"Manifesto di Zaia? Contributo costruttivo". Mirko Bisesti: "Non sottende divisioni o scenari futuri: dall'Autonomia alla sicurezza, Lega in Trentino segue già questa linea"
L'ex governatore del Veneto Luca Zaia ha presenta il suo manifesto politico per una 'destra liberale', il commento del capogruppo della Lega Mirko Bisesti: "Vedo questi punti come un arricchimento per la Lega, nell'ottica di un confronto costruttivo sui contenuti proposti, ma anche per il dibattito pubblico. Non ci vedo, insomma, proiezioni o scenari futuri interni al partito"

TRENTO. "Credo che il manifesto in cinque punti per una destra liberale di Zaia vada visto esclusivamente come un contributo di uno dei massimi esponenti della Lega, e non come un indicatore di correnti e divisioni interne né di scenari politici futuri".
A commentare l'intervento dell'ex governatore del veneto Luca Zaia – che nei giorni scorsi ha pubblicato un suo manifesto in cui indica i "cardini" per una svolta della destra, quella che "se liberale vince, se liberticida no" (QUI ARTICOLO) – è il capogruppo in consiglio provinciale trentino della Lega Mirko Bisesti che, intervistato da il Dolomiti, tocca i principali punti dello Zaia-Pensiero osservando come, a livello provinciale e parlando del suo partito, questo tipo di approccio sia "già in atto, a piccoli passi".
Ma prima di dar voce all'analisi di Bisesti, ripercorriamo in breve l'essenza del manifesto di Zaia e i suoi temi: dall'Autonomia "che non è una concessione né un capriccio identitario, ma un'assunzione di responsabilità", alla politica estera con "l'Italia come potenza di equilibrio". E poi la sicurezza e l'ordine pubblico con "il rispetto delle regole che non è né di destra né di sinistra" e i giovani che rappresentano "la vera infrastruttura nazionale", ma anche l'idea centrale l'idea che "i temi etici, civili, del fine vita non possono essere liquidati con un sì o un no pregiudiziale e interpellano invece la coscienza individuale prima ancora dell’appartenenza politica".
Una presa di posizione, va detto, che ha riacceso il dibattito sul futuro politico di Zaia, ma che risulta divisiva anche all'interno della Lega. Emblematica la reazione del vice segretario Vannacci che ha dichiarato che "Zaia non è il mio riferimento". Il nervo scoperto? Sicuramente i temi più progressisti del manifesto.
E proprio da questa riflessione inizia Mirko Bisesti, che offre un altro punto di vista: "Vedo questi punti come un arricchimento per la Lega, nell'ottica di un confronto costruttivo sui contenuti proposti, ma anche per il dibattito pubblico. Non ci vedo, insomma, proiezioni o scenari futuri interni al partito ma piuttosto sensibilità diverse sui vari temi: poi la sintesi spetta sempre al segretario federale, e credo che Salvini riesca a farla bene".
E poi il suo punto di vista sulla presa di posizione di Zaia. "Personalmente – prosegue Bisesti – sposo la linea del manifesto su molti dei punti affrontati: parlo dell'Autonomia, del tema della sicurezza, del ragionamento sui giovani e sul tema del fine vita. Su altri, come ad esempio quello che è successo in Venezuela, operazione che desta determinate perplessità, mi sento più vicino alla posizione di Salvini, che ha sottolineato come la strada maestria sia la diplomazia".
Un altro dei punti toccati da Zaia riguarda la sicurezza e l'ordine pubblico: centrale, nel suo pensiero, il fatto che il rispetto delle regole non sia "né di desta, né di sinistra" e che sia altresì inaccettabile la "caricatura" di una "destra contro gli immigrati", quando in realtà "è contro l'illegalità".
