Gardolo, i Cinque Stelle si dividono: uno "abbocca" alla Lega l'altro resta neutrale ma alla fine la presidente è Mosna
Uno dei due pentastellati, Paoletto, in consiglio circoscrizionale ha fatto spallucce fino alla fine ad ogni ipotetico posizionamento di campo. L’altro, Conotter, ha invece votato per il candidato presidente del centrodestra Caravello, ex transfuga Patt. Per la nuova presidente Pd la sfida si annuncia in salita

TRENTO. Antonella Mosna, neo presidente della Circoscrizione di Gardolo, inizia il suo mandato pedalando. Qualche grammo in più di salute. Ma, volendo, anche una metafora. Ieri, di buon mattino, era in sella alla bici per l’eco gita al biotopo del Pont dei Vodi assieme ai ragazzi delle scuole medie Pedrolli. Fin troppo scontato buttare lì un malevolo “l’hai voluta la bicicletta?”: immaginando, senza nemmeno troppa immaginazione, che di qui in avanti alla Mosna non aspetterà certo l’agilità – per altro anch’essa perigliosa - di una discesa.
La sua elezione, infatti, ha scongiurato una virata a destra della Circoscrizione più grande di Trento. Virata che avrebbe avuto peso oltre Gardolo. Ma la sua maggioranza – il centrosinistra che di sinistra ha poco e di centro non si sa – è risicatissima. Che più non si può. Sette sono i consiglieri di Pd e di un Cantiere di fede dellaiana. Sei sono, invece, gli oppositori di una destra che è ventriloqua della Lega comunale. Lega che garantisce il tutoraggio costante anche a chi leghista non è. Poi ci sono i due Cinque Stelle: aghi di una bilancia che misura poco o nulla in termini di concretezza. Fino a qualche giorno fa i due pentastellati erano entrambi equidistanti. Da tutti i contendenti. Il loro verbo? Curioso. “Fate voi. Ma se ci volete, fate come diciamo noi. Il nostro programma è prendere o lasciare. Per intero. Sennò, nisba”.
Ma al momento della scelta, al momento di dare a Gardolo una nuova presidenza dopo le dimissioni scansa sfiducia di Ottavio Campestrini, anche i Five Stars hanno smarrito in un batti baleno la loro solitaria, granitica, beata e improduttiva “purezza politica”. Uno dei due pentastellati, Paoletto, ha fatto spallucce fino alla fine ad ogni ipotetico posizionamento di campo. L’altro, Conotter, ha invece votato per il candidato presidente del centrodestra. Ha votato sempre Caravello, il transfuga Patt che aveva lasciato il centrosinistra fin dall’avvio di legislatura. Il centrodestra lo avrebbe ricompensato – e la Lega “diretto” - se gli fosse riuscito il “colpo” della conquista della Circoscrizione. La neo presidente Mosna deve la sua elezione – un ballottaggio in terza votazione – al solo fatto che nelle urne ricevette più preferenze di Caravello. Regolamento docet. Per il centrosinistra “è andata”.
Ma tornando alla pedalata di cui all’inizio, la presidente dovrà sudarsela. Se in aula dovesse riproporsi il sette a sette delle votazioni sarebbe un calvario. Paralizzante. Ma questo si vedrà. Con i Cinque Stelle può succedere anche il contrario.
La Mosna, per ora, ringrazia della fiducia. Si dice “carica”. Promette apertura, confronto e coinvolgimento di tutti - quindi anche della minoranza – nell’affrontare i problemi di Gardolo. A dire il vero Antonella Mosna è pure fortunata. La dinamica della sua elezione, la spaccatura tra i due Cinque Stelle, ha spostato di botto l’attenzione dalle magagne di un centrosinistra che a Gardolo non è fin qui sembrato brillare né per “visione” né per progetti. Magagne, per altro, anche dentro un Pd che sulla designazione di Mosna alla presidenza ha dovuto penare nello smussare personalismi e ambizioni.
Tuttavia il tema, il divertimento – il giorno dopo l’elezione di Antonella Mosna - è diventato lo scontro tra Cinque Stelle e Lega. Gli uni e gli altri – affidandosi a “giganti” dell’elaborazione politica quali il leghista Moranduzzo e il pentastellato Maschio – si accusano adesso di reciproco tradimento. La Lega vagheggiava l’idea di scalzare il centrosinistra della guida della Circoscrizione adottando per intero il programma dei 5 Stelle, tanto che le dichiarazioni programmatiche di Caravello sono apparse come un copia incolla. Uno dei due pentastellati ha abboccato. L’altro ha consumato l’intera carica della batteria del cellulare per “consultazioni” in diretta con chissà chi. Eterodiretto, Paoletto è rimasto neutrale. E il centrosinistra ha potuto brindare allo scampato pericolo. Almeno fino alla prossima votazione.
La battaglia dei giganti – i due comunicati contrapposti – potrebbe essere il canovaccio di uno sketch comico con un certo successo. Moranduzzo tuona sull’inaffidabilità dei 5 Stelle e attacca Paoletto per la sua assenza d’autonomia dai big del movimento (Fraccaro e boh) in sfregio di una non identificata “base trentina” dei 5 Stelle che a suoi dire aveva dato via libera al “patto” di centrodestra per Gardolo. Maschio ha ovviamente una reazione “maschia”: “solo all’ultimo giorno la destra ha firmato il nostro programma una volta capito che non c’erano alternative ma con il vincolo di non farlo arrivare alla stampa”. Traduzione: insieme sì, ma che non si sappia per fare cosa e soprattutto senza santificare inedite alleanze politiche. Ma l’esplosione di comicità involontaria nella nota di Maschio sta nel fondo: “A dire il vero la maggioranza che si sarebbe costruita non sarebbe stata diversa da quella attualmente in essere nel nostro Comune: divisa, eterogenea a scombinata”. Come inizio di un nuovo percorso non c’è male.
Ma il nuovo percorso, seppur dai presupposti confusi, non è partito. E ad oggi non è dato sapere se il rilancio di quello vecchio – il percorso del centrosinistra pur con una nuova presidenza della Circoscrizione – troverà una navigazione meno tormentata del recente passato. Antonella Mosna dice di aspettarsi da parte di tutto il consiglio – nel rispetto delle differenze – maggior collaborazione. Lei la garantirà – spiega – con il massimo coinvolgimento di tutti per “il bene di Gardolo”. Un esempio di “metodo - nel suo programma – dovrebbe essere un gruppo di lavoro consigliare per condividere le proposte di maggioranza e opposizione sul tema della sicurezza e del decoro del sobborgo.
Sulla carta la disponibilità non fa una grinza. Ma se davvero si entrerà nel merito di questi e altri argomenti – sicurezza, cultura, urbanistica – sarà dura trovare la quadra tra valori opposti. Ed è dai valori che derivano le proposte. Valori e idee, magari un po’ di coraggio che non guasta, per convincere il Comune che Gardolo merita un surplus di attenzione e di investimento rispetto al resto della città per la sua ampiezza, le sue fratture urbanistiche, la sua dimensione anagrafica e sociale con il più alto tasso di immigrazione della città. Sono questioni antiche. Sono irrisolte – e resteranno irrisolte – se la Circoscrizione non imparerà a fare la voce grossa verso il sindaco e gli assessori di riferimento della maggioranza. La vera salita che sta di fronte alla Mosna sui pedali è questa. Il resto conta poco.












