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Grazie a tre studenti di UniTrento i bivacchi diventano ''smart'', ora li attende la Silicon Valley

Sono Carlotta Tagliaro, Francesco Ballerin e Alberto Bombardelli a vincere il Vertical innovation hackathon targato Noi Techpark. Premiati Beniamino Marini, Alessandro Amici, Maria Celeste Bonometti e Andrea Leone. Riconoscimento anche a Paolo Dongilli, coordinatore del progetto Fuss

Di L.A. - 19 novembre 2018 - 18:06

BOLZANO. I bivacchi diventano sempre più smart e si può facilmente prenotare con un click, così come è possibile monitorare le condizioni dell'edificio in tempo reale attraverso sensori interni ed esterni. Un progetto che porta le firme e le idee di Carlotta Tagliaro, Francesco Ballerin e Alberto Bombardelli, un trio di studenti dell'Università di Trento, vincitore del Vertical innovation hackathon targato Noi Techpark, la casa dell'innovazione altoatesina.

 

Non solo. L'affermazione alla maratona di idee consente al "team Bivouac" di volare a San Francisco in California negli Stati Uniti d'America per poter presentare il progetto davanti agli esperti della Silicon Valley. Un premio dal valore di 15 mila euro messo in palio dalla Stiftung Südtiroler Sparkasse, Fondazione cassa di risparmio.

 

L'iniziativa di Noi Techpark si è svolta nell'arco di due giorni dedicati al software libero, alla tecnologia sostenibile e alla creazione di progetti innovativi pensati per migliorare la vita quotidiana con uno sguardo anche all’ambiente.

 

Un doppio appuntamento nel nuovo parco tecnologico di Bolzano tra venerdì 16 e sabato 17 novembre scorso, che ha coinvolto oltre 500 persone alla diciottesima edizione della South Tyrol Free Software Conference (SFScon), la maggiore conferenza in Italia dedicata all’open source.

 

Sviluppatori e designer, esperti di dati e studenti da tutta Italia protagonisti dell’hackathon ideato per far nascere progetti capaci di unire tecnologia e ambiente: ventisei i team che hanno utilizzato gli spazi di Noi Techpark, dove hanno mangiato, dormito e lavorato anche di notte, affiancati da undici mentor per la messa in pratica delle idee.

 

"Questa formula ha unito i migliori specialisti europei, protagonisti del programma della SFScon, con la creatività della maratona d’idee – spiega Patrick Ohnewein, coordinatore dell’Ecosystem ICT & Automation di Idm Alto Adige –. Così l’Alto Adige si è confermato per l’ennesima volta punto di riferimento per sviluppatori in grado di mettere a fuoco la loro creatività. Eventi che da un lato mettono in circolo idee e progetti vincenti, dall’altro testimoniano la capacità di innovazione dell’Alto Adige, luogo sempre più attrattivo per talenti e sviluppatori informatici".

 

Come anticipato, i vincitori del primo premio sono stati i ragazzi del team "Smart Bivouac", tre studenti dell’Università di Trento: Carlotta Tagliaro, Francesco Ballerin e Alberto Bombardelli hanno creato un portale web facilitare la vita ai frequentatori dei bivacchi in Alto Adige.

 

L’idea è quella di rendere il bivacco più "smart", quindi ecco sensori per monitorare le condizioni esterne ed interne a distanza, oltre alla possibilità di prenotare e accedere attraverso il codice ottenuto durante la registrazione.

 

Questo non è stato l'unico premio assegnato dalla giuria formata da Elia Plunger (head of operations per Acs Data System), Volmark Rigo (sviluppatore per Informinds), Notburga Siller (ripartizione cultura tedesca della Provincia di Bolzano), Martin Tauber (managing partner Marketing Factory), Evelyn Strauss (manager alla SiMedia), Günter Wimmer (System GmbH), Wolfgang Haid (manager alla Würth-Phoenix) e Simon Phipps (presidente della Open Source Initiative).

 

Anche NatureDriver, formato da Beniamino Marini, Alessandro Amici, Maria Celeste Bonometti e Andrea Leone, studenti dell’Università di Trento, si sono accaparrati un premio: questi studenti hanno progettato un portale dove raccogliere informazioni e dati per il turismo altoatesino. Questi ragazzi avranno la possibilità di presenziare alla conferenza Fosdem di Bruxelles.

 

Un altro riconoscimento è andato invece a PicStory di Hlib Babii e Anjan Karmakar, studenti dell’Università di Bolzano, che hanno ideato un gioco utile per i turisti per vedere in foto com’erano i paesaggi dell’Alto Adige centinaia di anni fa. Per loro un viaggio ad Amsterdam, uno dei centri nevralgici dell’innovazione europea. Premiato anche Paolo Dongilli, coordinatore del progetto Fuss, che ha ricevuto il Free software awards. 

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