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Bolzano
09 maggio | 18:11

Ballottaggio Corrarati - Andriollo? Da Gennaccaro all'Svp il 'gioco' è non sbilanciarsi pubblicamente per poi salire sul carro del vincitore

Domenica 18 maggio a Bolzano si vota per il ballottaggio: nessun partito si è ufficialmente schierato da una parte e dall'altra. Però tutti si informano, tutti chiamano, tutti stanno a guardare. Perché, alla fine, nessuno vuole rischiare di non salire sul carro del vincitore

BOLZANO. “Ci sono state 5000 persone che hanno abbandonato San Siro al 90esimo pensando che l’Inter ormai avesse perso contro il Barça la semifinale di Champion. Poi è arrivato il gol di Acerbi al 93esimo e di Frattesi ai tempi supplementari. Inter-Barça 4-3. Forza Juri”.

 

Insomma, secondo Stefano Fattor, assessore uscente e più votato degli italiani al primo turno, il candidato sindaco del centrosinistra Juri Andriollo sarebbe come l’Inter. Il concetto è chiaro: “Non cantante vittoria, cari avversari perché i nove punti di vantaggio al primo turno non significano nulla”.

 

Il vantaggio di Claudio Corrarati, sostenuto dal centrodestra unito, è di nove punti. Sono tanti, poco da fare. Restando sulla metafora calcistica, secondo molti è una ripartenza totale, uno 0 a 0, palla al centro. Secondo altri è più uno 1 a 0, un vantaggio che c’è ed è evidente, ma non è irrecuperabile come un 3 a 0 e la remuntada è ancora possibile.

 

E mentre il centrodestra guarda al suo vantaggio con fiducia, gli altri partiti non si schierano. Né da una parte né dall’altra. Tutti lasciano liberi i loro elettori i decidere in autonomia. Almeno ufficialmente.

 

Nessuno si schiera, ma tutti esplorano, osservano, si interessano. Telefonano. Diciamolo: tra quello che viene detto ufficialmente nel corso delle conferenze stampa e nei comunicati, e quello che succede veramente, forse, c’è un po’ di differenza.

 

Perché ufficialmente la Svp non da indicazioni di voto ai suoi elettori, così come la Civica di Angelo Gennaccaro e il Team K.

 

Partendo da questi ultimi, il candidato sindaco del Team K Matthias Cologna è sempre stato chiaro: “Non potremmo mai appoggiare una coalizione al cui interno vi è un ex Casapound”. Il riferimento è ovviamente a Maurizio Puglisi Ghizzi, candidato nelle fila della Lega. Ghizzi, ex candidato sindaco per il movimento della tartaruga frecciata ed ex consigliere comunale, però, non è stato eletto. Scongiurato il pericolo del “fascista in giunta”, dunque, cambia qualcosa per il Team K? Per ora, ufficialmente, no, anche se, non schierandosi, il partito fa un evidente passo di lato rispetto all’iniziale “sicuramente con il centrosinistra”.

 

Vi è poi la Civica di Angelo Gennaccaro che ancora una volta potrebbe essere l’ago della bilancia e che ancora una volta ha deciso di non schierarsi.

"E' giusto - ha dichiarato Gennaccaro - che i due candidati ora costruiscano la loro partita e che il sindaco eletto poi faccia le sue valutazioni. Va comunque detto che in Giunta la città deve essere rappresentata il più possibile, venendo incontro il più possibile alle diverse sensibilità degli elettori". "Invece di veti serve una grande collaborazione e la più ampia convergenza possibile. Non contano i nomi, ma contano gli elettori". Quindi Gennaccaro dice ma in realtà non dice, si informa, cerca contatti. Perché alla fine se venisse eletto Corrarati e non vi fosse un accordo, la sua Civica rischierebbe di restare fuori dalla giunta.

 

E la Svp? Non appoggia il centrosinistra, e questo è già un segnale. E parla con tutti, anche con Corrarati. Nelle scorse ore si è svolto infatti incontro descritto come “cordiale e costruttivo”. “Abbiamo condiviso la necessità di avviare un dialogo responsabile e orientato al cambiamento nel rispetto della volontà espressa dai cittadini nelle urne - ha spiegato Corrarati al termine del colloquio.

Non è un segreto che una parte non irrilevante della Svp, soprattutto del mondo economico e dell'anima conservatrice, abbia delle simpatie per Corrarati, ex presidente del Cna altoatesino, considerato moderato e uomo del dialogo. 

 

Insomma. Tutto è possibile. Ufficiosamente. Perché nessuno vuole irritare nessuno, nessuno vuole dare fastidio a nessuno.

 

Ma allo stesso tempo, ovviamente, nessuno vuole perdere la possibilità di salire sul carro del vincitore. Chiunque esso sia.

 

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