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Oggi si elegge il presidente del Consiglio provinciale. Cia o Kaswalder? Dipende dall'unità delle minoranze

Se l'opposizione rimarrà compatta l'autonomista dovrà fare un passo indietro in favore dell'esponente di Agire. C'è però la possibilità che 5 Stelle e Upt corrano in soccorso alla maggioranza

Di Donatello Baldo - 27 novembre 2018 - 05:01

TRENTO. Sarà Walter Kaswalder o Claudio Cia? Chi salirà sul seggio più alto del Consiglio provinciale? Oggi si vota per la terza volta la presidenza dell'Assemblea legislativa e se le minoranze saranno compatte come nella scorsa settimana il nome dell'autonomista sarà bruciato e l'esponente di Agire per il Trentino si ritrova presidente del Consiglio provinciale senza nemmeno aver chiesto la poltrona.

 

Poltrona ambita e spassionatamente desiderata da Kaswalder che se non ci si siederà sopra ne farà una malattia, questo è dato da tutti per scontato. L'accordo iniziale era di assicurarsi la presidenza dell'Assemblea regionale ma poi è stato attratto da quella del Trentino. Una ricompensa per non aver avuto un posto in giunta, il contentino per la lealtà dimostrata fin da subito, per il salto nel centrodestra dopo metà legislatura nel Patt a sostegno di Ugo Rossi. 

 

Ma è proprio Rossi che non lo vuole alla presidenza. Non lo vuole a Trento, perché sembrava intenzionato a permettergli di guidare il Consiglio regionale. "Votate lui, anche noi siamo disposti a sostenerlo - sembra abbia detto l'ex governatore a quelli della Lega alla vigilia della votazione per le cariche in Regione - lasciate Paccher per il consiglio provinciale". Ma invece niente, Kaswalder ha messo gli occhi sulla poltrona che è stata di Bruno Dorigatti. 

 

Poteva diventare presidente del Consiglio regionale, ma sarebbe stato tale solo per metà dei 5 anni di legislatura. No, lui vuole la presidenza del Consiglio. Chi troppo vuole nulla stringe e rischia di rimanere con un pugno di mosche in mano. Un'ulteriore bocciatura sarebbe insostenibile e l'indicazione andrebbe sull'altro escluso dalla giunta, un altro rappresentante dei piccoli partiti, Claudio Cia.

 

Questo, se la minoranza rimane unita e assieme esce dall'emiciclo al momento del voto. Servono i 2/3 dell'assemblea per eleggere le cariche istituzionali, 24 voti, mentre la maggioranza ne ha solo 21, più Lucia Coppola obbligata a garantire la presenza dato che presiede provvisoriamente la seduta. Insomma, a conti fatti, considerata la presenza di tutta la maggioranza, servono altri tre voti. Non due, perché Lucia Coppola dopo l'elezione del presidente lascerebbe l'assemblea e i vice chi li vota? Si sarebbe punto e a capo. 

 

Chi sono i tre che potrebbero fare da stampella? I due dei 5 Stelle e l'esponente dell'Upt. Ma perché dovrebbero 'tradire' l'unità delle opposizioni? Per il posto della vicepresidenza, per qualche ruolo in Consiglio regionale, per mettere in saccoccia qualche carica di quelle ancora disponibili. Oppure perché Kaswalder è pur meglio di Cia alla presidenza, così sembra di capire dalle opinioni dei possibili sostenitori 'esterni'. 

 

Si capirà dopo la riunione convocata in mattinata, prima dell'apertura dei lavori del consiglio. Si incontreranno le delegazioni della minoranza e qualche pontiere della maggioranza cercherà di proporre qualche mediazione. Se regge l'opposizione, Kaswalder sarà obbligato a un passo indietro in favore di Claudio Cia. Altrimenti vince Kaswalder e la sua determinazione che ha puntato su quel seggio a tutti i costi. 

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