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| 19 nov 2018 | 22:52

Scontro sulla presidenza del consiglio. La minoranza vuole una rosa di nomi (per escludere Kaswalder)

Fugatti all'incontro con l'opposizione: "Devo confrontarmi con la mia coalizione". Voci di un accordo separato con i 5Stelle. La nuova legislatura potrebbe partire con un braccio di ferro

Scontro sulla presidenza del consiglio
di Donatello Baldo

TRENTO. Il primo scontro della XVI legislatura, come prevedibile, sarà sul presidente del Consiglio provinciale. La coalizione che ha vinto le elezioni vuole che sia Walter Kaswalder, per ricompensarlo dall'esclusione della giunta. Ma le volontà della maggioranza devono fare i conti con la minoranza che parte agguerrita. 

 

"Partiamo dal presupposto che in considerazione del risultato elettorale non è scontato che il presidente sia della coalizione di governo". La tesi dell'opposizione è questa: "Fugatti ha vinto con la maggioranza relativa, mentre nelle due precedenti legislature la maggioranza, di Dellai e poi di Rossi, era assoluta".

 

Ma questo non è un terreno su cui montare lo scontro, potrebbe essere accettato lo schema di prassi: alla maggioranza il presidente più un questore e alla minoranza il vicepresidente più due questori. "Ma a una condizione - dicono dall'opposizione - che il presidente non sia imposto".

 

Cosa significa? Che Kaswalder non va bene, non piace soprattutto al Patt, che a vedere l'autonomista passato al centrodestra sullo scranno più alto del Consiglio provinciale gli viene l'orticaria. In politichese la richiesta è quella di una rosa di nomi. Si scarta Kaswalder e si valutano le alternative.

 

Questa è l'analisi maliziosa, perché a sentire tutta l'opposizione la questione è di principio. "Il regolamento - spiegano - parla chiaro e dice che c'è bisogno di 24 consiglieri per eleggere le cariche istituzionali. Serve dunque il coinvolgimento della minoranza". 

 

Ma tutti della minoranza sono d'accordo con questa strategia? Sembra di sì, anche il Movimento 5 Stelle. Altri però dubitano della lealtà dei grillini alle strategie orchestrate da Ugo Rossi. Infatti, a ben pensarci, perché mai Degasperi dovrebbe condividere l'ostracismo nei confronti di Kaswalder?

 

C'è che chi mormora di un accordo separato tra la Lega e i 5 Stelle. Per eleggere il presidente c'è bisogno della presenza in aula dei 2/3 dell'assemblea. La maggioranza da sola ha 21 consiglieri e ne servono altri tre per l'autosufficienza. E i 5 Stelle ne possono assicurare solo due. Una presenza 'obbligata' è però quella della presidente provvisoria Lucia Coppola, ed ecco il quorum dei 24.

 

Diamo conto della voce che circola in queste ore, ma cerchiamo anche di 'smontarla'. Sarebbe davvero un affronto alla minoranza se i 5 Stelle giocassero sul tavolo della maggioranza, e questo accordo sarebbe debole: il giorno che Lucia Coppola scende dalla presidenza basta un voto di sfiducia al presidente e decade dalla carica. 

 

Sarebbe anche una rincorsa alla poltrona che non appartiene ai 5 Stelle: Degasepri, secondo i rumors, lo farebbe per diventare vicepresidente. E si avrebbe così un Ufficio di presidenza senza gran parte della minoranza. No, sembra che la voce sia infondata: ma vedremo cosa succederà.

 

Quel che è certo è che Fugatti ha incontrato la minoranza nell'ufficio di Ugo Rossi e alla proposta della rosa di nomi da cui attingere ha detto che ne avrebbe parlato con la coalizione. A pochi minuti dall'apertura della seduta del Consiglio provinciale si saprà cosa si è deciso, se si scende a patti e si sacrifica Kaswalder o se si ingaggia la lotta con il primo braccio di ferro della legislatura

 

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