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Pd diviso sulla scelta del coordinatore cittadino. La sfida tra Tommaso Iori ("troppo politico") e lo sconosciuto Andrea Rinaldi

Il prossimo coordinatore dovrà affrontare questioni delicate come la scadenza delle politiche della primavera del 2018, le provinciali dell'autunno, e le comunali del 2020. Per alcuni è meglio un coordinatore che sia debole e che non si imponga sulle scelte, dicono i sostenitori di Tommaso Iori

Di Donatello Baldo - 24 May 2017 - 09:33

TRENTO. Quando Elisabetta Bozzarelli si è dimessa dal ruolo di coordinatrice dei circoli del Pd della città di Trento aveva detto queste precise parole: “Mi dimetto per promuovere il rilancio e la partecipazione”. Peccato che la ricerca del successore avvenga ancora una volta tra le sacrestie della politica.

 

Alla candidatura di Tommaso Iori, infatti, è contrapposta quella di Andrea Rinaldi. Una scelta, quest'ultima, sponsorizzata da alcuni ex segretari di circolo, da qualche consigliere circoscrizionale, ma soprattutto da Andrea Robol, l'assessore alla cultura, uomo che conta tra i democratici del capoluogo.

 

Tommaso Iori sarebbe troppo 'politico', vicino all'ex coordinatrice, e in più – sostengono quelli che qualcuno chiama i 'turborenziani' – fa parte della mozione che ha perso il congresso: è lo sconfitto, non può certo comandare.

 

Ecco spiegata la convergenza su Andrea Rinaldi. Su chi? Su Rinaldi. Una brava persona, dicono gli sponsor a quanti chiedono informazioni su di lui, su questo sconosciuto che qualcuno ha pescato dalla rosa degli ultimi arrivati. Uno mite, mai visto in prima fila, consigliere circoscrizionale che ha preso la tessera del Pd soltanto due anni fa.

 

Sembra che la scelta sia stata quella dell'ennesima figura debole – dicono invece quelli che sostengono Tommaso Iori - che non si intrometta nelle scelte politiche che di prammatica sono fatte altrove, non sicuramente all'interno del partito. Uno che lascia agli altri decidere sulle questioni più delicate.

 

E di questioni delicate ce ne saranno molte nel prossimo futuro: la scadenza delle politiche della primavera del 2018, ma soprattutto le provinciali dell'autunno, e poi il 2020, quando si dovrà trovare il prossimo sindaco di Trento e comporre la lista per le elezioni comunali. Per alcuni – dicono – è meglio un coordinatore che sia debole e che non si imponga sulle scelte.

 

Iori – dicono invece quelli che lo vorrebbero alla guida del Pd del capoluogo – la gavetta se l'è fatta. Arriva da sinistra, lo sanno tutti. Ha militato fin da giovane in politica e giovane lo è tutt'ora. Ha esperienza, ha una rete di relazioni all'interno delle associazioni, è conosciuto, è stato consigliere comunale.

 

Ma è un politico (come se fosse una brutta cosa per un partito, mah), troppo politico. Ha le sue idee, ha parteggiato per Elisabetta Bozzarelli quando ha sfidato l'attuale segretario provinciale Italo Gilmozzi. Alle elezioni, se c'è lui alla guida del partito, metterà becco di sicuro.

 

Tra le due fazioni c'è anche chi vorrebbe che la scelta fosse unitaria. Gli stessi sostenitori di Tommaso Iori, (“a riprova che non ci siamo fissati su un nome in particolare”, sottolineano) hanno sondato la disponibilità anche di Maurizio Agostini, l'ex segretario provinciale del Pd. Ma ha detto no.

 

Gli unitari hanno poi proposto Rino Sbop, ex segretario mica del PD ma del PCI, addirittura. Ma il tentativo di mediazione “per il bene del partito, per non dover andare alla conta tra chi sostiene Andrea Rinaldi e chi sostiene Tommaso Iori”, non sembra andato in porto. La parte che vuole il primo a capo del coordinamento cittadino non vuole mollare affatto, punta tutto su di lui.

 

Sono sicuri di portare con sé la maggioranza dei 350 iscritti a Trento, e hanno proposto a Iori di considerare l'idea di proporre qualche nome da inserire nel coordinamento, come piccola soddisfazione, come diritto di minoranza. Ma il nome del coordinatore non si tocca, c'è da impararlo (perché per molti è sconosciuto), e da votarlo quando sarà ora di decidere tra i due. Perché si andrà alla conta, allora: altra soluzione non c'è

 

 

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