentale da Demoskopika, con l'obiettivo di valutare complessivamente l'overtourism attraverso una combinazione di 5 indicatori che riflettono diverse dimensioni dell'impatto turistico.

 

Il turismo è centrale per l'economia di tantissime aree ma quello di massa comporta più di qualche riflessione per gli effetti diretti e indiretti del sovraffollamento di una destinazione. A cambiare anche la gestione di quelle attività che restano dietro le quinte: risorse idriche con una domanda in fortissima crescita e rifiuti da smaltire, per esempio.

 

A fronte di innegabili benefici per una comunità, il turismo, accentuato nell'overtoursim, può significare l'aumento dei prezzi degli immobili, la congestione degli spazi pubblici, la perdita di potere d'acquisto per i residentisquilibrio tra visitatori e residentiil lavoro stagionale e fortemente precario nel settore, la trasformazione del tessuto commerciale e l’impatto sull’ambiente.

 

Una dinamica che si ripercuote, per esempio, sul mercato del lavoro. I contratti dei dipendenti sono prevalentemente a tempo determinato (82,8%). Nel 7,4% dei casi viene utilizzata anche la forma di lavoro intermittente. Questa modalità contrattuale permette di far fronte alle variazioni della domanda difficilmente soddisfabili attraverso la normale programmazione. Diversa la tipologia dei posti di lavoro. I 40.000 del settore turistico che segnano la differenza tra città e valli sono posti occupati al 91% da stranieri e solo 9.000 sono a tempo indeterminato

 

"Perché in Alto Adige non dovrebbero beneficiare tutti e direttamente del turismo?", chiede Paul Köllensperger, consigliere provinciale in Alto Adige in quota Team K. "Non ho mai dubitato che il turismo sia tra i principali pilastri dell'economia della nostra provincia, ma corriamo il rischio di perdere il consenso di pezzi importanti della società a causa della sua crescita incontrollata. Dovrebbe inoltre essere innegabile che il turismo 'commercializza' beni comuni come le montagne, il paesaggio, l'ambiente e le infrastrutture, finanziate anche con il denaro dei contribuenti, e che quindi anche la collettività dovrebbe avere un equo ritorno".

 

L'Alto Adige è il primo caso europeo del numero chiuso di posti letto su scala provinciale, mentre c'è il modello Braies. C'è una ricerca di gestione equilibrata dei flussi. E l'ultima ipotesi è quella di utilizzare parte dell'introito della tassa di soggiorno per rendere la mobilità in un certo senso universale, gratuita per i residenti.

 

Una tassa di soggiorno più elevata per gli ospiti e destinata alle casse pubbliche, "penso sia appropriata e giustificata", prosegue Köllensperger. "I pochi euro attualmente previsti, che tra l'altro vanno a beneficio solo dello stesso settore turistico e dell'Idm, non sono nemmeno lontanamente sufficienti a coprire i costi dei rifiuti prodotti, delle acque reflue, della anidride carbonica immessa nell’atmosfera, dell’uso del trasporto pubblico e così via che il turismo provoca e che gravano su noi tutti. Devono essere gli altoatesini a beneficiare del turismo e non il contrario".

 

Le presenze annue sul territorio altoatesino raggiungono i 36 milioni, "sarebbe possibile raccogliere diverse centinaia di milioni di euro per la collettività applicando una tassa pagata dagli ospiti e scaglionata in base al numero di pernottamenti: più lungo è il soggiorno, più basso è l’importo e, in relazione al prezzo della camera, più alta è la categoria, più costosa è la tassa", aggiunge Köllensperger. "Questi introiti dovrebbero poi essere utilizzati per il trasporto pubblico gratuito (anche) per i residenti, per l'affitto di alloggi sociali a costi ragionevoli per famiglie e giovani, per finanziare gli assegni di cura e per promuovere l'innovazione, le start-up e altro ancora. La situazione deve quindi essere ribaltata: il turismo deve generare risorse per la collettività, invece di utilizzarne sempre di più per infrastrutture turistiche, Idm o Guest Card".

 

Da Venezia alla Baviera, da Barcellona al Giappone, le destinazioni si interrogano sull'overtourism, il lato oscuro del turismo. "Il tema si pone, a oggi, in specifici periodi dell’anno e in specifiche aree del Trentino ma direi delle Alpi in generale, se parliamo di mondi montani", l'intervento a il Dolomiti di Albert Ballardini, vice presidente di Trentino Sviluppo. "Un’analisi attenta dei flussi e un piano mobilità e parcheggi integrato è tra le priorità a cui lavorare: Provincia, Comuni, Aziende per il turismo e le nuove Ata incardinate in Trentino Marketing, sono impegnati in questa direzione perché le destinazioni sono alla ricerca di soluzioni non semplici ma necessarie" (Qui articolo).

 

Da Molveno a Tenno, anche in Trentino non mancano infatti studi, analisi e sperimentazioni alla ricerca della miglior gestione possibile degli arrivi. "Ci sono alcune situazioni di forte picco ma che ancora sono sotto controllo", commenta l'assessore Roberto Failoni. "E per questo ormai da qualche anno si stimola la destagionalizzazione. "Si punta sui periodi tradizionalmente meno frequentati per sviluppare un flusso nell'arco dei 12 mesi. Questo aiuta una migliore distribuzione delle presenze". 

 

La destagionalizzazione potrebbe essere favorita dalla modifica del calendario scolastico per diversificare le ferie. "E' una materia nazionale. Quasi tutti gli Stati europei hanno un'organizzazione diversa delle vacanze, anche rispetto alle settimane invernali. Questo cambio anche in Italia potrebbe agevolare sicuramente la promozione di altri periodi".

 

In Trentino non è in agenda un ritocco della tassa di soggiorno. "L'adeguamento è avvenuto un paio di anni fa e per ora non c'è in previsione un nuovo intervento", evidenzia Failoni. "La materia va eventualmente discussa con i Comuni e le Apt, quasi il 100% di questo strumento finisce nelle Aziende per il turismo. Poi si può riflettere ma una decisione va presa in accordo tra tutti gli stakeholder". 

 

Collegata alla tassa di soggiorno c'è la Guest card, strumento formidabile di promozione, ma che rischia di svalutare alcune attrazioni. "Il monitoraggio è costante e quando un polo riscuote successo ci sono i necessari aggiornamenti. Il valore è molto elevato perché permette di accedere gratuitamente ai trasporti, un modo per veicolare la sostenibilità", conclude Failoni.

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