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Dopo lo scontro al Prati ecco la reazione della politica, Rossi: "Brutto episodio". Schmid: "Se hanno gridato 'via i fascisti' non hanno sbagliato"

La Rete trentina contro i fascismi annuncia per domani mattina un presidio davanti al Liceo Prati. Presa di posizione anche della presidente del Consiglio di Trento Lucia Coppola e Franco Ianeselli della Cgil

Pubblicato il - 15 novembre 2016 - 18:14

TRENTO. La politica prende posizione e i movimenti antifascisti si mobilitano. Domani mattina alle sette e mezza, davanti al liceo teatro della violenza di oggi, la Rete contro i fascismi annuncia un presidio: "Questo episodio non può cadere nel silenzio e bisogna agire affinché non ne succedano più di simili". Qui il comunicato integrale.

 

Ma vediamo quali sono anche le prese di posizione delle istituzioni e della società civile. “Un brutto episodio, anche perché avvenuto davanti ad una scuola, che ci riporta a contrapposizioni ideologiche che dobbiamo assolutamente stigmatizzare”. Così il presidente della Provincia Ugo Rossi commenta quanto avvenuto questa mattina all'ingresso del Liceo Prati di Trento

“Al di là delle responsabilità, che saranno chiarite dalle forze di polizia, esprimo, a nome dell’istituzione che rappresento – dichiara Rossi in una nota – la più ferma condanna per quanto accaduto. Spiace constatare che proprio i più giovani ricorrano alla violenza per affermare le proprie ragioni. Un metodo che non ha mai portato nulla di buono come la storia ci insegna. La ricerca del dialogo ed il rispetto devono sempre prevalere - ha aggiunto Rossi - se vogliamo costruire un futuro positivo per la nostra comunità”

 

La presidente del Consiglio comunale Lucia Coppola condanna della violenza: "Soprattutto questa violenza politica esercitata su ragazzi minorenni e su studenti delle scuole superiori della nostra città. E' assolutamente deprecabile - afferma - che si vada davanti alle scuole con questo spirito. Tutti hanno il diritto di manifestare le proprie idee ma le differenze ideologiche e politiche non devono mai assolutamente trasformarsi in contrapposizione violenta

 

La presidente esprime la sua preoccupazione: "Spero che quanto avvenuto non prefiguri recrudescenze e strascichi di natura vetero fascista che non devono trovare espressione nella nostra città". Esprime la sua solidarietà agli studenti che hanno riportato conseguenze e ammonisce affermando: "Che non abbiamo più a ripetersi fatti come questo".  

 

"Non conosco la dinamica che ha portato allo scontro di questa mattina al Prati - afferma Sandro Schmid, presidente dell'Anpi del Trentino - su questo indagheranno le Forze dell'ordine. Ma se gli studenti hanno gridato 'non vogliamo i fascisti' non hanno sbagliato, considerato che Blocco Studentesco è un braccio di Casa Pound che si è persino audefinita 'fascisti del terzo millennio'".

"Quello che va deplorato è comunque il ricorso alla violenza - afferma Schmid - da qualsiasi parte provenga, perché il rischio è che si metta in moto una spirale dagli effetti imprevedibili. A prescindere da questo episodio - continua la nota - quello che va deplorato è che, nonostante la nostra Costituzione nata dalla Resistenza e che condanna ogni ricostituzione e manifestazione del fascismo, stiano proliferando organizzazioni che si richiamano a questa ideologia che dovrebbe essere ripudiata in ogni Paese democratico".

 

"Una ragione in più - conclude il presidente dell'Anpi - perché nelle scuole venga fatta conoscere la storia e la Memoria di quel tragico periodo trasmettendo i valori di libertà, democrazia, solidarietà e giustizia sociale come momento di consapevolezza e di impegno democratico delle nuove generazioni per dire mai più al fascismo".

 

Per Franco Ianeselli della Cgil l'episodio di questa mattina "è un fatto molto grave proprio perché coinvolge una comunità scolastica dove i ragazzi devono potersi avvicinare alla politica senza essere vittime di violenza politica". Per il segretario della Camera del lavoro "la città deve forse interrogarsi su un protagonismo che coinvolge esponenti riconducibile alla destra radicale".  

 

Per Ianeselli "il fatto che negli ultimi episodi di violenza siano sempre coinvolte realtà politiche legate a Casa Pound deve farci riflettere e non è possibile liquidare queste espressioni con una semplice alzata di spalle". 

 

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