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"Chiudere piazza Dante", dice il Questore. Ma la politica è divisa e il sindaco un po' si arrabbia: "Ne parliamo nelle sedi opportune"

Critici con il sindaco 5Stelle e Forza Italia, con Zanetti che dice: "Era una nostra idea bocciata però dalla maggioranza". Critici con ilo Questore Sinistra Italiana e Patt che con Pattini che afferma: "Non è questa la soluzione, ci vuole il Daspo urbano"

Di Donatello Baldo - 27 giugno 2017 - 19:29

TRENTO. Torna di nuovo nel dibattito politico su piazza Dante la proposta della recinzione. Il primo a proporla ormai tanti anni fa fu Vittorio Bridi della Lega Nord, poi non se ne fece nulla. Nei mesi scorsi ci provò Cristian Zanetti di Forza Italia, se ne discusse in Commissione ma poi l'Aula del Consiglio comunale decise che il parco cittadino tra il palazzo della Regione e la stazione dei treni deve rimanere aperto.

 

Ieri, però, arrabbiato per la condanna alla tonca sentenziata da Mario Cagol per la cattiva gestione dell'ordine pubblico di piazza Dante, il questore D'Ambrosio ha detto questo: “Noi come forze di polizia stiamo facendo il massimo, qualcun'altro deve fare la sua parte”. E ha buttato lì una frase: “Si era parlato di chiudere il parco con una recinzione, poi non se n'è fatto più nulla. Questa soluzione è stata adottata in altre città, potrebbe essere efficace”.

 

Parole dirette al sindaco Andreatta che ha preso la palla al balzo dicendo questo: “Oggi telefonerò al Commissario del Governo per chiedergli di voler affrontare questo tema all'interno del Comitato per l'ordine e la sicurezza. Dobbiamo capire se questa è una proposta tecnica o una proposta politica”. E queste ultime parole, dette da un sindaco che della pacatezza ha fatto la sua bandiera, suonano come stizzite.

 

E il sindaco, per togliere ogni dubbio, si spiega meglio: “Il tema della chiusura è stato affrontato più volte e valutato dal Consiglio comunale della città. Ora il questore avanza ufficialmente una riflessione – osserva Andreatta - e c'è da capire se ritenga che il solo personale delle Forze dell'ordine non riesca da solo a garantire la sicurezza, quindi avanzando una proposta tecnica, o se la proposta sia di tipo politico, rivolta al sindaco, al Consiglio comunale”.

 

Ma non aggiungo altro, queste temi devono essere affrontati e discussi nelle sedi preposte – chiude subito Andreatta – voglio ascoltare le sue parole per capire cosa dirà a me e agli altri membri del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica di cui non fa parte solo la Questura ma anche Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale”. 

 

Tecnica o politica che sia, la proposta del questore ha messo in subbuglio la politica. Jacopo Zannini, consigliere circoscrizionale ed esponente di Sinistra Italiana dirama subito un comunicato: “Leggo che oggi c'è chi ripropone per l' ennesima volta di recintare Piazza Dante. Io rimango contrario – afferma Zannini - perché ingabbiare il sommo poeta sarebbe un modo per darla vinta agli spacciatori vari che imperversano".

 

"Credo invece che piazza Dante andrebbe 'occupata' h24 - propone Zannini - non solo con un posto di polizia permanente, all'oggi inevitabile, ma anche da associazioni e realtà del territorio di diverse estrazione, per costruire un presidio sociale solido e forte che faccia comunità”.

 

E fa una proposta: “Si lanci un tavolo allargato per riprenderci piazza Dante che coinvolga realtà pubbliche e private – conclude - perché è necessario togliere spazio agli imprenditori della droga che però, fa bene ricordarlo, a Trento non vivono solo in Piazza Dante”. Una posizione diametralmente opposta a Zanetti di Forza Italia che torna alla carica con la sua idea, bocciata dal Consiglio ma, a quanto sembra, 'benedetta' dal questore.

 

Un plauso al Questore – afferma il consigliere - che non fa altro che avallare quanto già richiesto da noi con una mozione presentata in nel 2015”. Una proposta che chiedeva esattamente questo: “La realizzazione di una elegante cancellata lungo tutto il perimetro di Piazza Dante e la chiusura del parco durante le ore notturne, al fine di ridurre  gli episodi di criminalità e di degrado che oggi colpiscono la zona, migliorando così la sicurezza e la fruibilità del parco da parte dei cittadini”.

 

La proposta, inizialmente tacciata come propaganda demagogica – ricorda Zanetti – non ha però ottenuto l’approvazione in Consiglio comunale. Ma ora, a distanza di tempo e in totale assenza di qualsiasi tipo di azione concreta da parte del Sindaco e della Giunta, la situazione è degenerata e chi si affaccia a Piazza Dante trova una zona off-limits, dove la gente comune non ha il coraggio nemmeno di transitare all’interno dell’area”.

 

Ma intervengono anche i 5 Stelle, attraverso il consigliere comunale Andrea Maschio: “Dunque il Questore è a favore della recinzione perché favorirebbe i controlli? - si chiede Maschio - ma allora il sindaco quanto si fece il Consiglio straordinario per decidere della recinzione si confrontò con il Questore? Qualcosa non quadra o qualcosa non tonda!”, afferma ironico.

 

“Sì – dice - meglio riderci sopra perché viene detto tutto ed il contrario di tutto ogni due mesi. Sono senza parole. La politica (o almeno una parte di essa: PD, PATT e Cantiere) dice no e le Forze dell'ordine dicono sì. Questa – conclude - è la politica del non vedo, non sento e non parlo. Torno a ripete che a questo punto la Giunta si dovrebbe dimettere per manifesta incapacità di gestire la questione della sicurezza”.

 

Difficile però che la maggioranza del Consiglio comunale accetti la proposta del questore e ritorni sui suoi passi. Non solo il Pd, ma nemmeno il Patt, che sulla sicurezza ha spesso spronato il sindaco a una maggiore incisività sembra intenzionato a raccogliere il suggerimento del capo della Questura. Questa proposta l'abbiamo già discussa e l'abbiamo bocciata – spiega Alberto Pattini - non è questa la soluzione per il problema sicurezza, non è che adesso arriva il questore e cambiamo idea”.

 

Pattini vorrebbe l'applicazione immediata del decreto Minniti, quello che prevede i Daspo urbani, “quello che tanti Comuni italiani hanno già applicato”, osserva il consigliere del Patt. “Il problema della sicurezza non si risolve con la chiusura di una piazza, l'abbiamo già deciso – conclude – dobbiamo invece dotarci degli strumenti amministrativi per allontanare dal territorio le persone che non rispettano le regole e che si comportano in modo incivile e violento”.

 

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