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Trento
08 maggio | 21:32

A Riva del Garda Zanoni non cerca apparentamenti: "Siamo coerenti sin dal primo giorno. Gli accordi programmatici ad hoc li lasciamo ad altri"

"La nostra città ha bisogno di trasparenza ed è quella che noi abbiamo sempre proposto, sia nel corso della legislatura in cui siamo stati all'opposizione, che durante l'intera campagna elettorale. Il nostro obiettivo è, prima di tutto, riportare alle urne tutte le persone - tantissime - che ci hanno votato al primo turno e convincere chi, invece, ha fatto un'altra scelta, a darci fiducia, perché noi saremo l'amministrazione di tutti" spiega il candidato del centro sinistra, che ha sfiorato la vittoria al primo turno

RIVA DEL GARDA. Nessun apparentamento, nessuna telefonata (fatta), nessuna ricerca - spasmodica - di un'alleanza a tutti i costi in vista del ballottaggio perché "dopo quello che ha passato, Riva del Garda ha bisogno prima di tutto di coerenza e di un progetto, non di accordi programmatici fatti per ad hoc per le elezioni".

 

Alessio Zanoni, candidato sindaco del centro sinistra in quella che viene definita la "perla" del Benaco, ha sperato di poter vincere al primo turno. Dopo lo scrutinio dei seggi di Varone la coalizione aveva raggiunto addirittura al 52%, poi la percentuale si è abbassata sino al 48,75%. Un risultato eccellente, ma che non è bastato per chiudere la partita già domenica 4 maggio.

 

A Zanoni basterà, dunque, poco per superare la soglia (un centinaio di voti, a conti fatti) e strappare il comune al centro destra, mentre ben più ardua è l'impresa che attende la candidata di "una parte" del centro destra, l'ex vice sindaca Silvia Betta, appoggiata da Fratelli d'Italia, Patt e tre liste civiche, che si è fermata al 29,36%.

 

Ebbene, l'aspirante primo cittadino che guida una coalizione di ben otto liste non ha alcuna intenzione di chiamare nessuno dei candidati sindaco esclusi dal ballottaggio: alcuni, chiaramente, per una distanza di pensiero incolmabile, altri per "coerenza e chiarezza".

 

"Se al primo turno abbiamo ottenuto un risultato così importante - spiega Zanoni - è perché, sin dal primo giorno, siamo stati onesti, limpidi e con un progetto ben chiaro. Riva del Garda, dopo tutto quello che ha passato negli anni scorsi, non ha bisogno di accordi fatti per vincere le elezioni e destinati, poi, a creare più problemi che altro. La nostra città ha bisogno di trasparenza ed è quella che noi abbiamo sempre proposto, sia nel corso della legislatura in cui siamo stati all'opposizione, che durante l'intera campagna elettorale. Il nostro obiettivo è, prima di tutto, riportare alle urne tutte le persone - tantissime - che ci hanno votato al primo turno e convincere chi, invece, ha fatto un'altra scelta, a darci fiducia, perché noi saremo l'amministrazione di tutti. E l'invito che faccio, che pare scontato ma non lo è, è quello di andare a votare. E' un diritto ma anche un dovere".

 

Chi, insomma, pensava che Alessio Zanoni e la sua squadra sarebbero andati alla ricerca dei voti (tanti) conquistati da Maria Pia Molinari con il suo polo civico, resterà deluso.

 

"Noi l'abbiamo sempre dichiarato che non avremmo cercato apparentamenti - conclude il candidato sindaco del centro sinistra - e, stessa cosa, ha fatto la candidata Molinari. Quindi non vedo perché cambiare le carte in tavola. Anche questa è coerenza. La mia avversaria si sta muovendo in tal senso? Non m'interessa, francamente: io, tutti i candidati e chi ha collaborato alla campagna elettorale siamo concentrati sul nostro percorso e continueremo, sino all'ultimo secondo a disposizione, a stare in mezzo alla gente, ad ascoltare, a raccontare cosa vogliamo fare per rilanciare Riva. Gli accordi programmatici, fatti esclusivamente in chiave numerica, non ci appartengono e li lasciamo ad altri".

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