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Profughi, dibattito in Consiglio. Rossi: "Dalla minoranza proposte zero". E Borga se la prende con Patt e Pattini: "Cialtroni della politica, venderebbero la madre"

L'opposizione voleva il blocco dell'invio di altri richiedenti asilo ma la risoluzione è stata bocciata: "Se facessimo così la gestione passerebbe nelle mani del Commissariato del Governo, non diminuirebbero ma sarebbero messi in alberghi requisiti come in Veneto e in Lombardia"

Di Donatello Baldo - 06 luglio 2017 - 18:36

TRENTO. Dopo la giornata di ieri, che pur non essendo all'ordine del giorno il tema dei profughi è stato comunque affrontato a inizio seduta, oggi il Consiglio provinciale ha dedicato la mattinata alla questione immigrazione, sollecitato dalla richiesta della minoranza che voleva avere dal presidente Rossi in persona un'informazione dettagliata sulla situazione.

 

Almeno così era l'intento dichiarato, anche se poi si è trattato più che della volontà di conoscere della volontà di ognuno di dire la sua. E così tutta la minoranza a prendere la parola per dire che il governo nazionale è “criminale”, per dire che la Giunta Rossi sbaglia tutto, che bisogna fare meglio e anche di più e che l'Austria sì che ha fatto bene a minacciare di portare al Brennero l'artiglieria.

 

Rossi all'Aula ha ha detto che le intenzioni austriache di militarizzare il confine sono rientrate e in parte sconfessate dallo stesso cancelliere. Sui costi dell'accoglienza dei migranti in Trentino ha ribadito che sono a carico dello Stato e non della Provincia. Ha però sollecitato i Comuni a reperire alloggi per favorire l'integrazione e togliere la pressione su Trento e Rovereto.

 

Dopo queste parole, come dicevamo sono intervenuti quasi tutti i consiglieri della minoranza, mentre della maggioranza nessuno ha preso la parola. “Anche perché – dicono – è stato detto e ridetto quello che si sapeva già e abbiamo ascoltato un coacervo di idee confuse e zero proposte, solo critiche per niente costruttive”.

 

E un po' è così. Si è parlato di tutto e di niente, di temi globali e di scenari apocalittici, di 'come farei io se potessi fare' senza mai chiedersi cosa mai possa fare la Giunta provinciale di fronte a cose che riguardano il Governo nazionale, l'Europa e il mondo intero.

 

“Il presidente non ha perso l'occasione per manifestare sostegno alle criminali politiche che il governo italiano sta portando avanti su questo tema d'intesa con l'Unione europea”, ha detto Rodolfo Borga buttandola in politica.

 

Per Borga “si vuole far passare l'idea che l'Italia abbia bisogno degli immigrati per ovviare al fenomeno della denatalità che affligge il nostro Paese, quando per anni – ha tuonato - le politiche in Italia hanno incoraggiato l'aborto. La politica dell'accoglienza dei profughi in Italia – ha proseguito - porterà sempre più povertà nei loro Paesi di provenienza, dove rimarranno solo bambini piccoli, donne e anziani, perché i giovani vengono portati da noi”.

 

Maurizio Fugatti ha ricordato i 400.000 euro investiti per sistemare la strada dove si trova il centro di via al Desert a Trento sud. Sui reati in piazza Dante, “finalmente – ha protestato il consigliere leghista – dopo 4 anni vi siete accorti di quel che succede in quell'area. La verità è che il governo ha depenalizzato 500 reati tra i quali anche il furto e il piccolo spaccio anche grazie ai voti del partito autonomista, succube del Pd”.

 

Filippo Degasperi ha evidenziato che il problema non riguarda tanto l'arrivo di altri migranti ma l'atteggiamento degli Stati europei che mettono in secondo piano la tutela dei propri cittadini. Mentre Giacomo Bezzi, rivolto a Rossi, ha detto questo: “Non capisco perché lei corra dietro alle politiche della sinistra quando la popolazione del nostro territorio non condivide questa linea: noi dovremmo fungere da cerniera tra l'Italia e l'Europa".

