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"Sanifonds? Riparte solo se si dimette De Laurentis. I tagli al personale pubblico? Non sono sufficienti"

Intervista a tutto tondo al presidente di Confindustria Trento, Giulio Bonazzi: dall'elezione di Trump ("i rapporti con la Russia per noi saranno cruciali") al referendum costituzionale ("voto sì perché è un passo avanti") per arrivare al Not ("ha senso solo se si chiude l'ospedale di Rovereto") e alla manovra di bilancio provinciale

Il presidente di Confindustria Trento Giulio Bonazzi (Foto Rensi)
Di Luca Pianesi - 11 novembre 2016 - 08:13

TRENTO. Dal Not ("se lo facciamo dobbiamo chiudere l'ospedale di Rovereto") a Sanifonds ("può ripartire solo se si dimette De Laurentis"); da Trump ("potrebbe non essere una cattiva notizia per i nostri rapporti con la Russia") al Referendum ("voto sì, perché è comunque un passo in avanti"), passando per la manovra di bilancio provinciale ("bisogna tagliare molto di più su Comuni e dipendenti provinciali"). E' un Giulio Bonazzi "in piena" quello che ci ha concesso un'intervista davvero a tutto tondo. Il presidente di Confindustria Trento, infatti, non si è nascosto su nessun tema "e mi dispiace se farò arrabbiare qualcuno - ci ha detto - ma ci sono alcune cose che non possono essere taciute". La più forte, probabilmente, quella sul presidente degli Artigiani Roberto De Laurentis. La più scomoda sui dipendenti pubblici. Ma andiamo con ordine.

 

Presidente, mercoledì mattina ci siamo svegliati con Donald Trump nuovo presidente degli Stati Uniti. Da molti era stata descritta come una catastrofe eppure i mercati, dopo un calo iniziale hanno tenuto tutti. Lei che ne pensa?

 

Penso che dovremo capire chi è veramente Donald Trump. Se è quello della campagna elettorale, esagerato e fuori da tutti gli schemi, o quello che mercoledì ha fatto il suo primo discorso dopo la vittoria, rassicurante e a suo modo pacato. Ha reso anche l'onore delle armi a Hillary. E tutti speriamo che sia questa la reale faccia del novo presidente anche perché quando arriverà il passaggio di consegne tra Trump e Obama, giocoforza, sarà un momento di fortissimo cambiamento. Cosa farà Trump dell'Obama Care? Come si comporterà rispetto all'Europa e sull'accordo Trans-Pacifico? La sua politica nei confronti della Cina quale sarà? Speriamo spinga l'Europa a togliere l'embargo nei confronti della Russia perché questo anche a livello trentino sarebbe una buona notizia. Comunque vedete, la discontinuità ci sarà. E la discontinuità, in alcuni casi, può spaventare i mercati. In un quadro economico come l'attuale di forte instabilità generale una spinta negativa potrebbe fare molto male al sistema.

 

Il referendum del 4 dicembre è un'altro passaggio descritto da molti come cruciale, almeno per il nostro Paese. Che ne pensa?

 

Penso che stiano girando un sacco di falsità. Non si supera il bicameralismo perfetto? Falso, si supera. Lo si poteva fare meglio? Forse ma è un primo, importante passo. Non si tagliano enti inutili? Falso, le Provincie, finalmente, scompaiono dalla Costituzione. La nostra autonomia è sotto attacco? Falso, si rafforza e si blinda normativamente. E anche l'equazione vince il No - mandiamo a casa Renzi è falsa. Non è detto che ciò accada, è possibile che il presidente della Repubblica riaffidi, eventualmente, l'incarico comunque a un governo simile e non è detto che se si tornasse a votare non rivincerebbe la stessa maggioranza. Insomma. Si dovrebbe guardare alla sostanza del referendum. Non è la riforma migliore al mondo, ma è un passo avanti.

 

Le agenzie di rating e i mercati sembrano tifare per il Sì, infatti.

