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| 21 mag 2019 | 13:29

Una firma per Amaya. L'Università di Trento sostiene la liberazione della giovane studentessa arrestata in Nicaragua

L’iniziativa, che ha come slogan “We Are Amaya. UniTrento per la libertà accademica”, è promossa da Pietro Carra, Ion Foltea, Francesca Ongaro, Federica Tagliavini e Clelia Zardini, studenti e studentesse dei seminari di “Advocacy for Academic Freedom” coordinati dalla docente Ester Gallo del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale

Una firma per Amaya. L'Università di Trento sostiene la liberazione della giovane studentessa arrestata in Nicaragua
Foto di Giovanni Cavulli
di Redazione

TRENTO. Anche il Trentino si muove per Amaya Eva Coppens, studentessa del quinto anno di medicina dell’Università Autonoma del Nicaragua a Leòn, arrestata il 10 settembre del 2018 a causa della sua partecipazione a un movimento di protesta nazionale

 

E così, studenti e studentesse dell’Università di Trento, dopo aver approfondito la situazione della libertà accademica e, in particolare, il suo caso hanno organizzato alcune giornate di raccolta firme per chiedere la sua liberazione.

 

L’iniziativa, che ha come slogan “We Are Amaya. UniTrento per la libertà accademica”, è promossa da Pietro Carra, Ion Foltea, Francesca Ongaro, Federica Tagliavini e Clelia Zardini, studenti e studentesse dei seminari di “Advocacy for Academic Freedom” coordinati dalla docente Ester Gallo del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale.

 

Il gruppo di studenti ha incontrato Paolo Collini per presentargli il caso della studentessa del Nicaragua detenuta per motivi politici e proporgli la petizione. Un che invito che è stato accolto. Il rettore ha, infatti, sottoscritto la lettera a favore della liberazione di Amaya.

 

L’Università di Trento da novembre 2017 aderisce a "Scholars at Risks", rete internazionale di università, che promuove la libertà accademica, intesa come libertà di ricerca e insegnamento e come diritto di accesso allo studio, nonché come diritto di espressione nella sfera pubblica da parte di docenti, studenti e staff amministrativo. L'Ateneo trentino è, inoltre, tra i fondatori della sezione Sar-Italia, che è stata istituita lo scorso 19 febbraio. Ester Gallo è delegata Sar per UniTrento.

 

La petizione per la liberazione di Amaya Eva Coppens è rivolta alla comunità universitaria, ma anche a tutta la cittadinanza e può essere sottoscritta anche online.


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