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Belluno
23 ottobre | 18:24

Giovani&Futuro porta la Ferrovia delle Dolomiti a Bruxelles. “Abbiamo aperto il dialogo con l’Ue: ora la Provincia convochi i sindaci per discutere un progetto unitario”

Si continua a parlare di ferrovie bellunesi, anche tra i banchi di Bruxelles. A farlo Giovani&Futuro, che ha portato il tema all’attenzione dei vertici europei durante un viaggio appena concluso. L’associazione chiede ora al presidente della Provincia Roberto Padrin di convocare l’assemblea dei sindaci per discutere di un progetto unitario con tutto il territorio

BELLUNO. Si continua a parlare di ferrovie bellunesi, anche tra i banchi di Bruxelles. A farlo l’associazione Giovani&Futuro, che ha portato il tema all’attenzione dei vertici europei durante un viaggio appena concluso. “Serve una visione condivisa e lungimirante: non c’è spazio per lo scontro tra partiti quando è in gioco il futuro delle nostre comunità di montagna” è l’auspicio del presidente Luca Frescura.

 

La scorsa settimana i rappresentanti dell’associazione (con Frescura anche il vicepresidente Thomas Menia Corbanese, sindaco di Danta di Cadore) si trovavano a Bruxelles per chiedere di inserire le esigenze dei territori montani tra le priorità dell’agenda politica (qui l’articolo). Ma non basta, anche se sarebbe già un buon punto di partenza, l'attenzione europea: Frescura coglie quindi l’occasione per ribadire l’importanza di fare squadra anche sul territorio per i temi cruciali per il suo sviluppo.

 

Durante la missione, lui e Menia Corbanese hanno infatti incontrato la presidente e alcuni membri del Parlamento europeo, diversi Commissari e figure tecniche delle istituzioni comunitarie, nonché funzionari della Presidenza del Consiglio dei ministri. Tra i punti discussi non poteva mancare il nodo ferrovie, in particolare il potenziamento della linea che oggi si ferma a Calalzo. “Negli ultimi giorni - precisa Menia Corbanese - si è tornati a parlare della ferrovia e di un possibile prolungamento transfrontaliero. Ci siamo dunque messi a disposizione per verificare l’interesse delle istituzioni europee a sostenere una nuova vita per la Ferrovia delle Dolomiti, che oggi rischia di restare solo un ricordo. È tempo di scegliere se innovare davvero o continuare a sprecare tempo e risorse per rattoppare alla meno peggio una mobilità su ferro praticamente inesistente”.

 

Il tema è tornato al centro della cronaca già durante l’estate a causa della travagliata vicenda della tratta Ponte nelle Alpi-Calalzo che, tra chiusure prima programmate e poi smentite dalla Rete ferroviaria italiana, fatica a vedere un futuro certo anche nel breve termine: l’ipotesi più concreta, infatti, appare al momento la chiusura per sei mesi l’anno da qui al 2030 (qui la posizione di Rfi). Viste dunque le incertezze sulla tratta esistente, appare quantomeno azzardato al momento pensare di arrivare fino a Cortina: ma l’ipotesi continua a emergere, complici forse le promesse elettorali.

 

“Se si dovesse decidere per il prolungamento della tratta ferroviaria - prosegue Menia Corbanese - si parlerebbe di un’infrastruttura che unisce due Stati membri dell'Unione europea, Italia e Austria: il ruolo dell’Unione è quindi fondamentale, perciò abbiamo aperto un dialogo costruttivo con la Commissione europea e con diverse figure tecniche nazionali. Ora spetta a noi sindaci del territorio trovare una sintesi e portare avanti un progetto unitario”.

 

L'appello va dunque in questa direzione e su proposta di Frescura, grazie a Menia Corbanese e al sindaco di Lozzo di Cadore Alessio Zanella, è stato presentato in Assemblea dei sindaci della Provincia di Belluno un ordine del giorno dedicato. “È il momento giusto - conclude Zanella - per aprire un confronto ampio e trasparente con il territorio. Chiediamo al presidente Roberto Padrin di convocare al più presto l'Assemblea per discutere la nostra proposta, dopo che già il punto non è stato messo all'ordine del giorno nella precedente convocazione. La campagna elettorale non deve essere un ostacolo, ma un’opportunità per capire chi mette davvero al centro il futuro del territorio e chi invece gli interessi di partito”.

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