"Sul tema di riuscire a far sì che la politica nazionale, guardando soprattutto al controllo delle frontiere, funzioni correttamente – commenta Bisesti – con l'ingresso gestito, regolamentato e garantito dallo Stato, la Lega non ha mai avuto linee diverse, ma condivise: sono sposate sia da Salvini che da Zaia, e da questo punto di vista vedo un'assoluta coerenza. Per quanto riguarda la gestione a livello locale, spetta agli enti competenti gestire il controllo del territorio, però è evidente che gli approcci del governo e delle istituzioni locali, per funzionare, devono risultare coerenti".
Altri temi divisivi, e che probabilmente hanno suscitato fibrillazioni nelle aree meno progressiste della Lega ad ogni latitudine, sono quelli sulle unioni civili e sul fine vita. Temi su cui Zaia non ha dubbi: per lui "la destra vincente è quella liberale, quella liberticida perde" e i temi etici, civili, del fine vita e delle unioni civili "non possono essere tabù ideologici".
E proprio sul tema del fine vita, Mirko Bisesti si era già espresso nei mesi scorsi, sottoscrivendo la proposta di legge provinciale dell'associazione Coscioni definendola "una battaglia di civiltà".
"Credo che la mia presa di posizione in Trentino così come quella quella di Zaia siano importanti perché parliamo di un tema importantissimo. Dobbiamo tenere conto – spiega – dei cambiamenti della situazione al giorno d'oggi: ci sono famiglie che soffrono molto ed è quindi fondamentale discutere sul tema senza preconcetti ideologici ma analizzando i fatti, nell'ottica di contribuire ad un miglioramento della società".
Insomma, Bisesti non nasconde una sua personale grande apertura verso il tema, ma sottolinea come "nel partito c'è massima libertà nell'espressione della propria idea ma, al di la delle idee personali, è evidente che la politica e le istituzioni devono assumersi la responsabilità di affrontare il tema perché serve fare dei passi in avanti a livello normativo, è la realtà dei fatti che lo richiede".
Tornando a parlare della svolta liberale che Zaia auspica per la destra, chiediamo al capogruppo della Lega Trentina di ipotizzare che "effetti" potrebbe avere quest'impostazione sul centro-destra trentino. La risposta è decisa: "Credo che quest'impostazione, parlo naturalmente per il mio partito, la possiamo già osservare e il nostro percorso è esemplificativo in tal senso".
Si spieghi meglio.
"Quando ero segretario ho sempre ribadito l'importanza di allargare la coalizione – spiega – e questo è stato fatto sia nel 2018 sia nel 2023 con il Patt. Ora da membro del consiglio provinciale dico che lo sforzo di questa coalizione deve essere quello di includere e non di escludere: questo è possibile solo se a parlare sono le azioni e non i proclami. Se dimostreremo di continuare ad essere una forza di governo affidabile, tutto si misurerà in quell'alveo. Penso anche a quelle 'partite' politicamente 'scomode', come è appunto il fine vita: fare passi avanti e affrontarle con quella ragionevolezza tipica dei trentini può di certo aiutare sia la comunità, ma anche la Lega e la coalizione".
Un ultima battuta sull'Autonomia: Zaia afferma che rappresenta un "assunzione di responsabilità" e che "avvicinare le decisioni ai cittadini significa rendere chi governa misurabile sui risultati". Come giudica il ruolo del Trentino nel dibattito nazionale sul tema?
"In questi tempi – conclude – in cui è evidente come la percezione del suo valore nelle persone è diminuita, così come purtroppo il senso di appartenenza, di comunità e del valore della cosa pubblica e della politica, sia fondamentale agire bene, utilizzando l'Autonomia e le sue risorse al meglio. Anche magari forzando la mano nei confronti della politica nazionale per seguire direttrici funzionali all'efficienza del territorio, che si regge su tre cardini: la coesione e l'efficienza della politica, della macchina amministrativa e della sfera privata. Credo, insomma, che l'Autonomia vada difesa e gestita nel migliore dei modi possibili, tutto passa da ciò".












