Tolto il braccialetto elettronico, Carlo Vettori torna in consiglio. Verdi e Sinistra indossano un fiocco rosso per protesta: "Giuridicamente permesso, ma eticamente discutibile"
"Sono fiducioso che la mia posizione verrà chiarita", dichiara Vettori entrando in aula

BOLZANO. Tolto il braccialetto elettronico, Carlo Vettori torna a sedersi tra i banchi del consiglio comunale. Autosospesosi dal suo partito, Fratelli D'Italia, rientra come consigliere e non più come presidente dell'aula, ruolo dal quale si è dimesso dopo la denuncia per maltrattamenti in famiglia.
Era fine ottobre, infatti quando Vettori è stato denunciato dalla moglie dopo una lite domestica. L’attivazione del protocollo “codice rosso” in seguito a una denuncia di violenza fisica ha portato all'allontanamento d'urgenza di Vettori dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento e comunicazione con i congiunti.
E' lo stesso Vettori, che ha sempre respinto le accuse, a dichiarare che la vicenda è alle battute finali e che presto tutto verrà chiarito. Poche le sue parole al momento dell'ingresso in consiglio: “Posso solo dire che ho deciso di tornare per rispetto per gli elettori – dichiara – il procedimento che mi riguarda non ha nulla a che fare con la politica. Sono sicuro che presto verrà appurato quanto accaduto e che la verità verrà presto ristabilita. Ho grande rispetto per la magistratura e sono fiducioso che verrà chiarita la mia posizione”, conclude.
“Poteva aspettare che la vicenda fosse effettivamente conclusa – dichiarano Cornelia Brugger (Verdi) e Luca Di Biasio (Sinistra die Linke) che, insieme ad altri membri dell'opposizionne, si sono presentati in consiglio con un fiocco rosso sulla giacca come segno di protesta.
“Giuridicamente è stato possibile il suo ritorno, ma eticamente non è stata una scelta giusta, a parere nostro. Il simbolo che portiamo oggi sulla giacca vuole porre l'attenzione sul tema della violenza sulle donne in ogni sua forma. Lo portiamo come forma di protesta per il ritorno di Vettori in consiglio, ma vuole anche porre l'accento sulla annosa questione del “Ddl stupro”, dichiarano Brugger e Di Biasio.
Il ddl, mira a modificare l'art. 609-bis del Codice Penale, sostituendo il concetto di "consenso libero e attuale" con quello di "volontà contraria" o dissenso. Una riforma ha generato polemiche e proteste perché, secondo i critici, rende più difficile provare la violenza sessuale rispetto al modello "senza consenso è stupro".
Le opposizioni decidono quindi, dichiaratamente, di ignorare il “caso Vettori”, per ora, e di protestare silenziosamente con il fiocco rosso.












