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Anche Lorenzo Dellai alla riunione degli ex democristiani convocata a Napoli da Ciriaco De Mita

L'ex governatore: "Mi hanno invitato e ci vado volentieri. Il popolarismo, con il maggioritario, si è di fatto diluito o nel Pd o in Forza Italia. Col proporzionale tutto si rimette in gioco".Dellai è contrario al proporzionale puro: "Chi lo vuole non può ora  pretendere che si ragioni con una logica maggioritaria"

Di Donatello Baldo - 06 June 2017 - 12:59

TRENTO. Torna la legge elettorale proporzionale e la diaspora democristiana cerca gli spazi per riorganizzarsi. Ci prova Stefano Parisi, ex candidato sindaco di Milano per il centrodestra, a unire un po' di ex dc, ma nelle ultime ore è un pezzo grosso della Prima Repubblica che propone la rimpatriata del naufraghi della Balena Bianca per valutare il 'Che fare': si tratta di Ciriaco De Mita in persona, a un passo dai 90 anni ma ancora capace di vedere lungo.

 

L'ex segretario della Dc, l'ex presidente del Consiglio, l'ex ministro per il Mezzogiorno e ora sindaco di Nusco, il Comune di 4 mila abitanti della provincia di Avellino, ha convocato a Napoli per il prossimo 9 giugno un'iniziativa alla quale ha invitato gli 'amici', i movimenti, ma anche i singoli parlamentari che hanno nel popolarismo la comune cifra culturale, al di là delle attuali collocazioni politiche.

 

Tra questi l'ex governatore trentino Lorenzo Dellai, deputato e presidente del gruppo parlamentare Democrazia Solidale: “"D'altra parte – afferma Dellai - chi vuole una legge proporzionale pura (il mio gruppo non la vota) non può pretendere che si ragioni con una logica maggioritaria. Sarebbe una contraddizione in termini. Dunque, se nel maggioritario si deve lavorare nella logica delle coalizioni o del partito-unico in caso di sistemi di bipartitismo, nel proporzionale ogni partito e ogni cultura politica fanno una corsa a sé”.

 

"Di fronte alla liquefazione dell'equilibrio politico, abbiamo l'obbligo e il dovere di tornare alle nostre radici", dice De Mita. E Dellai condivide in pieno: “Il popolarismo, con il maggioritario, si è di fatto diluito o nel Pd o in Forza Italia. E i valori popolari e cattolico democratici sono diventati quasi oggetto di testimonianza personale più che azione collettiva. Col proporzionale tutto si rimette in gioco”.

 

A Napoli, nella cornice di palazzo Caracciolo, si incontreranno in tanti, Lorenzo Cesa, Bruno Tabacci, Raffaele Fitto, Stefano Parisi, Angelino Alfano ma anche democristiani della prima ora come Paolo Cirino Pomicino e Clemente Mastella. Si discuterà di popolarismo.

 

Senza nostalgie ridicole ma anche senza rinunce", dice Dellai. "Per questo mi pare giusto accogliere l'invito del presidente De Mita. Non c'è nessun fine diverso da quello di ragionare sui nuovi scenari. Liberamente”.

 

Ma non sembra che l'ex governatore si aspetti chissà che cosa dal punto di vista elettorale. Alla domanda se c'è l'intenzione di costruire qualcosa in vista delle elezioni risponde così: “Ma va, mi hanno invitato a parlare di popolarismo e ci vado volentieri. Mi hanno invitato e credo sia giusto andarci – spiega - dirò la mia opinione, ma non c'è nulla in più”.

 

Tra chi vuole rimettere insieme la Balena Bianca c'è anche l'ex senatore trentino Ivo Tarolli. Ma lui De Mita non l'ha invitato. “So di questa riunione ma sono in ferie – spiega – e io sono concentrato sulla costruzione di un soggetto politico nuovo con Stefano Parisi. Forse la presentazione ufficiale sarà il 22 giugno, ma vi terremo informati”. (La prima convocazione a cui era annunciato Stefano Parisi è saltata, ndr).

 

“Un movimento, per ora – dice l'ex senatore – poi vedremo se diventerà un partito, perché per fare la DC nel '45 ci sono voluti vent'anni, per fare il Partito Popolare nel 1919 ci sono volti tanti anni anche lì. Ora si gettano le basi per un ressemblement, con il coinvolgimento di movimenti cattolici, vescovi e cardinali”.

 

In vista delle elezioni che tutti ormai ipotizzano in autunno, ci si dà da fare. Finita l'era del maggioritario che obbligava a una ripartizione polarizzata degli schieramenti di torna al proporzionale. Si torna ai partiti che concorrono alle elezioni per poi pesare sulla scelta del governo che verrà. Si torna anche alla Dc. Insomma, con tutto il rispetto per il glorioso passato che fu, si torna indietro

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