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Il centrodestra trentino: "L'alternativa a Ugo Rossi siamo noi". Lega, Forza Italia e Agire pronti a sfidare il centrosinistra autonomista

“Tutti devono riconoscere che questa è l'unica via”  spiegano Bezzi, Fugatti e Cia. “Finiamola con quest'idea delle civiche dei sindaci perché il loro gioco è funzionale al centrosinistra, di alternativo non ha nulla”

Di Donatello Baldo - 13 giugno 2017 - 19:14

TRENTO. L'eco delle elezioni amministrative di domenica scorsa si è fatto sentire anche da noi, galvanizzando il centrodestra trentino nella sua declinazione Cia-Fugatti-Bottamedi-Bezzi: “Pochi credevano che dopo il primo turno ci fossero questi risultati”, osservano felici.

 

Tutti credevano che emergessero maggiormente i 5 Stelle, stelle però “cadenti” secondo l'analisi di Caludio Cia. “Si sono accorti ormai tutti che i grillini sono ambigui – spiega – e hanno perso la loro credibilità sull'accordo con il Pd per la legge elettorale. I cittadini hanno bisogno di chiarezza e i 5 Stelle non riescono più a garantirla”.

 

Una chiarezza che invece contraddistingue l'asse che ormai da tempo si è creata sullo scacchiere della politica trentina, quella composta da Lega, Forza Italia e Agire per il Trentino. “A livello locale – afferma Fugatti – sommessamente e umilmente, senza alchimie e magie di sorta, lavoriamo da più di un anno alla costruzione di una sincera e reale alternativa al centrosinistra autonomista di Ugo Rossi”.

 

“Tutti devono riconoscere che questa è l'unica via” per scalzare la coalizione di governo e mandarla all'opposizione. “Finiamola con quest'idea delle civiche dei sindaci – sottolinea il consigliere – perché il loro gioco è funzionale al centrosinistra, di alternativo non ha nulla”.

 

Se si vuole l'alternativa si deva partire da questo perimetro, “perché è impossibile, visti anche i risultati nazionali, non tenere in considerazione i partiti nazionali come Forza Italia e Lega”, osserva Claudio Cia. Ma per tutti gli altri, “ovviamente per chiunque voglia aderire le porte sono aperte”.
 

I cattolici, gli autonomisti, quelli che non siano legati a Rossi. Queste le aree che vorrebbe intercettare Giacomo Bezzi: “Con il Walter Kaswalder abbiamo già avviato un confronto ma ci rivolgiamo anche al centro di Stefano Parisi”. Anche se il nome dell'ex senatore Ivo Tarolli, che sembra il potenziale riferimento trentino di questo nuovo movimento, non è stato evocato. Di proposito.

 

Bezzi si spinge anche a descrivere la cornice ideale di questo raggruppamento, “liberale, aperto, di centrodestra”. Dove la Lega non rappresenta la parte 'populista' ma quella di governo. “La Lega non è un partito lepenista ma un partito che sa amministrare come dimostra in tante parti del Paese, una forza popolare responsabile”.
 

La formazione da cui partire c'è già, dunque. Un centrodestra unito pronto a sfidare nel 2018 la corazzata del centrosinistra autonomista. Chi ci sta bene, “tutto il resto è funzionale a questo stato di cose”, perché solo così, con i partiti nazionali e con le liste territoriali come Agire per il Trentino è possibile sfondare, “come dimostrano i risultati di domenica scorsa”.

 

Nella galassia della destra trentina orbitano anche Casa Pound e Fratelli d'Italia: “Casa Poud non ha nessuna intenzione di relazionarsi con noi – afferma Fugatti – ma va bene così”. E su Fratelli d'Italia non c'è una risposta c'è una risposta chiara, piuttosto un atteggiamento di prudenza: “Partiamo da questo gruppo che ormai da tempo lavora assieme, poi dobbiamo allargarci tenendo presente che siamo di centrodestra, non solo di destra. Insomma – spiega Cia – vincere sì ma non a tutti i costi”.  

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