Residenza Fersina, la Provincia rinvia ancora: chiusura entro giugno 2027. Intanto gli ospiti rimasti vivono tra infiltrazioni e guasti, Zanella: "Inaccettabile"
L’assessore Spinelli ha annunciato che la Residenza Fersina sarà dismessa entro il 30 giugno 2027, con il trasferimento dell’accoglienza in una sede appositamente individuata. A marzo di quest'anno la Pat parlava di dismissione entro il 2026. Intanto non mancano i problemi come ha denunciato il consigliere provinciale del Pd, Paolo Zanella, sulle condizioni igieniche e manutentive della struttura

TRENTO. A marzo di quest'anno la Provincia di Trento aveva comunicato che la Residenza Fersina sarebbe stata “dismessa entro il 2026”. Così però non sarà. A confermarlo è stato nelle scorse ore in Consiglio provinciale Achille Spinelli, rispondendo a un'interrogazione presentata dal consigliere provinciale del Pd, Paolo Zanella, (QUI L'ARTICOLO) nella quale si denunciavano le condizioni igieniche e manutentive della struttura destinata all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.
L’assessore Spinelli ieri ha annunciato che la Residenza Fersina sarà dismessa entro il 30 giugno 2027, con il trasferimento dell’accoglienza in una sede appositamente individuata. Sede che da tempo la Provincia starebbe cercando.
In questi mesi, intanto, l'obiettivo è quello di svuotare la struttura per arrivare a circa 350 richiedenti protezione internazionale accolti sul territorio, dai 700 presenti lo scorso anno. Un calo deciso con l'accordo Fugatti-Piantedosi che sta portando molte di queste persone sulla strada, nella marginalità senza percorsi adeguati di integrazione.
Sulle problematiche sollevate nella struttura dal consigliere provinciale Paolo Zanella, il vicepresidente Achille Spinelli ha spiegato che le infiltrazioni riscontrate derivano sia da problematiche impiantistiche e strutturali, sia da ripetuti danneggiamenti attribuiti ad alcuni ospiti. Tra questi, il deterioramento delle pavimentazioni, la formazione di fessurazioni che favoriscono le infiltrazioni d’acqua, il danneggiamento dei dispositivi igienico-sanitari e l’utilizzo improprio delle manichette antincendio.
Con la recente riattivazione del riscaldamento, ha spiegato sempre Spinelli, è stata inoltre individuata una perdita nella rete di distribuzione, che ha richiesto un intervento idraulico urgente. L'assessore nella sua risposta in Consiglio ha evidenziato come la manutenzione e il mantenimento del decoro siano resi più complessi da ripetute violazioni del regolamento interno, tra cui l’ostruzione degli scarichi fognari e l’abbandono di rifiuti.
Quanto alla pulizia, ha precisato che i tre piani della struttura vengono puliti quotidianamente, con due operatori dal venerdì alla domenica e uno negli altri giorni. Le aree esterne sono pulite tre volte alla settimana, mentre due volte al mese vengono effettuati interventi con macchinari specializzati. Nel corso del 2026 sono stati inoltre eseguiti dieci interventi di disinfestazione.
Dal canto suo il consigliere Paolo Zanella ha contestato l’impostazione della risposta, ritenendo che attribuisca prevalentemente agli ospiti la responsabilità del degrado della struttura, senza affrontare le carenze del sistema di accoglienza.
La Provincia ha messo in campo, infatti, un progressivo disinvestimento nei percorsi di integrazione, la mancanza di adeguate opportunità di formazione linguistica e inserimento lavorativo e la concentrazione di circa 200 persone di diverse nazionalità in un’unica struttura contribuiscono a creare condizioni incompatibili con un’accoglienza dignitosa.
Sempre Zanella ha infine contestato il fatto che ad oggi non sia ancora stata indicata la futura collocazione degli ospiti.













