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Arriva lo spaventapasseri high-tech, basta un'app e il drone allontana gli uccelli con i diffusori acustici

Un progetto portato avanti da quattro studenti di Eit Digital, Giorgio Bertagnolli, Sofia Chimirri, Andrea Ferlini e Marco Zugliani, e due studentesse di Economia e management dell'Università di Trento, Nicoletta Morra e Egle Andreina Rochira 

Di Nereo Pederzolli - 21 novembre 2018 - 18:45

TRENTO. Un drone come spaventapasseri. Questa l'idea lanciata da un gruppo di ingegneri dell'Università Trento, un progetto presentato negli Stati Uniti capace di conquistare il challenge della Virginia Tech. 

 

Drone, una parola che suscita curiosità a prescindere, per l’attualità di questo robot. E che spesso viene usato proprio per curiosare in ambiti tra i più disparati e per scopi altrettanto enigmatici. Aeromobile a pilotaggio remoto, la giusta definizione, sfruttato inizialmente per scopi militari, poi usato come sofisticato giocattolo, e successivamente come supporto a riprese foto o video/cinematografiche, di svago, avventura, di eventi sportivi.

 

Ma nessuno aveva pensato di sfruttare i droni per spaventare gli uccelli che insidiano le coltivazioni rurali. L’idea è di un gruppo di ingegneri dell’Ateneo di Trento, che ha messo a punto un "finto volatile elettronico" per allontanare quelli veri. Un drone spaventapasseri, una manna per gli agricoltori che devono difendere le loro coltivazioni dalle continue razzie di stormi d’uccelli. 

 

Drone con appositi diffusori acustici capaci di far risuonare nell’aria versi di rapaci nemici della miriade di storni, gazze, cornacchie, merli, passeri e altri uccelli che razzolano i campi. 

Si tratta di un progetto di business innovativo nato durante Start-Up Lab, il laboratorio di imprenditorialità per gli studenti dell'Università di Trento, nel 2017, iniziato e portato avanti da quattro studenti di Eit Digital (Giorgio Bertagnolli, Sofia Chimirri, Andrea Ferlini, Marco Zugliani) e due studentesse di Economia e management (Nicoletta Morra e Egle Andreina Rochira).

 

Dopo aver vinto la competizione tra i 21 progetti presentati allo Start-Up Lab, il gruppo ha presentato il progetto negli Stati Uniti, alla challenge di progetti imprenditoriali studenteschi indetta dal Virginia Tech ogni anno.

 

Il prodotto sviluppato è un drone completamente automatico e più economico di quelli già in commercio, che risolve il problema degli attacchi al raccolto da parte di varie specie di uccelli, problema che può causare perdite agli agricoltori fino al 20%. Tramite dissuasori acustici che riproducono versi di rapaci, e grazie a delle traiettorie randomizzate, il drone tiene lontani gli uccelli da un campo di oltre 10 ettari

 

Inoltre, quando la batteria del drone si scarica, questo è in grado di tornare in modo completamente autonomo alla sua base di ricarica - anche questa progettata a Trento - grazie a Gps e telecamere, per decollare nuovamente in modo autonomo una volta ricaricato.

 

Tutto ciò che l'agricoltore deve fare è impostare il piano di volo tramite un'app. In caso di necessità, però, il drone può essere telecomandato tramite un semplice sistema di controllo.

 

Escamotage forse poco poetico, il drone che sostituisce i caratteristici pupazzi imbastiti come spaventapasseri. Oggetti rurali dal fascino antico, presenti in numerose pubblicazioni fotografiche a dimostrazione dell’evoluzione etnografica della campagna, in particolare quella dolomitica. Impossibile non citare le fotografie del compianto Flavio Faganello, un Maestro della Luce. Forse l’ultimo cantore di un’epopea contadina purtroppo scomparsa.

 

La versatilità del drone in ogni caso è quanto mai attuale. Utilità e privacy. Un binomio che spesso non trova consensi. L’occhio elettronico del drone è una sorta di "grande fratello" e dunque può provocare imbarazzo o suscitare scandali. Però – indipendentemente da trasformarsi in spaventapasseri – il drone è destinato all’uso in azioni decisamente indispensabili alla qualità della vita.

 

La politica fiuta l'affare. I privati pure. Goldman Sachs nel 2016 ha predetto: entro il 2020 il mercato dei droni varrà 100 miliardi di dollari, di cui 30 miliardi dovuti all'aumento delle richieste da parte di amministrazioni pubbliche e aziende.

 

Nel 2017, nel mondo, sono stati venduti tre milioni di droni per un valore di sei miliardi di dollari. In Italia ci sono 2.500 aziende specializzate e sempre più eventi dedicati. Tra sicurezza e uso ponderato. Senza spaventare nessuno, se non i passeri.

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