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Attualità | 23 gennaio 2026 | 13:37

Olimpiadi Cortina. Zaia: "Di nascosto ho fatto costruire il dossier. Ho messo dentro Trento e Bolzano senza avvisare". Si accende la polemica, Guarda: "Esclusi i territori"

"Ricordo le riunioni che facevamo per identificare i delegati del Comitato olimpico internazionale uno per uno, in giro per il mondo, cercando di capire chi fra i nostri contatti potesse conoscerli. Del tipo: uno va tutte le mattine in quella pasticceria e allora bisogna passare a salutarlo; un altro gira in Ferrari e magari qualche ferrarista gli può parlare. Cose così". Le dichiarazioni dell'ex Governatore del Veneto al Gazzettino sollevano perplessità. De Zanna: "Scopriamo che per ottenere i voti dei membri Cio basta blandirli nelle loro passioni siano esse le macchine di lusso o le biciclette"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Sta facendo molto discutere una recente intervista rilasciata dall’ex Governatore del Veneto Luca Zaia.

Zaia parla al Gazzettino del suo ruolo di ideatore della candidatura olimpica, per poi soffermarsi su alcune fasi dell’iter che ha portato all’assegnazione dei Giochi a Milano e Cortina.

 

"Di nascosto faccio costruire un dossier Cortina alla società che ne aveva già elaborati altri", spiega Zaia. "Inoltre invento l’Olimpiade diffusa, mettendo dentro Trento e Bolzano, senza avvisare nessuno. In quel primo faldone ci sono già due elementi cruciali: la centralità della pista da bob e l’Arena di Verona (…). Il giorno prima della scadenza chiedo al sindaco Gianpietro Ghedina di firmare la proposta".

 

Dopo aver chiarito com’è nata la formula Milano-Cortina – attraverso la collaborazione con il Governatore della Lombardia Attilio Fontana e con l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò – Zaia prosegue spiegando che, per competere con gli altri paesi che si erano candidati per ospitare i Giochi (in modo particolare con la Svezia), è stato necessario "un grande lavoro di squadra".

 

"Ricordo le riunioni che facevamo per identificare i delegati del Cio (Comitato olimpico internazionale n.d.r.) uno per uno, in giro per il mondo, cercando di capire chi fra i nostri contatti potesse conoscerli. Del tipo: uno va tutte le mattine in quella pasticceria e allora bisogna passare a salutarlo; un altro gira in Ferrari e magari qualche ferrarista gli può parlare; un altro ancora ama la bicicletta e corre con una Pinarello, per cui bisogna fare leva su quella passione. Cose così".

 

Queste dichiarazioni stanno sollevando diverse perplessità. L’Europarlamentare Cristina Guarda ha dichiarato a L’Altramontagna che, a suo parere, l’approccio adottato da Zaia "solleva una questione democratica fondamentale".

 

"Zaia ammette pubblicamente di aver lavorato ‘di nascosto’ sul dossier olimpico", prosegue Guarda, "ma quando si gestiscono miliardi di euro pubblici e si prendono decisioni che impattano intere comunità per decenni, la segretezza è davvero il metodo più appropriato? Io, credo di no. Credo che rappresentare una comunità significhi ascolto e coinvolgimento. Lavorare ‘di nascosto’ invece, vuol dire escludere sistematicamente i territori e i cittadini dalle scelte che li riguardano direttamente. Significa negare loro la possibilità di esprimere priorità, dubbi, proposte alternative"

 

A giudizio dell’Europarlamentare, "le Olimpiadi possono essere una grande opportunità per i territori, ma solo se costruite con le comunità, non alle loro spalle. Solo se le infrastrutture rispondono a bisogni reali e non a logiche di immagine. Solo se la trasparenza e la partecipazione democratica prevalgono sulla logica del fatto compiuto. Il ‘dossier segreto’ rappresenta l'esatto opposto di questo modello".

 

Quella di Cristina Guarda non è una voce isolata. Anche la Consigliera comunale di Cortina Roberta de Zanna ha deciso di commentare le parole di Zaia.

 

"È davvero interessante ed illuminante scoprire e poter leggere nero su bianco come funzionano certe cose", dice la Consigliera. "Scopriamo che per ottenere i voti dei membri Cio basta blandirli nelle loro passioni siano esse le macchine di lusso o le biciclette, scopriamo che perfino il Sindaco di Cortina di allora è stato informato all’ultimo minuto ed invitato a firmare la proposta senza nemmeno avere il tempo di discuterla: il Sindaco del paese ospitante ‘coinvolto a sua insaputa’, di fronte a questa affermazione, come cittadina di Cortina d’Ampezzo mi sento umiliata ed offesa e lo sarei ancor di più se fossi nei panni dell’ex Sindaco".

 

Secondo de Zanna, le affermazioni dell’ex governatore del Veneto spiegano inoltre i metodi adottare per intervenire sui territori interessati, caratterizzati da "decisioni calate dall’alto senza mai coinvolgere gli abitanti di Cortina, portando avanti opere anche contro il volere di buona parte della cittadinanza, opere impattanti e costose che graveranno pesantemente sul futuro del paese".

"Quella che dovrebbe essere una festa", conclude con rammarico, "viene vissuta piuttosto come un’imposizione che ha spaccato il paese".

 

Luca Zaia, dal canto suo, al Gazzettino ha affermato di aver sempre rispettato, ma non condiviso, le idee di chi non vuole un grande evento: "Si può essere liberi di pensare che la montagna vada mummificata. Ma la presenza dell’uomo va incentivata".

 

Pronta la risposta di Cristina Guarda: "Quali sono le vere priorità di quelle comunità: infrastrutture sportive d'élite, nuove piste da bob per pochissimi atleti, nuove e discutibili cabinovie o, magari, servizi sanitari, trasporti pubblici, scuole?"

 

In effetti, da anni gli esperti vanno affermando che, per arginare lo spopolamento montano, più che di grandi opere è necessaria una rete capillare di servizi.

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