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Trento
20 marzo | 12:05

Videosorveglianza per aumentare la sicurezza: sostituite 300 telecamere. Da analogiche diventeranno digitali. Il Comune stanzia circa 700mila euro

Dopo l'ultimo raid vandalico, avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, il sindaco ha ribadito quanto affermato a Il Dolomiti: "Anche se so che mi attirerò delle critiche, mi permetto di dire che un utilizzo più intelligente del sistema di sorveglianza, in accordo con il Garante della privacy, dovrebbe essere riproposto e sperimentato nei luoghi critici della città. Così potremmo provare non solo a individuare i responsabili dei vandalismi a fatto compiuto, ma anche a rilevare in tempo reale eventuali rumori anomali (colpi, scoppi, non certo le conversazioni!) per intervenire con maggior tempestività"

TRENTO. Due raid vandalici, uno dietro l'altro, nel giro di poche ore. E, come avvenuto a dicembre, quando gli episodi erano stati addirittura tre nell'arco di una decina di giorni  (Qui articoloQui articolo e Qui articolo), monta la rabbia tra i cittadini. Non solamente quelli che hanno visto le proprie auto danneggiate da ignoti (per ora), ma il sentimento è generale: in tanti hanno, ormai, il timore di parcheggiare l'auto in strada durante la notte, anche se a breve distanza dalla propria abitazione e in zone che, sino a pochi mesi fa, non erano considerate "a rischio" di tali episodi.

 

In ordine di tempo l'ultimo gravissimo episodio si è verificato nella notte tra martedì e mercoledì (Qui articolo), attorno alle 22: i vetri di ben 13 auto, 9 che stazionavano nell'area ex Italcementi, 4 parcheggiate in via Verruca, a Piedicastello, sono stati infranti.

 

Ventiquattr'ore prima ad essere prese di mira erano state invece alcune macchine posizionate tra piazza Centa, via Lavisotto e via Stoppani (Qui articolo). Il problema c'è e la soluzione, come ha spiegato il sindaco Franco Ianeselli a Il Dolomiti, è quello di migliorare e aumentare la videosorveglianza in città (Qui articolo).

 

In occasione dell'ultimo episodio vandalico le azioni dei malviventi sono state riprese da alcune telecamere di sorveglianza e, dunque, la speranza è che le forze dell'ordine, intervenute nella mattinata di mercoledì 19 marzo, possano risalire all'autore o agli autori dei danneggiamenti in breve tempo.

 

E, allora, il comune di Trento ha stanziato una cifra importante (si parla di circa 700mila euro) per migliorare la qualità del servizio di video sorveglianza su tutto il territorio comunale: è infatti operativa, proprio in questi giorni, la sostituzione di circa 300 apparecchi, che passeranno da digitali ad analogici. Dunque la risoluzione delle immagini sarà decisamente superiore e questo dovrebbe agevolare il lavoro delle forze dell'ordine, sia nell'opera di prevenzione che di repressione del crimine.

 

I lavori sono in corso, come si evince dalle immagini che pubblichiamo in copertina e ci si augura che questo possa fungere prima di tutto da deterrente. Nel frattempo resta solamente la grande rabbia di chi, al momento di recuperare la propria auto al mattina, si è ritrovato con un vetro rotto, con tutte le difficoltà del caso. Tentativo di furto o "semplice" danneggiamento senza un apparente motivo alla base del gesto vandalico? Poco cambia, così come la "mappa" degli episodi  indica che, ormai, in nessuna zona della città ci si può considerare al "riparo" da episodi di questo tipo.

A dicembre erano stati presi di mira il centro città, il quartiere della Bolghera, via Brennero e la zona de Le Albere, via Sanseverino e via Ghiaie (in quel caso c'è stato anche chi ha ritrovato alcuni oggetti sottratti a centinaia di metri di distanza, abbandonati lungo la strada o in un prato), stavolta è toccato a Cristo Re e Piedicastello.

 

Il primo cittadino di Trento, dopo l'ultimo episodio, ha ribadito quanto aveva dichiarato al nostro giornale martedì, con un post sui propri canali ufficiali: "Anche se so che mi attirerò delle critiche, mi permetto di dire che un utilizzo più intelligente del sistema di sorveglianza, in accordo con il Garante della privacy, dovrebbe essere riproposto e sperimentato nei luoghi critici della città. Così potremmo provare non solo a individuare i responsabili dei vandalismi a fatto compiuto, ma anche a rilevare in tempo reale eventuali rumori anomali (colpi, scoppi, non certo le conversazioni!) per intervenire con maggior tempestività. Immagino lo scoramento dei proprietari delle auto vandalizzate: so che non serve a molto, ma mi dispiace davvero. Grazie a Dolomiti Ambiente per aver ripulito in fretta e alla polizia di Stato per l’impegno nell’individuare al più presto il responsabile dei danneggiamenti".

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