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Trento
24 luglio | 06:00

Dagli impatti sulla sanità alla cura dei sentieri e agli interventi in montagna, la tassa di soggiorno può essere "svincolata" dal turismo per avere più aderenza ai territori?

Oggi quasi tutti i "vantaggi" della tassa si soggiorno sembrano orientati a soddisfare i turisti oppure attrarre (e fidelizzare) i clienti. La percentuale può variare per supportare quegli enti che intervengono e operano per rendere le montagne attrattive oppure per sostenere le organizzazioni che soccorrono gli escursionisti in difficoltà o infortunati? 

Dagli impatti sulla sanità alla cura dei sentieri e agli interventi in montagna

TRENTO. Guardie turistiche sempre più rare con la necessità di spostarsi per una necessità medica, interventi sempre più frequenti del soccorso alpino e dell'elicottero per recuperare escursionisti in difficoltà, sempre più spesso per impreparazione, sottovalutazione dell'ambiente montano oppure per tempistiche di rientro valutate in maniera errata. Non manca una quota di persone che invece restano feriti in modo più o meno grave. E' balzata poi alle cronache, anche a livello nazionale, la vicenda della comparsa di un tornello con obbligo di pagare 5 euro per attraversare un sentiero sulle Odle in Alto Adige, un caso che evidenzia il grande impegno (dei volontari in primis) per la sistemazione e la messa in sicurezza dei tracciati. Questo d'estate. Poi c'è l'inverno con gli infortuni sulle piste da sci che comportano una pressione sul sistema sanitario. Sono solo alcuni casi degli effetti del turismo, l'altra faccia di un asset indubbiamente fondamentale per il Pil.

 

Ma se oggi quasi tutti i vantaggi sembrano orientati ai turisti, si può modificare la distribuzione delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno? Finanziamenti che ora finiscono per il 90% nei bilanci delle Aziende per il turismo d'ambito e per il 10% alle Agenzie territoriali d'ambito, incardinate in Trentino Marketing e corpo intermedio tra la società provinciale e le Apt. E se l'imposta venisse distribuita diversamente? Anche al sistema sanitario per reperire personale e rafforzare i servizi, alla Società alpinisti tridentini, al soccorso alpino? Solo alcuni esempi. Un bilanciamento verso quelle figure e organizzazioni che poi si confrontano sulla gestione dell'incidenza dei flussi.

 

L'imposta è stata introdotta nel 2016 in forma completa, epoca Giunta Rossi con l'ex assessore Michele Dallapiccola, per far fronte a un assottigliamento del bilancio provinciale per il patto di Milano e l'accordo di stabilità. Il punto di partenza della considerazione di riproporre la tassa di soggiorno è stata nella riduzione del finanziamento al settore del turismo. Nel 2010 si raggiunse un picco di investimento pubblico con la cifra di 20 milioni e 600 mila euro. Nel 2013 si è scesi a "solo" 14 milioni e 700 mila euro. 

 

Si è corsi ai ripari per non lasciare sguarnito il settore e c'è stata l'introduzione di una richiesta "prudenzialmente minima" a carico dell'ospite, un po' come avveniva in altre zone d'Italia e come poi è diventato praticamente ovunque per effetto della legge statale. Polemiche e problemi, levata di scudi e preoccupazioni sono progressivamente andate in archivio gradualmente perché il meccanismo prevedeva che il 100% di quanto introitato fosse devoluto alle Apt, perché la mossa ha funzionato (i finanziamenti sono tornati a salire senza ripercussioni - anzi quasi ogni anno, escluso il periodo Covid si festeggia un qualche record) e perché l'imposta è stata agganciata ai benefici della Trentino Guest Card tra entrate ai musei, mobilità e possibilità di usufruire di determinati servizi. Motori della promozione a pienissimi giri per attrarre o fidelizzare i clienti e vantaggi a conti fatti per i turisti.

 

Le elezioni del 2018 hanno portato per la prima volta il centrodestra al governo della Provincia. Un esecutivo a fortissima trazione Lega che all'opposizione considerava la tassa di soggiorno un inutile balzello. Poi - legittimamente - si è cambiato idea e soprattutto il carroccio si è accorto che sostanzialmente l'imposta regge il sistema turistico. 

La soluzione? Alzarla (per legge quando forse sarebbe bastata una delibera) e uniformarla in tutto il Trentino, quest'ultimo aspetto anche piuttosto corretto e un po' nei piani anche della Giunta Rossi. Nessun battito di ciglia. Anzi, il sistema ha accolto ben volentieri questo passaggio.

 

Ma tecnicamente come funziona la tassa di soggiorno? Il turista paga l'imposta che viene "incassata" dalle strutture ricettive per conto di Trentino Riscossioni. Da lì non vengono riversate in forma diretta ma in realtà finiscono nel bilancio provinciale. Poi da lì ripartite come "risorse fresche". In Trentino il "giro conto" è una convenzione ma non obbligo. Svariati milioni a uso turismo in senso più che stretto e inoltre le Apt sono formalmente private e non tenute a grosse spiegazioni sull'uso delle risorse.

 

Non va poi tanto diversamente in Alto Adige. Nel 2024 con la tassa di soggiorno sono stati riscossi 91 milioni. Circa 72 milioni sono stati destinati alle organizzazioni turistiche locali e sovracomunali in conformità alle disposizioni di legge vigenti, altri 19 milioni di euro sono finiti all'azienda Idm. Qualcosa può andare ai Comuni, circa il 10%, poi bisogna trovare accordi diversi tra enti.

 

Per il resto in Trentino in 10 anni circa sono state poche, pochissime, le modifiche. La più recente, inserita nella cornice della riforma per il turismo firmata dall'assessore Roberto Failoni, è stata un specie di scorporazione percentuale della tassa di soggiorno per alimentare le quattro Agenzie territoriali d'ambito (più di qualcuno le vorrebbe di prodotto invece che di territorio ma questa è un'altra storia e non sembrano in previsione modifiche), corpo intermedio tra le varie Apt "selezionate" e anche Trentino Marketing. Il 90% e il 10% di cui sopra. Quindi le percentuali si possono modificare.

 

E perché non operare un passo verso quelle organizzazioni che contribuiscono o "subiscono" il turismo in modo più o meno indiretto, senza però con la scusa depennare quanto già viene assegnato? Una visione con il territorio più centrale e più protagonista anche per far fronte a servizi e infrastrutture che iniziano a boccheggiare per l'impegno che flussi, in alcuni casi e in alcuni periodi quantomeno vicini all'overtourism, mettono sempre di più a dura prova.

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