Riforma sociosanitaria, il centrodestra senza numeri in Commissione. Tonina alla minoranza: "Modo sbagliato di confrontarsi", Maule: "Poca serietà dalla maggioranza"
La maggioranza non è riuscita a presidiare il numero legale all'interno della Quarta Commissione e il disegno di legge dell'assessore Mario Tonina è stato rinviato

TRENTO. Traballa la maggioranza in quarta commissione provinciale, l'assenza della consigliera Eleonora Angeli e la decisione delle minoranze di lasciare l'aula fanno rimanere al palo il disegno di legge 92 sulla riforma dell’integrazione sociosanitaria voluta dall'assessore Mario Tonina.
E' quello che è successo oggi in quarta commissione e che ha portato allo slittamento del disegno di legge alla prossima seduta. I lavori sul disegno di legge 92 si sono interrotti nel pomeriggio quando tre consiglieri di minoranza, Paolo Zanella e Francesca Parolari (Pd) e Chiara Maule (Campobase), hanno lasciato l'aula, facendo venire meno il numero legale, data l'assenza della consigliera Eleonora Angeli.
In aula, oltre alla presidente Maria Bosin (Patt), sono rimasti i consiglieri Daniele Biada (FdI), Mariachiara Franzoia (Pd) e Stefania Segnana (Lega). La presidente Maria Bosin ha quindi disposto una sospensione di dieci minuti per verificare la possibilità di proseguire la seduta, al termine della quale ha chiuso i lavori.
La decisione è arrivata dopo un pomeriggio dedicato all'esame degli emendamenti presentati dall'assessore Tonina, elaborati anche sulla base delle osservazioni raccolte nelle numerose audizioni delle scorse settimane. Al centro del confronto il nuovo modello di integrazione tra servizi sociali e sanitari, il ruolo dei Distretti, dei Comuni e delle Comunità di valle, la composizione degli organismi di coordinamento e le modalità di presa in carico dei cittadini.
Rispondendo alle domande di Francesca Parolari, Paolo Zanella e Chiara Maule e alle osservazioni della presidente Maria Bosin e del consigliere Daniele Biada, Tonina ha sottolineato come gli emendamenti rappresentino un significativo passo avanti verso una reale integrazione sociosanitaria, pur riconoscendo che la riforma richiederà gradualità e successive verifiche. L'obiettivo, ha spiegato, è creare le condizioni per una collaborazione più efficace tra Azienda sanitaria, enti locali e mondo della cooperazione, valorizzando le opportunità offerte dall'autonomia provinciale.
Terminata la fase di dibattito è successo però il patatrac. Una volta constatato l'assenza della consigliera di maggioranza Eleonora Angeli, hanno deciso di abbandonare l'aula dimostrando in questo modo come il centrodestra, in quel momento, non avesse i numeri in commissione.
L'abbandono dei lavori da parte dei tre consiglieri di minoranza ha provocato la reazione di Stefania Segnana (Lega), che ha chiesto di mettere a verbale come la decisione sia arrivata dopo le risposte fornite alle osservazioni e la presentazione di emendamenti che recepivano anche le indicazioni del Consiglio delle autonomie locali. Critico anche l'assessore Tonina, che ha parlato di un modo non corretto di condurre il confronto istituzionale.
“Oggi in quarta commissione la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale su un tema di interesse strategico per la qualità dei servizi sociosanitari di cui ci sarà sempre più bisogno” hanno rimarcato i consiglieri di minoranza Chiara Maule, Paolo Zanella e Francesca Parolari.
“L’argomento – spiegano - è complesso, il disegno di legge presentato dall’assessore Tonina ha raccolto critiche dal Cal dal mondo della Federazione e del terzo settore che sono le stesse sollevate anche dalla minoranza: in primis il rischio della sanitarizzazione del sociale. Quindi la proposta legislativa avrebbe meritato di per sé maggior tempo per un approfondimento e un ripensamento complessivo dell’assetto a garanzia della reale compartecipazione dei due ambiti, sociale e sanitario. Davanti a queste criticità, affrontate solo parzialmente dagli emendamenti proposti oggi dell’assessore, la minoranza ha sempre dimostrato serietà nell’analisi, nell’ascolto e nella disponibilità a fare la propria parte per costruire una legge innovativa agendo con gli strumenti che l’Autonomia ci riconosce”.
Una serietà, spiegano i commissari di minoranza che “oggi non l’abbiamo vista da parte di questa maggioranza che non ha saputo nemmeno presidiare il numero legale, compito di cui non deve, certo, farsi carico la minoranza. Speriamo che da qui alla prossima convocazione l’assessore Tonina rifletta sulla necessità che una riforma di questo tipo richieda tempi di elaborazione più adeguati”.














