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Da una stube a Microsoft: la storia di due diciannovenni di Arco e della loro App che controlla le api

Samuele Dassatti e Andrea Zanin, con la loro Beehave stanno conquistando le pagine dei principali giornali italiani, dal Sole 24 Ore al Corriere della Sera, dopo aver centrato il secondo posto a Innsbruck al concorso della macroregione alpina (Eusalp) Pitch

Pubblicato il - 08 dicembre 2018 - 14:24

ARCO. Due ragazzi che ancora devono ancora compiere 20 anni (sono entrambi classe '99), una app inventata in una stube di Arco e grazie alla tanto vituperata alternanza scuola lavoro, gli occhi di Microsoft e della Silicon Valley già puntati su di loro e un premio vinto a Innsbruck per finanziare la loro startup. Samuele Dassatti e Andrea Zanin, con la loro Beehave stanno partendo alla conquista del mondo. In questi giorni tutti i principali giornali si sono occupati di loro, dal Sole 24 Ore al Corriere della Sera, perché questi due ragazzi hanno ricevuto il secondo premio al concorso della macroregione alpina (Eusalp) Pitch your project to the Eu.

 

Tremila euro per sostenere la loro attività, la loro startup nata quando ancora erano al liceo (frequentavano da compagni di classe il Maffei di Riva del Garda), che per sviluppare l'App delle api non ha avuto bisogno di finanziamenti ma solo di tempo e idee. I due giovani, infatti, volevano sviluppare uno strumento capace di controllare in tempo reale lo stato di salute delle api che, come è risaputo, sono uno dei più importanti indicatori della qualità del nostro ambiente e, anche in Trentino, stanno diminuendo sempre di più. Il progetto dei due giovani era quello di installare all'interno degli alveari dei sensori capaci di monitorare tasso di umidità, temperatura e altri dati e di trasmettere i dati su una piattaforma. L'App (Beehave, appunto, il cui nome è nato da un gioco di parole tra beehive, alveare, e behave, comportarsi) è capace di elaborare le informazioni rendendole fruibili agli apicoltori e ai ricercatori che, grazie alle api, possono tenere monitorato l'ambiente.

 

La vicenda di questi due giovani di Arco è partita nella stube di casa (e oggi al momento si sta sviluppando in una casa condivisa con altri studenti universitari a Trento) e si è concretizzata al WitLab di Rovereto durante l'alternanza scuola lavoro. Qui i due giovani trentini hanno sviluppato una piattaforma aiutati dal fisico con PhD ad Harvard, Emanuele Rocco. Si chiamava Igloo (nome anche della loro sturtup) e permetteva di raccogliere e rielaborare dati e informazioni attraverso una App. Il naturale sviluppo è stata Beehave, l'applicazione in grado di monitorare la vita delle api e l'ambiente dove si muovono.

 

Il prossimo passo sarà quello di cercare gli apicoltori interessati a sviluppare il progetto e poi cominciare a tutti gli effetti con la trasmissione e l'elaborazione dei dati. Il tutto con gli occhi di Microsoft già puntati addosso (Samuele è già stato due volte a Seattle, invitato dalla Microsoft in quanto è risultato tra i migliori designer dell'anno dopo aver realizzato un diario di scuola da gestire via windows) e l'attenzione del mondo sui loro poco più di 19 anni e poco meno di 20.  

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