Bilancio, 7 milioni e 3 impegni politici: trovata l’intesa tra Giunta e minoranze dai sostegni alle imprese innovative a Gaza, dai migranti ai congedi parentali per i padri
Tre impegni politici e 7 milioni di euro il risultato della lunga trattativa tra maggioranza e opposizione. Si sbloccano i lavori sul bilancio che riprenderanno con l’esame degli ordini del giorno rimasti sul tavolo e dell’articolato dei tre disegni di legge

TRENTO. Una lunga giornata di trattativa e le opposizioni provinciali hanno strappato 7 milioni di euro, alcune risorse spalmate nell'arco di un triennio, e tre impegni politici. Dai sostegni alle imprese nel settore dell'innovazione e della ricerca sul territorio ai fondi per i congedi parentali dei padri, da Gaza ai migranti. Si è parlato anche di nidi, di Apsp e Rsa, di casa, del call center di Dolomiti Energia e degli obblighi formativi per i docenti. Un accordo che sblocca i lavori in Aula.
Nella mattina di oggi, martedì 16 dicembre, sono stati approvati alcuni ordini del giorno della maggioranza, come il contributo della Provincia per sostenere le spese dei cani di guardiania nella zootecnia (Qui articolo), la seconda parte della giornata è stata dedicata interamente alla ricerca di un punto di incontro tra la Giunta e le forze di minoranza.
La base di partenza del gruppo composto dai partiti che si riconoscono in Alleanza Democratica Autonomista (Partito Democratico, Campobase, Alleanza Verdi e Sinistra e Casa Autonomia) e da Onda, erano 15 richieste di carattere economico e politico: 9 via libera, di cui tre impegni politici.
Il primo impegno è un monitoraggio che la Provincia dovrà effettuare sulle politiche che riguardano nidi e scuole per l’infanzia entro il 2026, al termine del quale dovrà essere presentata una relazione alla Commissione consiliare competente.
Il secondo è in tema di investimenti e prevede la possibilità di validare la fideiussione nel caso di revolving e di eventualmente modificare la disciplina entro il prossimo anno.
Il terzo impegno è di monitorare le discrepanze che potrebbero venirsi a creare in Apsp e Rsa per i dipendenti, in modo da poter evitare differenze che rendano meno attrattiva la professione.

Per quanto riguarda la parte economica, i fondi che le minoranze sono riuscite a ottenere ammontano a circa 7 milioni di euro per il 2026, anche se alcune voci sono previste per i tre anni.
Ci sono 3 milioni di euro destinati al sostegno delle imprese che puntano sull'innovazione e sulla ricerca sul territorio. Altro punto importante, i fondi stanziati per i congedi parentali dei padri (circa 1,5 milioni di euro).
Poi 500 mila euro sono invece destinati alla cooperazione internazionale per Gaza e 300 mila euro per i corsi di italiano per i migranti, altri 400 mila euro sono invece quanto stabilito per investire nello sbarrieramento dei trasporti pubblici per le persone disabili.
In tema casa, infine, sono stati finanziati 200 mila euro all’anno, per dieci anni, sul conto interessi per le giovani coppie che accendono un mutuo, che si aggiungono a quanto già stanziato sul conto capitale.
Il tema più spinoso, la richiesta di Onda: equiparare, a fronte di uno squilibrio, gli obblighi formativi per i docenti della scuola professionale a quelli delle scuole statale. In questo contesto Filippo Degasperi si è anche interessato della dotazione finanziaria per le giovani coppie che hanno acquistato casa e che è stata cancellata con l’assestamento di bilancio e della card per gli insegnanti.
Un accordo trasversale è stato trovato anche sugli ordini del giorno presentati da Lucia Maestri (Partito Democratico) e Walter Kaswalder (Patt) con la richiesta alla Provincia di attivarsi con Dolomiti Energia per evitare la delocalizzazione dei servizi, come il call center, a tutela dei lavoratori trentini. E’ stato anche fatto il punto su alcuni Ordini del giorno che potrebbero trovare l’approvazione dell’Aula e su proposte di merito delle singole forze politiche.
Al termine del vertice si è arrivati a sbloccare i lavori con il ritiro degli emendamenti ostruzionistici e alla firma di quelli che segnano l'accordo da parte dei capigruppo e della Giunta.












