Olimpiadi, Zaia svela: "Trento e Bolzano le ho inserite senza avvisare nessuno". Ma Mellarini: "L'idea è partita dal Trentino". Rossi: "Percorso condiviso"
In un'intervista Luca Zaia ha raccontato che "invento l’Olimpiade diffusa, mettendo dentro Trento e Bolzano, senza avvisare nessuno". L'ex presidente Ugo Rossi: ""Un dossier non può essere improvvisato e il percorso è stato definito fin da subito". L'ex assessore e oggi presidente di Federsci, Tiziano Mellarini: "Nel 2017 avanzo l'ipotesi di un evento diffuso". In Trentino nel 2010 le idee di ospitare i Giochi invernali

TRENTO. L'idea delle Olimpiadi diffuse? Sarebbe partita dal Trentino, poi il Veneto è stato capofila nella corsa all'assegnazione dell'edizione 2026 dei Giochi invernali. Ma difficilmente il dossier di candidatura è stato realizzato alle spalle di qualche territorio. Un po' perché i diretti interessati fin dall'avvio di quella partita non solo negano ma anzi rilanciano, un po' perché per organizzare un appuntamento di quel livello nulla può essere lasciato al caso, anche se poi un pezzo è stato perso per strada (il pattinaggio di velocità a Baselga di Pinè) e qualche incertezza (soprattutto legato alla pista da bob di Cortina) c'è stata nell'avvicinamento all'evento pronto a scattare tra due settimane.
Una discussione che scaturisce da un'intervista rilasciata da Luca Zaia a il Gazzettino. L'ex governatore del Veneto e oggi presidente del Consiglio regionale parla del suo ruolo di ideatore della candidatura olimpica e si sofferma su alcune fasi dell'iter che ha portato all'assegnazione dei Giochi di Milano e Cortina, con Trentino e Alto Adige (Qui articolo).
"Di nascosto faccio costruire un dossier Cortina alla società che ne aveva già elaborati altri", spiega Zaia. "Inoltre invento l’Olimpiade diffusa, mettendo dentro Trento e Bolzano, senza avvisare nessuno. In quel primo faldone ci sono già due elementi cruciali: la centralità della pista da bob e l’Arena di Verona (…). Il giorno prima della scadenza chiedo al sindaco Gianpietro Ghedina di firmare la proposta".
Possibile "inventare un'Olimpiade diffusa, inserire Trento e Bolzano, senza avvisare nessuno? "Non è assolutamente così", le parole di Ugo Rossi, ex presidente della Provincia di Trento dal 2013 al 2018 alla guida della coalizione di centrosinistra. "Un dossier non può essere improvvisato e il percorso è stato definito fin da subito. Una candidatura che è nata sull'onda della prospettiva di un'Olimpiade più green e che prevedesse poche nuove infrastrutture. Un solo territorio non avrebbe potuto garantire la presenza di tutti gli impianti, invece c'è stata la decisione di dividere i compiti: opere in larga parte già presenti e una riduzione degli investimenti necessari per la parte sportiva".
Il Trentino punta sulla val di Fiemme per sci nordico e salto, c'è Baselga di Pinè per il pattinaggio velocità mentre l'Alto Adige propone Anterselva per il biathlon. "Un ragionamento condiviso fin dall'inizio". La macchina viene avviata soprattutto nel 2017 e l'anno successivo è stato stilato l'accordo. Poi c'è stato il cambio in piazza Dante con la vittoria del centrodestra e l'elezione di Maurizio Fugatti a presidente. I dettagli vengono messi a punto. Nel 2019 a Losanna in Svizzera il Cio ufficializza Milano-Cortina. "Sono stato contento dell'assegnazione - evidenzia Rossi - anche se talvolta a livello istituzionale potrebbero ricordare il lavoro che abbiamo svolto per raggiungere questo risultato".
Un ambizioso progetto olimpico già ipotizzato in Trentino ancora prima di Milano-Cortina. Siamo nel 2010 e Tiziano Mellarini, allora assessore allo sport e al turismo nella Giunta Dellai e oggi presidente della Federsci trentina, lascia trapelare che c'è un sogno: i Giochi a cinque cerchi invernali. C'è qualche interlocuzione con Gianni Petrucci, all'epoca numero 1 del Coni. Anche Flavio Roda (Fisi nazionale) è d'accordo. Si possono contare su investimenti importanti per la previsione da lì a 3 anni di organizzare i Mondiali di sci nordico Fiemme.
Ci sarebbero le competenze e le esperienze di manifestazioni di caratura internazionale per il grande tentativo, ma anche la consapevolezza che contare esclusivamente sulle proprie forze probabilmente è un passo troppo lungo in questo caso. Si ipotizza un evento diffuso, almeno un'alleanza con l'Alto Adige. A ogni modo il primo passo è candidarsi alle Universiadi del 2017 ma l'evento è appannaggio di Almaty (Kazakistan) perché c'è la crisi economica nel 2011 in Italia e al Trentino viene chiesto di ritirare la candidatura.

La questione finisce un po' nel cassetto, tuttavia a Maribor in Slovenia c'è qualche difficoltà, in particolare legata alla neve, nell'ospitare le Universiadi del 2013 e il Trentino accoglie l'invito di subentrare nell'organizzazione. Una corsa contro il tempo ma ci si riesce a far trovare prontissimi. Le Olimpiadi ritornano d'attualità e viene maturata nuovamente l'idea di compiere il passo.
"Tutto inizia nel 2010 e condivido l'ipotesi con Tito Giovannini e c'è la convinzione di potersi candidare alle Olimpiadi", commenta Mellarini. "Inizialmente avevamo pensato all'area dell'Euregio, quindi Trento, Bolzano e Innsbruck: le principali strutture erano già esistenti e i costi sarebbero stati inferiori alle altre località". In Austria non c'è una grande convinzione ma si va avanti. "C'è stato il coinvolgimento di Belluno per ipotizzare le Olimpiadi delle Dolomiti".
Alle spalle le Universiadi, ci si riprova nuovamente. Nel 2014 dopo un confronto con Giovanni Malagò, l'allora assessore della Giunta Rossi annuncia di voler presentare la candidatura di Trento proprio per il 2026 (le regole all'epoca prevedevano la designazione di una città, non dei territori). C'è anche una prima forma di progetto, però Tirolo prima e Alto Adige poi si chiamano fuori. Le basi sono gettate e non si demorde.
"Nel 2017 avanzo l'ipotesi, durante una riunione a Venezia, di organizzare un evento diffuso, poi il Veneto diventa capofila e questo non si discute ma l'idea parte dal Trentino", rimarca Mellarini. "In quell'anno Rossi firma la delibera per delegarmi a seguire questa partita e verificare la possibilità di andare avanti".
Nel 2018 un maxi-vertice a Palazzo Balbi. "A settembre del 2018 viene firmata l'intesa con Veneto e Alto Adige". Sembra tutto in discesa, poi in Italia arrivano mesi convulsi a causa delle tensioni di governo e Coni perché spuntano tre manifestazioni d'interesse: Dolomiti, Milano e Torino.
Si valuta quindi una maxi-proposta Cortina-Milano-Torino (che taglierebbe fuori Trentino e Alto Adige) per chiudere con la candidatura ufficiale: Milano-Cortina, con Trento e Bolzano che rientrano in gioco. Il resto è storia, più o meno recente.
"Il percorso è stato condiviso e non potrebbe essere altrimenti, la proposta poi è stata avanzata dal Veneto con Cortina capofila ma l'idea è partita dal Trentino", conclude Mellarini.