 

Ecco questo mi spaventa. Ogni volta che "parla" un'agenzia di rating spinge migliaia di persone a votare all'opposto di quanto dice. Comunque c'è una forte attenzione sul tema referendum italiano in tutto il mondo. All'estero, però, sono più stupiti di come siamo oggi rispetto a come ci dovremmo riformare. Quando spiego che con questo voto andiamo ad eliminare il bicameralismo perfetto i miei interlocutori restano allibiti e non capiscono come facciamo a ad andare avanti con due parlamenti. Quando gli racconto quanti enti locali esistono, Circoscrizioni, Comuni, Regioni, Provincie etc...restano di stucco. Quando provo a spiegargli che tra Camera e Senato abbiamo quasi 1.000 parlamentari mi dicono, ma come? Più del doppio del Congresso americano? E' da 30 anni che aspettiamo. Piuttosto che niente, meglio piuttosto.

 

Negli scorsi giorni è stata presentata la manovra di bilancio della Provincia. Per le imprese è previsto uno stock di detassazione, in totale, di 215 milioni tra manovra statale e provinciale e agevolazioni per l'assunzione di giovani, donne e over 50. Bene?

 

Poco. Per carità: se la Provincia ha delle risorse per aiutare certe categorie a entrare, o rientrare, nel mondo del lavoro fa benissimo a investirle. Ma non è questo lo shock del quale ha bisogno la nostra economia. Io credo che ci sia bisogno di una grossa semplificazione anche a livello provinciale. Bisogna decidere per esempio se puntare sui Comuni o le Comunità di Valle. Tutte e due non hanno senso di esistere. I Comuni più piccoli devono essere accorpati. Quanto possono essere diversi i problemi, per esempio, di Nago, Torbole, Riva, Arco? Quanto avrebbero pesato, invece, se fossero stati uniti sotto un unico municipio? Sarebbero stati, praticamente il secondo Comune del Trentino e allora lì puoi avere un ruolo, un peso nello scacchiere, farti fare la galleria e le opere di cui necessiti. Più si è piccoli e meno lontano si va.

 

La Provincia annuncia che tra il 2015-2018 è prevista una contrazione del personale provinciale di circa il 6%. E' già qualcosa?

 

Anche qui poco. Con un mercato in stallo com'è il nostro attualmente, che dopo una leggera crescita nel 2015, in questa seconda parte di 2016 tornerà a rallentare, l'unica strategia finanziaria è quella di ridurre le spese correnti per mettere le risorse sulle spese di investimento. E invece vengono stanziati 85 milioni di euro per ridiscutere i contratti dei dipendenti provinciali. Siamo in deflazione, in tutti i settori privati gli stipendi vengono ridotti e ai dipendenti pubblici si torna a fargli crescere le paghe. Che senso ha? Mi piacerebbe che anche gli altri presidenti di categoria prendessero posizione a riguardo.

 

A proposito, un presidente di categoria, quello degli Artigiani, De Laurentis chiedeva una sua presa di posizione su Sanifonds. Quando farete entrare i vostri associati nel fondo?

 

Quando De Laurentis non sarà più presidente. Come può fare il guidare Sanifonds e rifiutarsi, contemporaneamente, di far entrare gli artigiani dei quali lui è presidente? Per quanto mi riguarda uno così non ha diritto di parola. Da due anni non convoca l'assemblea e non fa entrare noi di Confindustria e la Cooperazione nel Cda del fondo. E ancora si permette di chiedere a noi di fare passi in avanti? Questo fondo avrà un futuro solo se lui si farà da parte. Noi nel Fondo De Laurentis non ci entriamo.

 

Ieri c'è stata l'udienza al Tar delle imprese che hanno fatto ricorso contro la Provincia per la gara d'appalto per il Not saltata. Lei che ne pensa del Nuovo ospedale del Trentino: può essere un'occasione per il rilancio dell'economia locale?

 

Spero sia il rilancio dell'economia delle imprese che se lo meritano. La concorrenza è una cosa bella e quindi spero che vengano tante imprese a confrontarsi per la gara sulla base di voci come qualità e competenza. Poi se le migliori saranno trentine sarà un bene ancora maggiore, ma spetta a noi. Ciò detto, sul piano invece di sistema, il Not ha un senso solo se si chiude l'ospedale di Rovereto. Non ci sarebbero ragioni a tenere aperte due strutture a 15 minuti l'una dall'altra. Allora avrebbe avuto più senso tenere aperte delle realtà periferiche. Penso ancora una volta alla "Busa". Ci fossero stati dei politici lungimiranti, capaci e non intenti ognuno a pensare al proprio campanile le cose sarebbero andate diversamente. E' anche per questo che penso si debbano chiudere realtà comunali che proprio perché piccole sono capaci solo di rappresentare piccoli interessi.

 

 

 

  

 

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