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Trento
24 settembre | 17:39

Sospensione delle relazioni sindacali, l'Asuit: "Ci sono elementi concreti dell'impegno nel attuare il nuovo contratto". La controreplica: "Basta rovesciare le responsabilità"

L'intervento di Asuit dopo la dura presa di posizione dei sindacati: "Auspichiamo nella ripresa del dialogo con l’obiettivo condiviso di completare il lavoro avviato e giungere a soluzioni equilibrate e pienamente applicabili nell’interesse dei lavoratori e del buon funzionamento dei servizi". Le parti sociali: "La sospensione non è la causa ma la conseguenza. Chiediamo al presidente Fugatti di intervenire affinché ci siano interlocutori capaci di ricostruire un sistema di relazioni sindacali serio, rispettoso e concreto"

Sospensione delle relazioni sindacali, l'Asuit: "Ci sono elementi concreti dell'impegno nel attuare il nuovo contratto"

TRENTO. "Auspichiamo che il dialogo possa riprendere quanto prima con l’obiettivo condiviso di completare il lavoro avviato e giungere a soluzioni equilibrate e pienamente applicabili nell’interesse dei lavoratori e del buon funzionamento dei servizi". A intervenire è l'Asuit dopo la dura presa di posizione dei sindacati. "Ci sono elementi concreti che testimoniano l'impegno dell'Azienda sanitaria nel dare attuazione al nuovo contratto provinciale attraverso il confronto". A strettissimo giro arriva la replica: "La sospensione non è la causa ma la conseguenza. Chiediamo al presidente Fugatti di intervenire affinché ci siano interlocutori capaci di ricostruire un sistema di relazioni sindacali serio, rispettoso e concretamente orientato alla soluzione dei problemi".

 

Le funzioni pubbliche di Cgil, Cisl, Uil, Fenalt e Nursing up hanno parlato chiaramente di rottura delle relazioni per l'assenza di risposte. La decisione è stata di sospendere anche la presenza in Apran (Qui articolo).

 

Così Asuit replica e "ritiene importante richiamare il percorso svolto nei mesi successivi alla sottoscrizione del contratto provinciale del 31 marzo scorso. Fin da subito si è proceduto al riconoscimento al personale dei significativi aumenti previsti dal nuovo contratto, per quanto riguarda le voci stipendiali continuative ma anche per le numerose indennità connesse a specifici settori di attività. Nell’arco di pochi mesi il sistema è entrato a regime e sono stati corrisposti gli arretrati, nei casi in cui erano dovuti".

 

Parallelamente, la contrattazione decentrata, aggiunge l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, è stata avviata già il 10 aprile, a dieci giorni dalla sottoscrizione del contratto di primo livello, e quindi è proseguita con l’apertura di un Tavolo tecnico dedicato al nuovo regime del “part time” e con le successive riunioni del 15 e 25 maggio, del 12 e 25 giugno e del 10 luglio.

 

"Proprio il 10 luglio è stato definitivamente sottoscritto il nuovo contratto decentrato sul part time, che ha dato applicazione alle nuove disposizioni previste dal Contratto collettivo provinciale di lavoro (Ccpl) del 31 marzo. E' inoltre concluso e pronto per la sottoscrizione l’accordo decentrato relativo alle indennità destinate ai nuovi lavoratori (infermieri e tecnici sanitari) che inizieranno a prestare servizio a Tione, Cavalese e alla Casa circondariale. Per queste misure il Ccpl ha destinato risorse pari a un milione e mezzo di euro all’anno. La firma dell’accordo era prevista per il 4 settembre, ma non è stato possibile procedere a seguito della sospensione delle trattative decisa dalle organizzazioni sindacali".

 

Nelle giornate del 4 e del 18 settembre era inoltre programmata la prosecuzione del confronto sull’articolato predisposto da Asuit, già oggetto di discussione e "in parte condiviso nei suoi elementi sostanziali, che contiene importanti disposizioni attuative del Ccpl del 31 marzo. Tra queste una disciplina puntuale dell’orario di lavoro; la regolamentazione dei tempi dedicati al cambio delle consegne e alla vestizione-svestizione del personale, con il riconoscimento anche di un milione di euro di arretrati previsti dal contratto provinciale; le modalità di fruizione delle due giornate di ferie aggiuntive per il personale con più di 60 anni; e le disposizioni finalizzate a favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro".