 

Meno allarmistica la posizione di Manuela Bottamedi che ha invocato “più Europa”, ricordando però che realtà come il Tirolo gestiscono molto meglio la presenza di profughi e immigrati “che vengono impiegati nei lavori socialmente utili e questo produce risultati positivi”.

 

Ma il Tirolo è troppo piccolo e vicino, i ragionamenti dei consiglieri provinciali che oggi sembravano proiettati su raffinate analisi geopoliti che toccano la Cina addirittura. Il consigliere Walter Viola spiega a tutti che il problema è proprio questo. “Bisogna coinvolgere la Cina nelle trattative perché controlla parte dell'Africa subsahariana da dove molti profughi provengono”.

 

Ma il tema che ricorre sono le Ong, “che incentivano gli sbarchi, che fanno mero traghettamento di profughi che se non ci fossero non sarebbero nemmeno mai arrivati sulle nostre sponde”. Perché sarebbero moriti. (L'ha dimostrato un ricercatore trentino in una pubblicazione di cui anche ilDolomiti ha dato conto).

 

Ma durante l'assemblea del Consiglio provinciale è intervenuto anche Claudio Cia: “Arrivano anche donne, le stesse donne che poi si prostituiscono sulle nostre strade”. Donne che abortiscono perché “quattro aborti su dieci riguardano straniere”, aborti, secondo Cia, frutto della prostituzione. “Il Trentino – ha detto – è sempre pronto nell'aiuto a chi è in difficoltà ma ora non si capisce più dove sia il limite”.

 

Il consigliere ha concluso affermando di non condividere quello che afferma il cardinale Galantino della CEI. “Lui afferma che l'accoglienza ai profughi ripaga secoli di impoverimento che ha inflitto il mondo occidentale all'Africa. Ma io non sono d'accordo – ha spiegato Cia – io la penso come il Dalai Lama che dice l'accoglienza si deve fermare se porta conflitto sociale”. Senza però dire che l'India accoglie 135 mila profughi tibetani fin dal 1959.

 

Rossi ha poi ripreso la parola, concentrandosi sul limite dell'accoglienza più volte ribadito dagli interventi. “L'Italia ospita un numero di immigrati di gran lunga inferiore, in rapporto alla propria popolazione, rispetto alla maggiore parte dei Paesi europei. E oggi – ha ricordato il presidente – il numero di richiedenti asilo accolti nella nostra provincia arriva appena a 1.800 rispetto ai 530.000 del Trentino”.

 

“Quando si dice che dobbiamo aiutarli nei loro Paesi perché altrimenti emigrano e arrivano da noi – ha sottolineato il presidente togliendosi un sassolino dalla scarpa – come mai si continua a criticare il piccolo contributo alla solidarietà internazionale che anche il Trentino mette a bilancio tutti gli anni? A questo gioco – ha detto Rossi – non ci sto”.

 

Nel concludere, il governatore ha poi fatto notare a tutti, e soprattutto a Borga, che di tutto quello che si è detto di proposte non n'è uscita neanche una. Cosa che ha fatto imbestialire il consigliere Borga che replicando ha alzato un po' la voce, prendendosela con “i cialtroni della politica che per una sedia venderebbero anche la loro madre”. E ha fatto nomi e cognomi: “Mi riferisco ai pattini e al Pattini”, intendendo i consiglieri del Patt e il capogruppo del Patt in Consiglio comunale a Trento Alberto Pattini.

 

La seduta si è chiusa con il voto contrario alla risoluzione della minoranza che chiedeva di bloccare l'aumento dei profughi in trentino. “Se facessimo così – ha detto Luca Zeni motivando il no della maggioranza – la gestione passerebbe nelle mani del Commissariato del Governo, e sarebbe senza dubbio controproducente. A quel punto – ha detto – non avremmo più voce in capitolo e i profughi sarebbero messi in alberghi requisiti come succede in Veneto e in Lombardia”. 

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