 

La sospensione delle relazioni sindacali è solo l'ultimo capitolo di un periodo particolarmente teso nella sanità trentina. Mesi di caos informatico, rallentamenti e difficoltà che hanno portato a svariate prese di posizione per chiedere un'assunzione di responsabilità (Qui articolo), così come a una continua sollecitazione a piazza Dante di aprire un tavolo di confronto (Qui articolo) hanno portato a questa scelta. L'incontro che è stato convocato nei giorni scorsi ha lasciato le parti sociali più che deluse, tanto da arrivare a questo punto: "Nessuna risposta, la sanità resta in bilico. Surreale: ci dicono che abbiamo ragione ma non si fa niente" (Qui articolo).

 

L'Azienda sanitaria spera che ci siano margini per riprendere il prima possibile il dialogo. "Alla luce del percorso compiuto e dei numerosi temi già affrontati o giunti a uno stadio avanzato di definizione, riteniamo che ci siano elementi concreti che testimoniano l’impegno dell’Azienda nel dare attuazione al nuovo contratto provinciale attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali".

 

La controreplica dei sindacati è dura. "Non possiamo accettare il tentativo di attribuire alle organizzazioni sindacali la responsabilità di questioni e ritardi che vengono da lontano. L'Asuit sostiene che la sospensione abbia impedito di proseguire alcuni confronti. Allora poniamo una domanda molto semplice: cosa avremmo bloccato? Abbiamo bloccato noi l’applicazione delle due giornate di ferie aggiuntive per il personale over 60, previste dagli accordi sottoscritti a gennaio e ancora in attesa di concreta applicazione? Abbiamo bloccato noi una rapida discussione sulle risorse giacenti, quando attendiamo ancora i dati necessari per conoscere con esattezza quante risorse siano disponibili e poter discutere della loro destinazione al personale? E' la stessa Asuit a scrivere che a settembre si stava ancora discutendo delle modalità di fruizione di queste giornate".

 

Ancora: "Abbiamo bloccato noi sistemi informatici difettosi, acquistati con i soldi dei cittadini, che invece di semplificare il lavoro hanno creato ulteriori difficoltà? Abbiamo bloccato noi ferie e congedi durante l’estate per garantire i servizi? Sono stati i lavoratori, ancora una volta, a sostenere il peso delle difficoltà organizzative e della carenza di personale pur di garantire la continuità dei servizi ai cittadini", commentano Alberto Bellini (Cgil Fp), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), Giuseppe Varagone (Uil Fpl), Cesare Hoffer (Nursing up) e Paolo Panebianco (Fenalt). "Abbiamo bloccato noi le assunzioni necessarie a garantire organici adeguati? La carenza di personale non può diventare una condizione permanente e soprattutto non può tradursi nella compressione di ferie, congedi e diritti di chi è già in servizio. Abbiamo bloccato noi il riconoscimento del tempo per il cambio della divisa sui due turni? Su questa materia siamo dovuti arrivare perfino in Tribunale per vedere riconosciute le ragioni dei lavoratori".

 

Le organizzazioni sindacali ribattono punto su punto. "Oggi la stessa Asuit indica ancora la regolamentazione dei tempi di vestizione e svestizione tra le questioni oggetto di confronto. Abbiamo bloccato noi il part-time? No, contestiamo un’applicazione che riteniamo lesiva e difforme rispetto a quanto sottoscritto. Se un accordo viene firmato, deve essere applicato correttamente, non reinterpretato successivamente. Abbiamo bloccato noi un sistema di relazioni sindacali che troppo spesso non risponde nemmeno alle lettere e alle richieste formali delle organizzazioni sindacali? Abbiamo deciso noi la raffica di procedimenti disciplinari sulla questione dei buoni pasto, invece di affrontare e risolvere alla radice il problema?".

 

La rivendicazione è netta. "La sospensione delle relazioni sindacali non nasce dal nulla. Arriva dopo mesi di problemi applicativi, mancate risposte, ritardi e contestazioni sul rispetto degli accordi sottoscritti. Per questo consideriamo inaccettabile il tentativo di rovesciare le responsabilità. Asuit auspica la ripresa del dialogo? Anche noi vogliamo il confronto. Ma un confronto vero, nel quale gli accordi si rispettano, i dati vengono consegnati, alle lettere si risponde e i problemi dei lavoratori vengono affrontati e risolti. A questo punto chiediamo al presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, di intervenire affinché ci siano interlocutori capaci di ricostruire un sistema di relazioni sindacali serio, rispettoso e concretamente orientato alla soluzione dei problemi. Non chiediamo privilegi. Chiediamo rispetto degli accordi, trasparenza sulle risorse, organici adeguati e rispetto dei diritti. E soprattutto chiediamo rispetto per quei lavoratori che, anche quando ferie e congedi diventano difficili da garantire e gli organici sono insufficienti, continuano ogni giorno a tenere in piedi i servizi ai cittadini", concludono Bellini, Pallanch, Varagone, Hoffer e Panebianco.

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